Angri. Evirò il marito, resta in carcere - Le Cronache Provincia
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Angri. Evirò il marito, resta in carcere

Angri. Evirò il marito, resta in carcere

Angri. “Sta vivendo l’esperienza detentiva senza offrire alcun segno di ravvedimento qualificato, concreto, verificabile e fondativo ed è quindi consistente la possibilità di poter reiterare il reato”. E’ il passaggio centrale dell’ordinanza del gip Domenico Palumbo (sezione penale unica) del Tribunale di Nocera Inferiore sulla richiesta del difensore della 35emme del Bangladesh M.S.A., Giovani Pentangelo, sulla scarcerazione della propria assistita in cambio degli arresti domiciliari. Niente sconti, quindi, resta a carico della 25enne la decisione del Tribunale del Riesame di Salerno di maggio scorso. E aggiunge.  “I riferimenti  di essere incensurata, di essere di giovane età,  della confessione del fatto ed alle difficoltà di integrazione nel tessuto sociale italiano sono argomenti già trattati, considerati recessivi, svalorati e superati” in chiave di accertamento della cautela di massimo rigore  quale unica misura minimamente adeguata e proporzionata a fronteggiare il “periculum libertatis” risaltato dal delitto ascritto all’imputata. E per il giudice “Si ritiene che finanche gli arresti domiciliari, pur se rafforzati dall’applicazione di strumenti elettronici di controllo, non consentirebbero di contenere adeguatamente il pericolo di reiterazione di condotte della stessa donna  considerato che l’efficacia di tale misura è pur sempre rimessa ad una capacità di autocontrollo che l’indagata, ha dimostrato  di non avere”.Il primo Maggio scorso evirò il compagno nella casa di via Zurlo ad Angri e per questo motivo fu arrestata e successivamente messa sotto processo con il rito dell’immediato.. La donna avrebbe somministrato farmaci alla vittima durante il pranzo, provocandone la sonnolenza, per poi approfittare del suo stato di incapacità e colpirlo con un coltellaccio da cucina. Tutto per gelosia dopo aver saputo che il compagno aveva intrapreso una nuova relazione sentimentale con un’altra donna che avrebbe voluto portare nella stessa casa di Angri. Circostanza che scatenò le ira della 35enne ritenuta pericolosa e mai ravveduta del suo gesto nonostante il carcere. Ora il processo con l’accusa di gravissime lesioni a carico della donna.