Enzo Sica
Gli sport minori con impianti adeguati? Davvero merce rara in questa città che non riesce a dare una dimensione giusta e logica a quelle che sono le richieste ma anche le aspettative di coloro che con tanti sacrifici portano avanti (o cercano di farlo) per avere quello spazio necessario in altre discipline sportive e per non alzare bandiera bianca.
E’ il caso anche del Circolo Nautico Salerno, di questa bella e consolidata realtà della pallanuoto cittadina che con Paolo Giarletta, presidente del sodalizio da ben sei anni ha sempre cercato di portare avanti il nome di Salerno con l’orgoglio e la determinazione che rappresenta, in pratica, il meglio dei cosiddetti sport minori ma che, a differenza del calcio, certamente non lo sono e non lo sono mai stati.
E’ il Circolo Nautico, dopo aver raggiunto una storica e anche meritata seconda promozione in serie A2 (la prima qualche anno fa) ha dovuto rinunciare a disputare il prossimo campionato così prestigioso per mancanza di strutture ma anche per aver trovato un’alternativa diversa dove magari disputare la prossima stagione ma della quale non ha potuto usufruirne per svariati motivi.
Ma andiamo con ordine parlando proprio con Giarletta, per avere un quadro dell’intera situazione che si è creata. Presidente ci racconti tutto, del suo excursus all’interno del circolo Nautico Salerno e cosa rappresenta per lei tutto ciò che si è verificato.
<Sono un imprenditore,da molti anni lavoro nel settore della comunicazione,dei servizi e delle imprese. Lo sport è una parte importante della mia vita e come diceva lei da sei anni sono presidente del circolo Nautico dove ho iniziato questo progetto insieme ai miei tre soci GIanluca De Rosa, Maurizio e Giuseppe Fasano, Bisogna dire che abbiamo condiviso da subito l’idea di costruire un percorso importante e che permettesse ai ragazzi di crescere,di trovare quelle opportunità sportive nella pallanuoto e nella propria città. Abbiamo dedicato tempo, risorse ed energie a tutto ciò. Un impegno diciamo collettivo sostenuto dal lavoro di tecnici, dirigenti, famiglie degli atleti. Insomma un mix di cose che portiamo avanti da anni con lavoro e sacrifici notevoli. La nostra squadra di pallanuoto già due anni fa ha vissuto la splendida promozione in A2 ed ha rappresentato un riferimento in più per tanti giovani che si sono avvicinati a questa attività anche raggiungendo risultati apprezzabili per il nostro vivaio che è cresciuto notevolmente.
La scorsa stagione siete stati davvero fantastici
<Orgogliosi, soprattutto, per aver visto la prima squadra vincere il campionato di serie B con la promozione e un curriculum eccellente concluso con 17 vittorie e un pareggio. Il settore giovanile, invece, ha ottenuto il bronzo nazionale con l’under 18 ed il titolo di campione d’Italia con l’under 16 rimasta imbattuta. Risultati bellissimi che raccontano il valore del lavoro svolto e anche la qualità dei nostri ragazzi. La soddisfazione, credetemi, è stata grande perchè il percorso va costruito giorno dopo giorno, in condizioni difficili e con la chiusura della piscina Vitale abbiamo dovuto riorganizzare l’attività cercando spazi alternativi per gli allenamenti che si sono svolti tra Arbostella, Pagani e Napoli e disputando le gare casalinghe a Santa Maria Capua Vetere. Tutto ciò con spostamenti, costi ed impegni organizzativi di una certa sussistenza economica>
Promozione in A2, dunque, con la voglia, giustamente, di partecipare al prossimo campionato?
<Certamente. Abbiamo lavorato per parteciparvi cercando anche soluzioni necessarie per affrontare la stagione. Inutile dire che questi campionati richiedono programmazione innanzitutto e spese. Non avremmo continuato ad impegnarci se non avessimo creduto nella possibilità di riuscirci, cosa che abbiamo fatto fino all’ultimo>.
In che senso?
<Perché abbiamo dovuto rinunciarvi per la somma di tante difficoltà. La chiusura della piscina Vitale, la mancanza di un nostro impianto, costi e anche spazi alternativi. Insomma non potevamo affrontare una stagione vivendo nell’incertezza e con la responsabilità che un campionato importante del genere ne richiede. Scelta dolorosa ma necessaria anche per proteggere il futuro dell’associazione e la continuità delle attività giovanili>
Mancanza di strutture, ma all’Arvostella non era stata individuata una possibilità almeno per gli allenamenti?
<La disponolibitàò dei gestori dell’Arbostella è stata totale ma la soluzione era cpomplessa e che non rispondeva pe<ienamente alle necessità di una squadra di serie A2. Il problema inoltre era quello di renderla economicamente sostenibile. Le tariffe ordinarie dell’Arbostella erano sensibilmente superiore a quelle della Vitale. Per questo avevamo chiesto un contributo al Comune che consentisse di coprire la differenza e applaicare condizioni compatibili con le possibilità della società.
Il Comune sostiene di essersi attivato e di aver trovaro copertutre finanziarie. Come riscostruisce lei questo passaggio?
<Le interlocuzioni ci sono state è vero. Abbiamo trovato anche disponibilità al confronto. Ancora al 7 ottobre, qualche giorno fa, Salerno solidale ci ha comunicato che non poteva applicare le tariffe richieste senza gli atti necessari a garantire la copertura della differenza essendo vincolata alle tariffe approvate dalla Giunta. Abbiamo anche appreso che le coperture sarebbero state individuate. Il punto da chiarire, però, è quando siano diventate concretamente applicabili e quando siano state comunicate al gestore. Al momento della decisione non abbioamo ricevuto una conferma formale mentre la Federazione ci aveva posto una scadenza definitiva per la partecipazione>
Lei presidente richiama amche una difficoltà di collaborazione nel mondo del nuoto e della pallanuioto. Che cosa intende dire?
<Guardi in una situazione di emergenza come questa sarebbe stata importante creare una rete capace di mettere insieme disponibilità, cpompetenze e naturalmente strutture. Anche la possibilità di utiizzare la piscina del Cus non si è concfretizzata perchè già in passato i responsabili della struttura hanno sempre impedito l’ingresso alle società sportive salernitane, Non voglio fare polemiche, non è nel mio stile ma nemmeno quella strada è diventata un’alternativa percorribile per noi. Possono anche dire che la questione riguarda anche la creazione di nuove strutture. Su questa prospettiva è mancato un accompagnamento concreto che aiutasse a troivare percorsi, interliocutori e condizkioni di fattibilità. Progetti di questo tipo richiedono risorse competeneze e una collaborazjione continuativa tra soggetti diversi. E’ una società sportiva, con tanti costi, difficilmente può affrontarsli da sola>
Ed ora cosa succede? Il ciercolo Nautrico Salerno si ferma?
<No, il settore giovanile prosegue. Abbiamo sottoscritto un protocolo di intesa con la laRari Nantese Salerno e lavoriamo alla collaborazione con altre realtà del territorio per dare continuità ai percorsi dei ragazzi e riprogrammare il futuro. Per la prina squadra vogliamo valutare una ripartebza sostenibile valutando la proposta dlla Fin per la partecipazione al campionato di serie C. La volontà di continuare c’è, insime alla necessità di farlo su basi più solide>
Potrebbe anche continuare il dialogo con l’Amministrrazjone Comunale per identificare un nuovo spazio magari per una una piscina?
<Assolutamente si. Riconosciamo la riqualificazione della Vitale e vogliamo contribuire a trovare rispsote per il periodo della chiusura. Se le coperture annunciate sono dispobili chiediamo che possano essre rese applicabili anche al settore giovanile che affronta le stesse difficioltà di accesso agli spazi acqua. Il nostro iunteresse è quello di arrivare a condizxioni sostenibili e definite: spazi, tariffe e tempi sui quali poterr progra,mmare. I ragazzi hanno bisogno di continuità e tutti possiamo contribuire a garantirla. E’ un grande impegno, penso, ma nel quale dobbiamo crederci>










