Morra, sì alle preferenze - Le Cronache Attualità
Attualità Campania

Morra, sì alle preferenze

Morra, sì alle preferenze

di Erika Noschese

Il dibattito politico nazionale sulla riforma della legge elettorale, approdato in queste settimane nelle aule della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, sta riaccendendo il confronto sul rapporto tra cittadini, territorio e rappresentanza democratica. Al centro della discussione c’è l’ipotesi di superare il meccanismo delle liste bloccate per ripristinare il sistema delle preferenze, consentendo così agli elettori di indicare direttamente i nomi dei candidati da inviare in Parlamento. Su questo tema cruciale è intervenuto il presidente di ANCI Campania e sindaco di Pellezzano, Francesco Morra, esprimendo una posizione nettamente favorevole al ritorno del voto di preferenza anche per le elezioni politiche. “Logicamente sono assolutamente favorevole all’inserimento di nuovo delle preferenze all’interno del sistema elettorale per le elezioni politiche”, ha affermato Morra analizzando le dinamiche che regolano il contatto tra le comunità e le istituzioni nazionali. “La ragione di questa posizione risiede in un evidente disallineamento nei sistemi di voto che attualmente caratterizza il nostro ordinamento. Noi cittadini votiamo regolarmente alle elezioni comunali, a quelle regionali e alle elezioni europee applicando sempre e con successo il sistema della preferenza, un meccanismo che premia la radicazione territoriale, la conoscenza diretta dei candidati, il lavoro svolto sui territori e il consenso effettivo costruito attraverso il dialogo con le persone. Risulta quindi del tutto naturale e giusto che anche per la selezione del Parlamento nazionale si possa offrire agli elettori la medesima possibilità, permettendo loro di scegliere in maniera trasparente e diretta i propri rappresentanti sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica attraverso il voto di preferenza”. La riflessione di Morra tocca un nodo scoperto della vita democratica del Paese, segnata negli ultimi anni da un progressivo e preoccupante calo dell’affluenza alle urne. Il distacco tra l’elettorato e i palazzi della politica è spesso alimentato dalla percezione che le candidature e gli eletti siano decisi esclusivamente nelle segreterie centrali dei partiti, prescindendo dal merito, dalle competenze e dal legame reale con i territori di riferimento. Ripristinare la preferenza significa restituire centralità al cittadino, restituendogli il potere effettivo di valutare l’operato degli amministratori e dei candidati, valorizzando chi dimostra di saper interpretare i bisogni delle comunità locali e di portare le istanze dei territori all’attenzione delle istituzioni romane. Gli amministratori locali e i sindaci, che vivono ogni giorno a contatto diretto con i problemi reali della gente e affrontano quotidianamente le istanze dei cittadini, comprendono meglio di chiunque altro l’importanza di un rapporto di fiducia solido e verificabile tra eletto ed elettore. Un sistema elettorale basato sulle preferenze costringe chi si candida a girare i collegi, ad ascoltare le comunità, a presentare programmi concreti e a rispondere delle proprie azioni, creando un filtro meritocratico che non può che far bene alla qualità della classe dirigente nazionale. Il confronto in Parlamento si preannuncia complesso e articolato, con posizioni differenti tra le varie forze politiche, ma la richiesta che arriva dal mondo dei Comuni e degli enti locali è chiara: serve una riforma che riavvicini la gente alla politica, ripristinando strumenti democratici diretti e restituendo dignità al voto popolare attraverso la preferenza diretta.