La Giunta regionale della Campania ha approvato l’aggiornamento delle tariffe regionali per le prestazioni specialistiche ambulatoriali, adeguandole ai nuovi importi stabiliti a livello nazionale in recepimento dell’Intesa Stato-Regioni. Le nuove tariffe si applicano alle prestazioni prescritte a partire dal 21 settembre 2026. Sempre nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale, la Giunta regionale presieduta da Roberto Fico, nella seduta odierna, ha definito i limiti di spesa e il numero massimo di prestazioni che ciascuna struttura privata accreditata potrà erogare per conto del servizio sanitario regionale. Il provvedimento riguarda la programmazione definitiva del 2026 e, in via provvisoria, del 2027. Approvati anche i criteri per la distribuzione delle risorse tra le aziende sanitarie e lo schema di contratto con le strutture accreditate. “Il nuovo sistema – sottolinea una nota della Regione Campania – supera il modello di riparto delle risorse per branca e per struttura basato sulla spesa storica, corretta dagli indicatori di qualità. Per il 2026, 6 milioni di euro saranno vincolati all’acquisto delle sole prestazioni per le quali le aziende sanitarie registrano una carenza dell’offerta pubblica. Saranno le singole Asl a individuarle sul territorio, analizzando i tempi di attesa e i flussi di cittadini che scelgono di curarsi altrove. Per il 2027 le risorse destinate alle prestazioni critiche potranno essere incrementate dal 5% al 10% e successivamente fino al 20%.Le due misure approvate oggi in materia di sanità vanno nella direzione di un sistema più efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini”, spiega il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “La prima – aggiunge – è un adeguamento necessario alle nuove tariffe massime nazionali. La seconda introduce un cambiamento importante nel rapporto con le strutture private accreditate: vogliamo superare progressivamente una distribuzione delle risorse basata sulla spesa storica, per orientare i finanziamenti verso le prestazioni di cui i cittadini hanno realmente bisogno. Già quest’anno destiniamo 6 milioni di euro alle prestazioni individuate dalle ASL sulla base dei tempi di attesa e delle esigenze dei territori. È il primo passo di un percorso che intendiamo portare avanti confrontandoci con gli operatori del settore. Il nostro obiettivo è chiaro: utilizzare al meglio le risorse pubbliche, ridurre le liste d’attesa e garantire ai cittadini risposte più rapide e adeguate ai loro bisogni di salute”.
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