Da ragazzini orrori e violenze. Non conta come, ma i perché - Le Cronache Attualità
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Da ragazzini orrori e violenze. Non conta come, ma i perché

Da ragazzini orrori e violenze. Non conta come, ma i perché

di Aldo Primicerio

Cominciamo dalla fine. Da uno dei perché. Uno dei più gravi è l’irresponsabilità di questo Governo. Che dal suo insediamento, nel lontano 2022, ha risposto puntualmente ad ogni problema con la durezza, la punizione, l’arroganza del potere. Mai anche con la comprensione. Mai anche con il sapere andare in fondo ai perché. In questi 4 anni anni di governo solo uso della forza. Ve lo ricordate il primo decreto, quello sul divieto dei rave-party, gli incontri musicali illegali? Quante critiche sulla durezza eccessiva per una anomalia che poteva essere corretta diversamente. Ed il decreto Caivano sui minori? E quello sulle occupazioni abusive, i metal detector nelle scuole, il ritorno del voto in condotta, il reato di blocco stradale, il no all’uso degli smartphone in classe alle medie, il divieto per i dipendenti pubblici di pubblicare commenti lesivi sull’ente di appartenenza? Solo alcuni di un elenco lunghissimo. E solo divieti, mai un approfondimento, mai un provvedimento “per”, ma solo “contro”.

 

Si dirà, ma a Milano scontri, vetrine infrante, e…ruberie nei negozi

Certo, orrori. Immagini che speravamo di non vedere mai nel nostro Paese, dopo che ci hanno inorridito quelle di Parigi. Giovani incappucciati, bambini di dieci anni mascherati, giovani stranieri che si scatenano contro vetrine e forze dell’ordine e corrono in mezzo a lacrimogeni e fumo. Imperdonabili. Eppure da capirne i perché. Anche i perché dell’involontario ma grave atteggiamento di molti importanti media. Nell’occultare o solo accennare agli scioperi che stanno sconvolgendo il Sud Italia, ai cortei di ambulanze delle pubbliche assistenze con le sirene accese per denunciare l’aumento dei costi del carburante che rischia di compromettere la continuità dei servizi del trasporto sanitario volontario, al grave fenomeno nelle isole Savlbard dove l’acqua di rubinetto non si può più bere a causa dello scioglimento del permafrost dovuto al riscaldamento globale che rilascia fortissime concentrazioni di metalli pesanti nell’acqua e sotto il quale giacciono 1700 miliardi di carbonio. I media forse si sono messi a fare anche una classifica dell’indignazione? Dove in cima ci sono state le vetrine rotte e le ruberie? E dove in fondo sono arretrate quasi alla terza o quarta fila le notizie sulle nuove invasioni russe in Ucraina, su Garlasco, sulle indicibili violenze perpetrate sugli animali negli allevamenti intensivi, sulle minacce del clima che sta distruggendo l’unico pianeta che conosciamo? E questo insistere sul sequestro dei documenti per ipotesi di corruzione sullo Stretto di Messina? Si stanno spostando a destra anche alcuni media storicamente indipendenti. Ma in quale mondo viviamo?

 

Ma allora cos’è che spinge migliaia di ragazzi 12-14enni a sfidare forze dell’ordine e l’incubo del fermo e del carcere?

Solo percependone il grave peso sulla loro esistenza futura, questi ragazzini hanno forse istintivamente sposato la scelta del dissenso? Pur piccoli ed immaturi hanno intuito la letalità di liberismo e capitalismo delle guerre? Del disastro climatico ed ambientale che questo Governo rinnega? Del diritto alla salute negato, delle enormi disuguaglianze sociali ed economiche, dei diritti umani e costituzionali cancellati? Hanno forse percepito che senza l’affermazione di un nuovo modello etico, culturale, sociale, economico e politico ci inabisseremo nel baratro del nulla? Hanno anche intuito che la casta politica ha preferito blindarsi nella legge elettorale-truffa, destinata a trasformare la democrazia in un califfato di sepolcri imbiancati? Un manipolo di individui che, chiusi nei loro salotti di ricchezze e di opulenze, non vogliono e non sanno capire i giovani. Ed accoli allora i perché. Mobilitazioni, proteste, scontri, auto e vetrine distrutte, sembrano fondarsi su ragioni alla fine condivisibili: carovita, inflazione, bollette, fitti , gasolio e benzina, salute, istruzione. E poi il lavoro e la povertà, su cui la Meloni, Salvini, Mantovano, Lupi hanno riferito solo inesattezze e bugie, largamente accettate da Vespa in Cinque Minuti. Ma noi la prossima settimana ve le illustreremo tutte, con numeri, statistiche e fatti alla mano.

 

Siamo di fronte ad un costante colpo di Stato occulto contro democrazie e Costituzione?

Se fosse proprio così – ma noi fino alla fine spereremo di sbagliarci – ma se fosse proprio così, la ribellione – come scrive anche Luigi De Magistris – appare ,quindi condivisibile, quasi un dovere ineludibile. Ma perché mai? Perché il popolo è sovrano, deve riprendersi i suoi diritti, eanche se ognuno di noi – certo – deve assumersi le sue responsabilità. Stare dalla parte della Costituzione ha il suo alto prezzo. Ed allora la lotta diventa una missione, perché sono i popoli e nopn i Governi a scrivere la storia. E ci aiuta una frase di Salvador Allende Presidente del Cile, fatto assassinare dal generale Pinochet dopo un colpo di Stato – scrissero i giornali di tutto il mondo, anche quelli americani – su mandato degli Usa e con il supporto della Cia. Noi non sappiamo se andò davvero così. Ma Allende tirò fuori dal suo spirito una frase che sembra un vestito della nostra gioventù di oggi: “Se un giovane non è ribelle, è una contraddizione biologica”.

 

Anti-maranza, più polizia, più coprifuoco, più durezza, più carcere. Eppure è un cerchio che si sta chiudendo

I ragazzi si rifugiano nei social? Dove assimilano il culto dell’emulazione? Anche questo si deve capire. E’ perché diamo loro l’immagine di una realtà distorta, che li fa rifugiare in quella virtuale. L’Italia con il suo Governo, gli Usa, Israele, la Russia con i loro Governi  ci hanno fornito modelli di vita e di mondi privi di valori veri, se non quelli di consumismo e di ricchezza. E quindi ecco la loro reazione. Non possono avere l’iPhone e le Nikes originali? Perché il padre è disoccupato, i debiti aumentano e non ci sono soldi per tutto, ed a scuola sono discriminati, derisi e bullizzati? Ed allora che fare se non annoiarsi per l’impotenza? Ah, ecco la soluzione.  Si scenda in scena in piazza a protestare, si prenda con la forza quello che non è a portata, lo si faccia subito, anche rubandolo da una vetrina infranta, perché domani potrebbe essere tardi. Voglio quindi posso.

Ragioniamoci sopra, amici del Governo. Ed impariamo una buona volta a non alzare la voce davanti ai microfoni per dire bugie, a starcene zitti per fare autocritica.