Unisa, l’amichettismo sconfigge l’IA - Le Cronache Ultimora
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Unisa, l’amichettismo sconfigge l’IA

Unisa, l’amichettismo sconfigge l’IA

Antonio Manzo

L’amichettismo all’università di Salerno? Se lo conoscesse il neo dottore in comunicazione Vasco Rossi intonerebbe beffardamente “ E già/ ancora qua  Il tempo di inventarsi/un’altra diavoleria. Ormai noi siamo vaccinati, sapete”. Vogliamo raccontarvi come neppure l’Intelligenza artificiale “non vende/ al diavolo” ma agli intrighi dell’università di Salerno. Dove si sta costituendo un Centro di Ateneo per l’Intelligenza Artificiale-UnisAI struttura creata da Mario Vento, ingegnere dell’informazione, elettrica e matematica applicata, con l’avallo degli organi dell’ateneo nei quali è prorettore. Il delegato del rettore Virginio d’Antonio ha programmato che sarà il Direttore, soprattutto quando il professore Vento dovrà andare, di qui a poco, in pensione. Il l suo dipartimento lavora con alcuni colleghi, Virgilio Carletti, Alessia Saggese del gruppo di doceni e ricercatori del laboratorio Mivia Lab.  Il punto più serio della nostra inchiesta è la combinazione fra il fatto che questo docente ha fondato diversi spin off sull’IA, cioè  un’opera di finzione derivata che si focalizza, spende e spande, su un aspetto secondario sull’opera principale con una canalizzazione di risorse pubbliche verso un interesse privato con la costituzione del centro del quale vuole essere  contemporaneamente il direttore.

Ma all’Unisa gli intrecci familiari si fanno gioco dell’accademia, con il docente che tutela la carriera di un familiare. Come avvenne con la nipote del professore Pasquale Stanzione, la docente Annamaria Rosa Giulio alla quale fu aggiunta anche una cattedra per la figlia. Lui, presidente del Garante Privacy, è  sotto inchiesta della procura di Roma, per l’esibizione di un menù, nel suo ristorante privato, di una portata di “filetto alla Stanzione” ma che sarebbe stato, più volte, acquistato in una famosa macelleria romana con i soldi provenienti dalla stesso fondo del Garante per la modica cifra di seimila euro in tre anni. Un caso emblematico scoperto dalla “vituperata” trasmissione Report di Sigfrido Ranucci.

A loro si aggiungono i 32 docenti dell’anagrafe accademica tra padri e figli, sorelle e fratelli, ex coniugi. E’ anche il caso  del professore Bruno Vento, figlio di Mario e di un docente Nicola Mazzocco finiti provvidenzialmente in uno scambio incrociato apparentemente imparziale costruito sull’asse accademico Salerno-Napoli.  Tu vieni nella mia università, io aiuto tuo figlio presso un altro ateneo con separazioni formali a tavolino pur di non fare emergere conflitti d’interessi. Si tratterebbe non di materia da inchiesta penale perché l’amichettismo sarebbe stavolta formalmente difendibile ma sostanzialmente sleale. E nel codice penale non c’è il reato di opportunità manifesta che è già una responsabilità. Col cuore che batte più forte/la notte adda passà. Al diavolo non si vende/ Eh già/ io sono ancora qua. Direbbe e scriverebbe sempre il neo docente dell’Unisa Vasco Rossi, professore di politica e  comunicazione honoris causa.