"Danza In Movimento” all’I.C. Giovanni Paolo II - Le Cronache Salerno
Salerno

“Danza In Movimento” all’I.C. Giovanni Paolo II

“Danza In Movimento” all’I.C. Giovanni Paolo II

Imparare a leggere, scrivere, conoscere la storia, comprendere la matematica e confrontarsi con le nuove tecnologie. Ma anche imparare a conoscere il proprio corpo, a stare bene con se stessi e con gli altri, a condividere uno spazio, a sviluppare autostima, relazioni e senso di appartenenza. Perché educare una persona significa accompagnarla nella sua crescita complessiva e non soltanto trasferirle conoscenze. È intorno a questa idea di scuola che prende forma la seconda edizione di “Danza in Movimento”, il progetto che vede nuovamente insieme l’Istituto Comprensivo Giovanni Paolo II di Salerno e l’A.S.D. Salerno Danza per l’anno accademico 2026/2027. Un’iniziativa che parte dallo sport e dalla danza, ma che sarebbe riduttivo considerare semplicemente come un programma di attività motorie extracurriculari. Al centro c’è infatti un obiettivo più ampio: fare della scuola un luogo nel quale promuovere il benessere fisico e psicologico dell’intera comunità che quotidianamente la vive. Non soltanto gli alunni, dunque. “Danza in Movimento” chiama in causa bambini e ragazzi, ma si rivolge anche ai loro genitori e familiari, agli insegnanti e al personale tecnico e amministrativo. Generazioni e ruoli differenti vengono così coinvolti in un progetto che utilizza movimento, danza e attività fisica come strumenti di benessere, socializzazione e condivisione. La scuola, in questa prospettiva, supera idealmente le pareti dell’aula e persino la tradizionale distinzione tra chi insegna e chi apprende. Diventa uno spazio comune nel quale le persone possono incontrarsi anche attraverso esperienze diverse dalla didattica ordinaria. Per gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, il programma prevede corsi di danza classica e moderna, hip hop e danza contemporanea. L’offerta destinata agli adulti comprende invece ginnastica posturale ed elementi di Pilates, danza moderna per adulti, Pilates e yoga ed è rivolta ai genitori e ai familiari degli allievi iscritti al progetto “Danza in Movimento”, oltre che a tutto il personale docente e ATA dell’Istituto. Una differenziazione delle attività che consente di rispondere alle esigenze delle diverse fasce d’età mantenendo però un unico filo conduttore: prendersi cura della persona attraverso il movimento. Ed è proprio questo l’elemento che caratterizza maggiormente il progetto. La danza, infatti, non viene proposta esclusivamente come disciplina tecnica o sportiva. Diventa un mezzo attraverso il quale bambini e adolescenti possono acquisire maggiore consapevolezza del proprio corpo, imparare ad esprimersi, confrontarsi con gli altri e sperimentare il valore della disciplina, dell’impegno e della condivisione. Allo stesso modo, per gli adulti, attività come Pilates, yoga e ginnastica posturale rappresentano un’opportunità per recuperare attenzione verso il proprio corpo e ritagliarsi uno spazio dedicato al movimento e alla relazione con gli altri. Corpo e mente, dunque. Movimento e socialità. Salute e relazioni. È una concezione del benessere che non separa la dimensione fisica da quella psicologica e relazionale e che trova proprio nella scuola un luogo privilegiato nel quale essere sviluppata. A spiegare il senso dell’iniziativa è la dirigente scolastica dell’I.C. Giovanni Paolo II, Mariarosaria Napoliello, che pone alla base del progetto un concetto preciso: quello di comunità educante. «Il progetto “Danza in movimento” nasce dalla volontà del nostro Istituto di interpretare la scuola come una vera comunità educante, capace di prendersi cura della persona nella sua dimensione globale». Una dichiarazione che chiarisce immediatamente come il significato dell’iniziativa vada ben oltre l’organizzazione di corsi sportivi. «Abbiamo scelto di promuovere la danza e le attività motorie – spiega la dirigente – non semplicemente come momenti di pratica sportiva, ma come strumenti educativi attraverso i quali sviluppare consapevolezza del proprio corpo, autostima, capacità relazionali, inclusione e benessere psicofisico». Parole che individuano una delle questioni centrali della scuola contemporanea: la formazione non può essere considerata soltanto come acquisizione di nozioni e competenze. Accanto ai saperi esiste una dimensione personale, emotiva e relazionale che accompagna il percorso di crescita di ogni studente. La peculiarità di “Danza in Movimento”, tuttavia, consiste nell’aver esteso questa attenzione anche agli adulti che fanno parte della comunità scolastica. Non è più soltanto lo studente ad essere destinatario di un progetto. È la comunità nel suo insieme a diventare protagonista. Lo sottolinea la stessa Napoliello quando osserva che la caratteristica dell’iniziativa è proprio quella di «andare oltre il tradizionale rapporto scuola-studente». «“Danza in movimento” coinvolge infatti l’intera comunità scolastica: bambini e ragazzi, ma anche docenti, personale scolastico e famiglie. È un modo concreto per costruire occasioni di incontro e condivisione, facendo della scuola un luogo aperto, inclusivo e attento alla qualità della vita delle persone che la vivono». Ed è probabilmente questo passaggio a sintetizzare meglio la filosofia della seconda edizione. La scuola non viene considerata esclusivamente come l’edificio nel quale gli studenti entrano al mattino per seguire le lezioni e dal quale escono al termine dell’orario scolastico. Diventa un presidio sociale ed educativo, un luogo che può continuare a vivere e produrre relazioni, esperienze e occasioni di crescita. In questo quadro assume un significato particolare anche la collaborazione con l’A.S.D. Salerno Danza, chiamata a mettere competenze ed esperienza al servizio della comunità scolastica. Il rapporto tra scuola e associazionismo sportivo diventa così un esempio concreto di apertura al territorio. «La collaborazione con l’A.S.D. Salerno Danza – sottolinea Napoliello – rappresenta per il nostro Istituto un’importante opportunità di arricchimento dell’offerta formativa e di apertura al territorio». Ma è soprattutto la frase successiva a chiarire la visione educativa che sostiene il progetto: «Crediamo in una scuola che sappia educare non soltanto attraverso i saperi, ma anche attraverso l’esperienza, il movimento, la socialità e la cura di sé. Educare significa anche aiutare i nostri alunni a stare bene con se stessi e con gli altri». C’è poi un ulteriore elemento che punta ad ampliare concretamente la possibilità di partecipazione. Tutti coloro che aderiranno al progetto potranno infatti usufruire di una riduzione del 50 per cento sulla quota annuale di iscrizione e del 20 per cento sulla quota di partecipazione ai corsi. Un incentivo che accompagna la volontà di rendere le attività maggiormente accessibili e di favorire una partecipazione quanto più ampia possibile. La seconda edizione di “Danza in Movimento” si presenta dunque con una prospettiva che unisce sport, educazione, prevenzione, inclusione, socialità e benessere psicofisico. E proprio la danza assume, in questo contesto, un valore ulteriore. Non soltanto passi, tecnica e movimento, ma un linguaggio attraverso il quale esprimersi e incontrare gli altri. «La danza – afferma Napoliello – diventa un linguaggio capace di superare differenze ed età, favorendo partecipazione, espressione e senso di appartenenza». Una frase che racchiude forse il significato più profondo dell’iniziativa: bambini, adolescenti e adulti possono avere età, ruoli ed esigenze differenti, ma possono ritrovarsi all’interno di uno stesso progetto di comunità. L’auspicio dell’Istituto è che questa esperienza possa consolidarsi nel tempo. «Il nostro auspicio – conclude la dirigente scolastica – è che “Danza in movimento” possa diventare un’esperienza significativa e duratura, capace di rafforzare il legame tra scuola, famiglia e territorio e di testimoniare concretamente la nostra idea di una scuola sempre più inclusiva, dinamica e vicina ai bisogni della propria comunità». Una scuola, insomma, nella quale imparare a stare bene non sia qualcosa di estraneo all’educazione, ma ne diventi parte integrante. Perché prendersi cura della formazione di una persona significa certamente prepararla al futuro attraverso conoscenze e competenze. Ma significa anche aiutarla a conoscere se stessa, ad avere fiducia nelle proprie possibilità, a costruire relazioni e a sentirsi parte di una comunità. Ed è proprio da qui che riparte “Danza in Movimento”: dal corpo per arrivare alla persona, dalla persona per costruire comunità.