di Erika Noschese
Una candidatura maturata dopo una lunga riflessione, una promessa fatta al padre e la volontà di mettere la propria esperienza imprenditoriale al servizio della città. Renato Santese, imprenditore battipagliese e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, conferma la propria discesa in campo e chiarisce obiettivi, alleanze e priorità del suo progetto politico. Lo fa nel corso di un’intervista rilasciata alla giornalista Maria Rosaria Sica, in onda su SudTv, durante la quale affronta anche il tema della sfiducia all’ex sindaca Cecilia Francese, sostenuta cinque anni fa, e annuncia la nascita di una terza lista civica. «È stata una decisione molto combattuta, perché la gente sa che vivo a Tenerife, dove ho ricostruito la mia famiglia e le mie attività. Non avevo programmato di tornare a Battipaglia per candidarmi», racconta Santese, spiegando come a convincerlo sia stata soprattutto una richiesta del padre. «Mi ha chiesto di tornare a impegnarmi per Battipaglia, prestando particolare attenzione alle persone che vivono maggiori difficoltà. Mio padre proviene da una delle famiglie più povere della città, ha conosciuto le privazioni e non ha mai dimenticato le proprie origini. Mi ha detto una cosa precisa: “È arrivato il momento di stare vicino ai più deboli”», ha aggiunto. Una scelta che l’imprenditore considera ormai definitiva, indipendentemente dalle strategie delle altre forze politiche: «Mi candido e andrò fino in fondo. Non mi tirerò indietro, indipendentemente dalle decisioni degli altri partiti. Intendo candidarmi per un solo mandato, perché non cerco una carriera politica. Voglio mettere la mia esperienza al servizio di un percorso che possa proseguire con persone nuove, preparate e indipendenti». Santese assicura inoltre che, in caso di vittoria, tornerà stabilmente a vivere a Battipaglia per tutta la durata del mandato. «Non tradirò la fiducia di chi sceglierà di sostenermi. Se invece i cittadini faranno una scelta diversa, la rispetterò e tornerò alla mia vita, sapendo di aver fatto la mia parte». Nessun nuovo investimento edilizio, almeno nelle intenzioni dichiarate dal candidato, che prova così a sgomberare il campo da possibili polemiche legate alle attività imprenditoriali della famiglia: «Chi mi conosce sa che non ho bisogno di arricchirmi con la politica. Non intendo realizzare nuove costruzioni né aprire cantieri a Battipaglia. La mia famiglia ha lavorato per tantissimi anni nel settore edilizio, ma quella stagione, per noi, è conclusa». Al centro del programma il rilancio economico della città, ma anche una maggiore attenzione alle fasce sociali più fragili. «Sono un imprenditore e conosco il valore del lavoro, dell’iniziativa privata e delle persone che investono. Battipaglia possiede importanti risorse nell’agricoltura, nell’agroalimentare, nell’industria e nel commercio. Chi investe ha bisogno di regole chiare, tempi certi e di un Comune capace di fornire risposte concrete. Ma non voglio rappresentare soltanto gli imprenditori. Una città non può crescere davvero se una parte della sua comunità rimane indietro». Tra le emergenze individuate da Santese figura innanzitutto la sicurezza urbana. «Sono tanti i cittadini che mi raccontano di non sentirsi più tranquilli nella propria città, soprattutto nelle ore serali. Alcuni preferiscono rimanere a casa perché hanno paura. Sono preoccupazioni che non possiamo ignorare». Da qui la necessità, secondo il candidato, di intervenire anche sulla manutenzione, sulla pulizia, sull’illuminazione pubblica e sulla cura dei quartieri, senza distinzioni tra centro e periferie. Un altro obiettivo è ricostruire il rapporto tra amministrazione e cittadini, valorizzando il ruolo dei comitati di quartiere come strumenti di confronto diretto. «Servono servizi sociali accessibili e risposte concrete alle famiglie. La mia ambizione è restituire a Battipaglia il ruolo che le spetta. Deve tornare a essere la città capofila della Piana del Sele». Nel corso dell’intervista rilasciata a SudTv, Santese torna anche sull’esperienza amministrativa di Cecilia Francese, alla quale aveva garantito il proprio sostegno politico cinque anni fa. Una scelta che non rinnega, pur evidenziando le criticità che hanno portato alla conclusione anticipata della consiliatura. «Probabilmente non avrei votato la sfiducia. Cinque anni fa ho sostenuto Cecilia Francese perché credevo in un progetto per Battipaglia e non rinnego quella scelta. Oggi, però, bisogna riconoscere con onestà ciò che ha funzionato e ciò che non ha prodotto i risultati attesi», ha detto ancora. L’imprenditore riconosce il valore di alcuni interventi avviati, in particolare nell’edilizia scolastica e nel settore sociale, sottolineando la necessità di garantire continuità ai progetti finanziati. Ma non risparmia una critica alla gestione politica della maggioranza. «La mia critica riguarda soprattutto la capacità di tenere unita una squadra e garantire continuità alle decisioni. Le divisioni sono culminate nella sfiducia e quel progetto aveva ormai perso forza e identità. Oggi è inutile cercare il responsabile tra questo o quel consigliere. La responsabilità politica di mantenere unita una maggioranza ricade innanzitutto su chi è chiamato a guidarla. A mio giudizio, è proprio questa capacità di guida che è venuta meno», ha aggiunto. Sul fronte elettorale, Santese conferma la volontà di costruire una coalizione civica autonoma dai partiti. Alle due liste già annunciate, Insieme per Battipaglia e Santese Sindaco, se ne aggiungerà una terza, promossa da un gruppo di giovani che ha manifestato la volontà di sostenerlo. «Negli ultimi trent’anni si è discusso prima di quale partito dovesse esprimere il sindaco e soltanto dopo delle idee e delle capacità. Posso dirlo perché ho partecipato personalmente a queste scelte. Oggi voglio cambiare metodo», ha chiarito. Nessuna chiusura al confronto con altre realtà politiche, dunque, ma la richiesta di condividere un progetto senza rivendicazioni preventive. «Sono aperto al dialogo e non voglio porre preclusioni. Chi si avvicina al mio progetto non deve chiedere nulla in cambio. Per me contano soltanto la capacità, la serietà e l’impegno nei confronti della città». Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni, che Santese intende coinvolgere direttamente nell’amministrazione comunale. Tra gli impegni annunciati figura l’istituzione di un assessorato alle Politiche giovanili fin dall’inizio dell’eventuale mandato: «Per me i giovani non sono soltanto il futuro, come abbiamo sempre ripetuto: devono essere il presente. Voglio coinvolgerli concretamente nella vita amministrativa e dare loro la possibilità di assumersi responsabilità immediate». Un passaggio particolarmente significativo riguarda il ricordo della figlia Maria Rosaria e le attività della fondazione che porta il suo nome. «Tra i giovani che mi stanno vicino ci sono anche molti amici di mia figlia, che ringrazio pubblicamente. Attraverso la fondazione vorrei continuare ciò che lei ha seminato. Maria Rosaria desiderava aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio». Santese annuncia quindi l’intenzione di mettere gratuitamente a disposizione spazi e servizi alla Castelluccia, indipendentemente dall’esito delle elezioni. Un impegno che, precisa, non sarà subordinato al consenso elettorale: «Voglio lasciare una città più vivibile e contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente, composta da persone capaci e preparate. Voglio restituire ai cittadini l’orgoglio di essere battipagliesi». È su queste basi che l’imprenditore intende costruire la propria corsa a Palazzo di Città, puntando su una proposta civica che mette insieme esperienza amministrativa, rilancio economico e attenzione sociale, con l’obiettivo dichiarato di aprire una nuova fase per Battipaglia.





