(Adnkronos) – “Non ce la facevo più”. A quasi due anni dall’omicidio Rosa Capuano ha confessato di essere stata lei a sparare e uccidere il padre Francesco, pensionato disabile di 79 anni. Lo ha fatto questa mattina di fronte alla corte d’Assise di Mantova, che l’ha poi condannata a 25 anni di carcere per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal legame di parentela. Esclusi invece i futili motivi. Lo fanno sapere in una nota i carabinieri del comando provinciale di Mantova, che arrestarono la donna nel marzo 2025, a quasi tre mesi dalla morte dell’anziano.
Era il 23 dicembre, due giorni prima di Natale, quando l’uomo venne ucciso con diversi colpi di pistola, mentre si trovava a bordo dell’auto nel garage condominiale a Suzzara nel Mantovano. Fu proprio la figlia a dare l’allarme, raccontando di aver dimenticato una cosa in casa e di essere risalita per recuperarla, prima di andare a fare spese insieme al padre. Appena pochi minuti, prima di tornare in garage e trovare l’anziano riverso nell’auto aperta.
Una versione che non convinse gli investigatori che, dopo aver indagato a 360 gradi sul delitto, strinsero il cerchio intorno all’allora 46enne. La svolta avvenne quando i carabinieri a Giugliano, il comune del Napoletano da cui la famiglia Capuano proveniva e in cui la donna era tornata a vivere dopo la morte del padre, trovarono nel suo beauty case un revolver calibro 22 con tre bossoli dello stesso calibro di quelli usati per il delitto. Immediatamente arrestata, la donna negò di aver sparato al padre. La confessione, a sorpresa, è arrivata un anno e mezzo dopo all’udienza di questa mattina.
Il movente sarebbe legato – come avevano ipotizzato gli investigatori – alla sua volontà di liberarsi dal padre, di cui si sentiva ‘succube’ e a cui badava costantemente, oltre alla convinzione di diventarne l’erede universale.
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