Anafilassi, arriva lo spray nasale di adrenalina - Le Cronache Ultimora
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Anafilassi, arriva lo spray nasale di adrenalina

Anafilassi, arriva lo spray nasale di adrenalina

Una nuova possibilità per intervenire tempestivamente nelle emergenze allergiche. È disponibile anche in Italia il primo spray nasale di adrenalina indicato per il trattamento dell’anafilassi, la forma più grave di reazione allergica.

 

Il dispositivo senza ago si affianca agli autoiniettori intramuscolari e rappresenta un’alternativa per i pazienti che esitano a utilizzare l’iniezione, soprattutto per paura, ansia o difficoltà di somministrazione. L’adrenalina resta infatti il trattamento di prima scelta contro l’anafilassi e deve essere somministrata tempestivamente. L’autorizzazione europea riguarda pazienti adulti e pediatrici con peso di almeno 30 chilogrammi.

A evidenziare la portata della novità è Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia clinica e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina interna dell’Azienda sanitaria di Salerno.

«In Italia si registrano ogni anno circa 10mila episodi di anafilassi e 60 vittime», afferma Patella. Secondo i dati riportati dalla SIAAIC, soltanto il 7% degli adulti e il 21% dei bambini che avrebbero bisogno dell’adrenalina riuscirebbe a riceverla nei tempi opportuni.

Perché la tempestività è decisiva

L’anafilassi è una reazione allergica generalizzata che può insorgere improvvisamente in seguito all’assunzione di determinati alimenti o farmaci oppure dopo la puntura di un insetto. Tra i possibili sintomi figurano difficoltà respiratoria, broncospasmo, riduzione della pressione arteriosa e perdita di coscienza.

L’adrenalina contrasta la vasodilatazione e la compromissione delle vie respiratorie provocate dalla reazione allergica. Un ritardo nella somministrazione può dunque incidere negativamente sull’evoluzione dell’emergenza.

La FDA ha approvato nell’agosto 2024 il primo spray nasale di epinefrina per il trattamento delle reazioni allergiche gravi nei pazienti di almeno 30 chilogrammi, sottolineando che l’assenza dell’ago potrebbe ridurre le esitazioni e favorire un intervento più rapido.

I limiti degli autoiniettori

Secondo gli specialisti, tra il 25% e il 60% dei pazienti rifiuterebbe di praticare l’iniezione. Quando il farmaco viene utilizzato, la somministrazione può avvenire con un ritardo fino a nove minuti.

Pesano la paura dell’ago, il timore di sbagliare la procedura e, soprattutto tra i giovani, l’imbarazzo di dover effettuare l’iniezione davanti ad altre persone. Una parte dei pazienti, inoltre, non acquisterebbe l’autoiniettore, non lo sostituirebbe dopo la scadenza oppure non lo porterebbe sempre con sé.

Lo spray punta a superare alcune di queste barriere: è compatto, non richiede l’impiego di aghi e può essere conservato per 30 mesi senza particolari condizioni ambientali, secondo quanto riferito dagli specialisti.

La formulazione per i bambini

Al momento il prodotto disponibile in Italia è indicato per le persone con un peso di almeno 30 chilogrammi. Per i bambini più piccoli restano quindi necessari i dispositivi specifici già esistenti.

Secondo quanto annunciato dalla SIAAIC, la formulazione pediatrica dello spray, destinata ai bambini con peso inferiore ai 30 chili, dovrebbe arrivare in Italia nella primavera successiva. La FDA ha già autorizzato negli Stati Uniti una dose da 1 milligrammo per i bambini dai quattro anni con peso compreso tra 15 e meno di 30 chilogrammi.

La scelta del dispositivo più adatto dovrà essere effettuata dal medico valutando il singolo paziente, con particolare attenzione ad anziani, cardiopatici e persone affette da altre patologie.