Appalti truccati, chiesti sette anni per Alfieri - Le Cronache Ultimora
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Appalti truccati, chiesti sette anni per Alfieri

Appalti truccati, chiesti sette anni per Alfieri

di Erika Noschese

Si fa sempre più complessa la vicenda giudiziaria di Franco Alfieri, già sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno. Nella giornata di ieri si è tenuta una nuova udienza presso il Tribunale di Vallo della Lucania, dove si celebra il processo sui presunti appalti truccati per la pubblica illuminazione, che vede coinvolti, oltre ad Alfieri, anche la sorella Elvira, titolare della Alfieri Impianti; il proprietario della Dervit, Vittorio De Rosa; l’ex responsabile unico del procedimento, Carmine Greco; l’ex capo staff, Andrea Campanile, e il procuratore speciale della Dervit, Alfonso D’Auria. Nel corso dell’udienza si è svolta la requisitoria del pubblico ministero e procuratore capo di Vallo della Lucania, Francesco Rotondo, che, al termine di un intervento durato oltre due ore e accompagnato da una memoria di 250 pagine, ha formulato le richieste di condanna nei confronti degli imputati. Per l’ex sindaco, il pm ha chiesto una condanna a sei anni e sei mesi di reclusione, con un aumento di ulteriori sei mesi per la continuazione, per un totale di sette anni di carcere e 500 euro di multa. Per Vittorio De Rosa sono stati chiesti sei anni e nove mesi di reclusione e 300 euro di multa; per Andrea Campanile e Alfonso D’Auria, due anni e sei mesi di carcere e 1.000 euro di multa ciascuno. Per Carmine Greco, invece, la richiesta è di quattro anni e due mesi di reclusione e 2.500 euro di multa. Diversa la posizione di Elvira Alfieri, per la quale la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Nella determinazione delle pene richieste, il pubblico ministero ha riconosciuto le attenuanti generiche e applicato gli aumenti previsti per la continuazione. Il processo proseguirà la prossima settimana con le arringhe degli avvocati della difesa, in vista della sentenza di primo grado, attesa per il prossimo 19 novembre. «Sono richieste conseguenziali all’idea che il pm ha della responsabilità di Alfieri. I reati contestati sono puniti di per sé gravemente. Se il pm è convinto, come ha detto, della responsabilità di Alfieri, queste richieste sono conseguenziali. Ovviamente, noi siamo convinti del contrario e, rispettando il lavoro del pm, affermiamo che non ci sono elementi nuovi. Forse l’unico elemento di novità è la richiesta di assoluzione di Elvira Alfieri, ma i temi trattati sono quelli conosciuti fin dall’inizio», ha dichiarato Domenicantonio D’Alessandro, legale dell’ex sindaco. Sulla requisitoria è intervenuto anche Antonello Natale, difensore degli imputati legati alla Dervit, che ha sottolineato la centralità degli aspetti tecnici e delle consulenze nell’ambito del procedimento. «Una requisitoria dettagliata. Siamo stati attenti a capire come il pubblico ministero abbia collegato le risultanze dell’istruttoria dibattimentale alle richieste di condanna. È una fase importante. Ora la difesa dovrà essere capace non solo di confutare le tesi dell’accusa con argomentazioni difensive, ma anche con documenti, perché è stato ben evidenziato che sembra quasi una lotta tra consulenze. In un processo così tecnico, le consulenze sono determinanti e riteniamo di avere argomenti tali da poter dimostrare l’innocenza dei miei assistiti». Di tono più critico, invece, le parole di Cecchino Cacciatore, avvocato difensore di Andrea Campanile. «Siamo molto ammirati della requisitoria del pm. È riuscito a valorizzare quello che non c’è nelle indagini e quello che non è emerso dal dibattimento. Vedremo se quest’ammirazione verrà tradita a seguito delle nostre discussioni, perché l’intervento della difesa di Campanile si concentrerà su date precise, documenti e fatti, senza suggestioni», ha concluso il legale. Si apre dunque la fase conclusiva del dibattimento, con le difese chiamate a replicare alla ricostruzione della pubblica accusa e a contestare gli elementi posti a fondamento delle richieste di condanna. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dalle discussioni degli avvocati, prima della decisione del collegio giudicante, chiamato a pronunciarsi sulle responsabilità contestate agli imputati, per i quali resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.