Moderata ripresa, ma si pensa a risparmiare - Le Cronache Attualità
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Moderata ripresa, ma si pensa a risparmiare

Moderata ripresa, ma si pensa  a risparmiare

La domanda è sempre costante, soprattutto quando si avvicinano periodi elettorali. L’occhiata ai numeri ci appare ancora di più fondamentale. Nel 2026 la situazione economica delle famiglie ha messo in campo, numericamente, una “moderata ripresa del reddito e della capacità di risparmio” ma è apparsa frenata da diseguaglianze crescenti, un pil debole e forti difficoltà legate al costo della vita e alla natalità. Va detto che il 56% è riuscito ad accantonare in media l’11,9% del reddito disponibile, valorizzando la tradizionale attitudine al risparmio. È sempre la casa a primeggiare tra gli investimenti. Ma occorre soffermarsi sulla liquidità che appare sui conti correnti che è in fase riduttiva: dal 68% del 2023 fino al 50%, si prevede, del 2026. Crescono gli investimenti in obbligazioni e strumenti finanziari. Ma la notizia è sempre la stessa: nei primi mesi del 2026 si è articolato un “lieve incremento del reddito e un parziale recupero del potere d’acquisto, sebbene frenato da una pressione fiscale stimata al 37,6%”. E i consumi? I consumi delle famiglie “sono previsti in decelerazione (+0,6%) rispetto all’anno precedente”. La spesa reale pro capite si ferma a 23.261 euro, accompagnata da tecnologia, telefonia, informatica e tempo libero. Un passo indietro per generi alimentari e moda. Il Pil è ancora previsto in “crescita contenuta attorno allo 0,7% o anche allo 0,5%, ma registrando “ritmi inferiori rispetto alla media dell’Eurozona”. Altro elemento dominante: crescono le disparità sociali, “con una polarizzazione della ricchezza che penalizza i redditi medi e bassi”. E, poi, c’è da riflettere: “oltre il 60% degli italiani dichiara di rinunciare ad avere figli a causa di ostacoli economici e precarietà lavorativa, con un costo medio stimato di 175.000 euro per crescere un figlio sino alla maggiore età”. E, allora, cosa resta? Corsa ai soldi? È l’investimento preferito: il 56% ha risparmiato nel 2026: la casa resta, appunto, l’investimento preferito, anche se in calo. Perché gli italiani si confermano: restano un popolo di risparmiatori: nel 2026 il 56% è riuscito ad accantonare in media l’11,9% del reddito disponibile. E non è poco.

Ernesto Pappalardo