Restare e fare impresa: opportunità per i borghi di Salerno - Le Cronache Salerno
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Restare e fare impresa: opportunità per i borghi di Salerno

Restare e fare impresa: opportunità  per i borghi di Salerno

di Giovanni Terranova Da tempo ci si pone una domanda, ed è anche un desiderio silenzioso che attraversa i borghi dell’entroterra salernitano: quello di restare, valido anche per i tanti che sono dovuti partire. Oggi per molti non si tratta di rassegnazione, ma di una scelta. È la voglia di chi desidera aprire un’attività nel centro del proprio paese, di chi vuole rinnovare la terra dei nonni o trasformare un bosco o un fiume in un’opportunità di lavoro. Per fare in modo che queste idee diventino realtà, basta smettere di considerarle semplice nostalgia e iniziare a trattarle come risorse su cui investire. Imparare un mestiere prima di tutto Riscoprire l’importanza del lavoro manuale e pratico è fondamentale. Negli anni Sessanta, per rispondere alle esigenze del territorio, vennero creati i “Cantieri di Lavoro” (o Cantieri-Scuola): progetti promossi dallo Stato in cui la costruzione di opere pubbliche si univa all’insegnamento di un mestiere. I giovani imparavano la falegnameria, l’agricoltura o l’edilizia direttamente sul campo. Oggi le ricerche confermano che la formazione più efficace è proprio quella sul campo (il cosiddetto sistema “duale” scuola-lavoro). Portare questo spirito nelle aree interne significa creare percorsi brevi e pratici insieme alle aziende locali. Imparare a curare un uliveto, gestire un agriturismo, lavorare il legno o filare la lana accanto a chi fa questo mestiere da sempre non è una scelta di serie B, ma una strada dignitosa che permette ai giovani di non dover per forza emigrare. Non dobbiamo dimenticare che una volta era tutto riciclabile. Supportare gli uffici locali e valorizzare le reti Spesso chi vuole aprire un’impresa si perde tra i passaggi amministrativi, ma la colpa non è dei singoli municipi, che al contrario si trovano ad affrontare carichi di lavoro enormi con personale spesso ridotto all’osso. Piuttosto che caricare ulteriormente gli enti locali, la soluzione è affiancarli: mettere a disposizione degli uffici comunali strumenti digitali standardizzati e sportelli di orientamento integrati. In questa direzione, la Camera di Commercio di Salerno offre già un supporto prezioso con il Servizio Nuove Imprese. Collegare questo servizio ai Comuni, alle Pro Loco e alla Regione permette di alleggerire il carico sui singoli uffici e di creare una rete di promozione unica. In questo modo si dà visibilità ai prodotti e ai servizi del territorio sui portali turistici e sui mercati online, trasformando la burocrazia da ostacolo a punto di riferimento. L’esperienza come guida: il ruolo dei Maestri del Lavoro L’innovazione ha sempre bisogno dell’esperienza. Molti studi dimostrano che le nuove imprese falliscono meno quando sono affiancate da figure esperte. In quest’ottica, i Maestri del Lavoro possono fare la differenza. Si tratta di lavoratori insigniti della Stella al Merito che conoscono da vicino il mondo produttivo. È da diversi anni che i Maestri del Lavoro del Consolato di Salerno incontrano i giovani nelle scuole del territorio salernitano, coinvolgendo istituti come il Profagri o il Galilei-Di Palo. Coinvolgerli come tutor al fianco dei giovani imprenditori significa fare da ponte tra l’esperienza del passato e le idee di oggi. Un esempio pratico: botteghe artigiane e riscoperta della lana tra tradizione ed economia circolare Immaginiamo una rete di giovani che decida di riaprire le vecchie botteghe nei borghi del Cilento, degli Alburni o del Vallo di Diano. Da un lato c’è chi recupera l’antica forgia per battere il ferro a caldo — realizzando coltelli, asce da spacco e ringhiere su misura — e la affianca alla falegnameria di precisione, lavorando il legno con incastri tradizionali a coda di rondine. Dall’altro c’è chi affronta un problema urgente per la pastorizia locale: il recupero della lana. Oggi considerata spesso uno scarto costoso da smaltire, la lana tosata negli allevamenti può tornare a essere lavorata ai ferri o al telaio per capi di pregio, oppure impiegata nell’edilizia sostenibile come isolante termico naturale. Un Maestro del Lavoro, forte dell’esperienza maturata nella gestione aziendale, nell’organizzazione dei processi o nella sicurezza, aiuta i giovani a impostare la produzione e a rispettare le normative. I ragazzi, a loro volta, portano l’innovazione: disegnano modelli contemporanei, aprono un e-commerce e usano la narrazione digitale sui social per vendere prodotti unici a clienti internazionali. Il problema dello smaltimento si trasforma così in una risorsa economica, dimostrando come l’artigianato di una volta possa rispondere alle sfide ambientali di oggi. Un patto per il territorio Le aree interne non chiedono assistenzialismo, ma strumenti semplici e collaborazione. La Regione Campania, i Comuni, la Camera di Commercio, le scuole e i Maestri del Lavoro possono formare una squadra coesa per accompagnare le nuove attività nei loro primi anni di vita. Se formazione pratica, supporto amministrativo agli enti ed esperienza lavorano insieme, restare nei propri paesi torna a essere la scelta migliore.