Caro gasolio, sospeso il presidio degli autotrasportatori a Salerno - Le Cronache Salerno
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Caro gasolio, sospeso il presidio degli autotrasportatori a Salerno

Caro gasolio, sospeso il presidio degli autotrasportatori a Salerno

Si è concluso poco dopo le 15 di ieri il presidio di protesta che, negli ultimi giorni, ha animato via Wenner, nella zona industriale di Salerno. Dopo giorni di mobilitazione contro il caro carburante e le difficoltà che stanno mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto, i manifestanti hanno deciso di sospendere il presidio, in attesa di valutare gli effetti dei provvedimenti approvati dal Governo nazionale. Una decisione arrivata al termine del Consiglio dei ministri, quando gli autotrasportatori si sono riuniti per confrontarsi sulle misure annunciate e stabilire come proseguire la vertenza. La protesta, tuttavia, non si ferma definitivamente. L’obiettivo è organizzare, tra circa un mese, una grande manifestazione capace di coinvolgere gli operatori dell’autotrasporto di tutto il Mezzogiorno, per riportare all’attenzione delle istituzioni nazionali le difficoltà di un comparto che denuncia costi sempre più elevati, margini di guadagno ridotti e condizioni di lavoro divenute insostenibili. Il presidio salernitano, che ha visto la partecipazione di autotrasportatori, lavoratori e rappresentanti di altre categorie produttive, è diventato nei giorni scorsi uno dei simboli del malcontento che attraversa il Sud Italia. Non soltanto il prezzo del gasolio, ma anche i problemi legati alla viabilità, alle chiusure autostradali e ai tempi di percorrenza sempre più lunghi hanno alimentato una protesta che ha trovato solidarietà anche tra cittadini e piccoli imprenditori. «Sono anche io un lavoratore e sono qui per solidarietà con queste persone che stanno manifestando», ha spiegato uno dei partecipanti al presidio. Più amara la testimonianza di un autotrasportatore che ha raccontato di aver perso il lavoro e di essere ormai sfiduciato rispetto alla possibilità di ottenere risposte concrete. «Le difficoltà che vivo ogni giorno? Il caro gasolio, la viabilità, le autostrade che vengono chiuse. Per fare un viaggio che normalmente richiede sei ore, oggi ce ne vogliono dieci. Quando chiudono l’autostrada di notte, gli autisti sono costretti a uscire e rientrare, percorrendo chilometri e chilometri in più e perdendo ore di guida. Sono tutte cose che non vanno bene». Alla domanda su cosa si aspetti dal Governo, la risposta è stata netta: «Niente, perché siamo tutti pecore». Accanto agli autotrasportatori anche i rappresentanti delle piccole attività economiche, che hanno scelto di sostenere la mobilitazione per denunciare le difficoltà quotidiane di famiglie e imprese. Una solidarietà che nasce dalla consapevolezza che l’aumento dei costi non riguarda soltanto chi lavora nel settore dei trasporti, ma si ripercuote sull’intera economia, dalla distribuzione delle merci ai prezzi dei prodotti destinati ai consumatori. «È partito tutto, prima di ogni altra cosa, per il futuro dei nostri figli, perché se non li tuteliamo noi, chi potrebbe mai pensarci?», ha spiegato una delle persone presenti al presidio. «Siamo stanchi. Questa è una realtà che purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Tante famiglie vivono quotidianamente nella difficoltà, così come tante aziende, piccole e grandi attività. È diventato tutto insostenibile. Oggi è davvero difficile andare avanti ed è per questo che abbiamo deciso di fermarci e metterci fianco a fianco con queste persone, che hanno tutta la mia stima e il mio rispetto», ha detto la titolare di Valery Shop. Una protesta che, nelle parole dei partecipanti, non nasce soltanto dalla richiesta di interventi economici, ma anche dalla necessità di garantire condizioni di vita dignitose. «Stiamo chiedendo semplicemente una pausa da tutto quello che viviamo ogni giorno. Ci aspettiamo di poter vivere e non più soltanto sopravvivere. È questa la richiesta di ogni genitore, di ogni mamma, di ogni papà e di tutte le persone che in questi giorni sono scese in strada», ha aggiunto. Intanto, proprio nella giornata di ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge contenente misure urgenti a sostegno dei settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il provvedimento, adottato su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, punta a contenere le conseguenze dell’aumento dei carburanti e a garantire maggiore liquidità alle imprese. Per il comparto dell’autotrasporto sono previste risorse aggiuntive per complessivi 105,2 milioni di euro, destinate al credito d’imposta per l’acquisto di gasolio. Nello specifico, 45,2 milioni saranno utilizzati per le spese sostenute tra marzo e agosto 2026, mentre ulteriori 60 milioni riguarderanno gli acquisti effettuati dal primo settembre al 5 ottobre. Il decreto interviene anche sui contratti di trasporto di durata superiore a trenta giorni, prevedendo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblichi e aggiorni ogni tre mesi i valori percentuali minimi e massimi relativi all’incidenza del costo del carburante. Per i contratti non stipulati in forma scritta, i valori minimi dovranno essere obbligatoriamente utilizzati come parametro per il calcolo delle fatture. Tra le misure introdotte figura anche la possibilità, per le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo nazionale, di richiedere la sospensione dei canoni di leasing relativi ai veicoli utilizzati nell’attività lavorativa fino al 31 marzo 2027. Durante questo periodo le operazioni di locazione finanziaria non potranno essere revocate e la durata dei contratti sarà prorogata per un periodo equivalente alla sospensione. Previsto inoltre il rinvio dal primo dicembre 2026 al primo gennaio 2027 dell’entrata in vigore del contributo doganale sulle spedizioni di modico valore. Misure specifiche sono state approvate anche per il comparto agricolo, particolarmente colpito dalle difficoltà dei trasporti e dall’aumento dei costi di produzione. Per le imprese in possesso dei requisiti richiesti è previsto un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agea, fino a 45 centesimi per litro di carburante acquistato nel periodo compreso tra il primo giugno e il 15 ottobre 2026. Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 60 milioni di euro. Per il settore della pesca, invece, il Governo ha previsto un fondo da 10 milioni di euro, destinato a riconoscere alle imprese un contributo pari al 10 per cento delle spese sostenute per l’acquisto di carburante nello stesso periodo. Il decreto introduce infine alcune semplificazioni in materia di rendicontazione di sostenibilità, esonerando dagli obblighi previsti dalla normativa, per gli esercizi finanziari che iniziano tra il primo gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027, le imprese con ricavi netti non superiori a 450 milioni di euro o con un numero di dipendenti non superiore a mille. Provvedimenti che rappresentano una prima risposta alle richieste avanzate dalle categorie produttive, ma la cui efficacia dovrà essere valutata nelle prossime settimane. Per gli autotrasportatori salernitani, infatti, la sospensione del presidio non coincide con la conclusione della vertenza. Restano aperte le questioni legate ai costi di gestione, alla viabilità e alla sostenibilità economica delle attività, mentre cresce l’attesa per l’attuazione concreta delle misure annunciate. La mobilitazione potrebbe dunque riprendere tra circa un mese, questa volta con una manifestazione di più ampio respiro, capace di riunire gli autotrasportatori delle diverse regioni meridionali. Un segnale che, nonostante la decisione di lasciare via Wenner, il malcontento resta e la richiesta di risposte strutturali da parte del Governo continua a essere al centro della protesta. er.no