Eduardo Scotti: la mia esperienza a Radio Salerno 1 - Le Cronache Salerno
Salerno

Eduardo Scotti: la mia esperienza a Radio Salerno 1

Eduardo Scotti: la mia esperienza a Radio Salerno 1

Enzo Sica

 

Curiosità iniziale come è giusto che ci potesse essere in un momento in cui le radio libere, nel lontano 1976, iniziavano programmi per cercare una alternativa che fino a quel momento non c’era stata visto il monopolio della Rai. E’ vero, parliamo di oltre cinquant’anni fa, mezzo secolo di vita trascorsa, ma quella curiosità non poteva non coinvolgere il collega Eduardo Scotti, colui che come tanti giovani di allora, figli del 68′ cercavano di ritagliarsi una certa identità anche nel mondo ancora sconosciuto dell’etere.

Raccontaci quegli inizi e quello che poi è stato il tuo percorso  professionale che ha avuto il suo punto più alto proprio a Radio Salerno 1.

«Diciamo che ho tanti ricordi, sbiaditi dal tempo che inesorabile passa per tutti. Nel 1977 avevo 22 anni, era il mese di ottobre quando condussi la mia prima trasmissione. In studio con me le leader femministe Lucia Di Giovanni, Anna Calvanese, Lilli De Felice. Scelsi come sigla <The Phanpare of the Common Man> di Emerson Lake & Palmer e fu un omaggio, ricordo, alla trasmissione che fino ad allora avevo condotto con Genny Terrone a Radio Metelliana Cava. Un vero successo, aggiungo».

Diciamo ancora che Radio Salerno 1 è stata la radio libera con la quale il tuo percorso professionale, poi, si è cementato moltissimo?

«Si, certamente. Un aneddoto che ti svelo. In quel primo periodo di nascita delle radio libere ci furono altre emittenti che mi contattarono per andare a lavorare da loro con visioni magari più grandi ma io scelsi di collaborare a Radio Salerno 1 forse perchè conoscendo i titolari (Giovanni De Blasi, Nino Nigro e soprattutto Piero Cosentino) c’era stato con loro subito un grande feeling iniziale che mi portarono a questa mia precisa e decisa scelta».

Ma come si svolgeva il tuo lavoro in questa emittente che, val la pena di ricordarlo, diventò tra le prime radio a Salerno ma anche in Campania?

«Innanzitutto con umiltà ma anche consapevolezza di ciò che dovevamo offrire ai nostri ascoltatori.. Facevamo ben sei giornali radio al giorno. Era un record, immagino, Potevamo permettercelo, però, perchè l’ossatura delle notizie ce la garantivano sia il Mattino con il grande Onorato Volzone e Gino Liguori che il Roma che aveva in Valerio Caruso ed anche in te, Enzo, dei colleghi di grande spessore. Il direttore della radio era Enzo Todaro che con i suoi spietati editoriali giornalieri si poneva contro il malaffare e per centrare sempre i problemi negativi della nostra città che in quel periodo erano davvero tanti».

Anche in quel periodo la nostra squadra di calcio, la Salernitana, aveva un ruolo importante nel contesto giornaliero dei vostri radiogiornali?

«Ma certamente la maglia granata ha rappresentato e rappresenta il top per i salernitani. Aggiungo che i famosi tempi del Vestuti quando la squadra era in serie C lì ho vissuto appieno con tante radiocronache fatte e anche con colleghi che si sono avvicendati con me come Walter Talli, Gino Liguori, Antonio Peluso, Aldo Matano mentre in trasferta con il mitico tecnico Gaetano Casola ci si inventava collegamenti con cavi volanti in prossimità degli stadi dove giocava la squadra granata. Tutto ciò per tenere sempre aggiornati i nostri eccezionali ed impagabili tifosi».

Una redazione, quella di Radio Salerno 1, davvero di prima qualità?

«La voce straordinaria di Ketty Volpe la ricordo ancora con immenso piacere. Oltre a me c’erano Paolo Russo, Fabrizio Feo, Vincenzo Nigro, Mariano Ragusa, Umberto Di Miero mentre Andrea Carraro era agli spettacoli con il direttore musicale che è stato l’indimenticabile Luciano Maysse. Per non parlare poi dei favolosi dj Lello Addario, Paolo Pollina, Peppe De Martino, Gianluigi Palamone, Gianfranco Marmo e tanti altri ancora di cui ho dimenticato i nomi. Vorrei anche ricordare le fantastiche mattinate radiofoniche condotte da Gino Savi, Anna Maria Genovese, Felice Avella e Tata Prisco coordinati da Pasquale Palumbo mentre anche ampio spazio le due segretarie dell’epoca Lucia Pitta e Silvana Cafasso lo cercavano per il teatro e con gli eccezionali Sandro Nisivoccia e Regina Senatore dera davvero il top. Geppino Gentile curava la musica classica, Adolfo Gravagnuolo il cinema. Ricordando anche un infinito elenco di super tecnici che ci collaborava come Antonio Rivelli, Giancarlo Braione, Franco Cantalupo, Antonio Fimiani, Erminio Cherchi, Tommaso Siani. E mi scuso per chi, purtroppo, ho dimenticato in questa mia citazione e in questo elenco visto che tutti per il lavoro svolto meriterebbero di essere ricordati».

Ecco, la radio e in questo caso Radio Salerno 1. Ma mi spieghi caro Eduardo perchè nacquero tante radio libere nella nostra città e provincia e in particolare Radio Salerno 1?

«Ho cercato in tutti questi anni di dare anche una spiegazione o varie spiegazioni a tutto l’iter di Radio Salerno 1. Diciamo che la nostra radio nacque come unica informazione alternativa a Salerno. In quel periodo, è tu lo sai benissimo, c’erano solo il Mattino, il Roma, il Tempo, Telesalerno 1 che stava ai primi vagiti. Una spiegazione deriva, forse, dal fatto che queste testate erano espressioni di centrodestra con maggioranza Dc che strizzava l’occhio alla destra missina. Noi e visto che sono stato anche direttore di Radio Salerno 1 per quattro anni (dal 1986 al 1990) con questa emittente volevamo rivolgerci ai giovani di allora, ai figli del 1968 come ti ho detto inizialmente. Io facevo anche parte dell’associazione Arci vicina ai due partiti di sinistra di quell’epoca Pci e Psi e movimenti di sinistra con significativa esperienza però, anche nell’azione cattolica più vicina ai nuovi principi ispirati all’epoca dal Concilio Vaticano II. Aggiungo inoltre che in quel periodo Salerno era una paluda stagnante e i giornalisti nati in Radio Salerno 1 ne agitavano le acque. Però abbiamo anche dato un contributo importante all’apertura sia del Giornale di Napoli ed anche del Nuovo Roma, una testata questa che nel frattempo era sparita dalle edicole salernitane dopo avere avuto per anni una redazione a Salerno. Un contributo immenso e poi con gli anni ognuno di noi, di quel manipolo di giornalisti dell’epoca ci siamo ritrovati a lavorare in grandi quotidiani e in Rai ma anche a dirigere il quotidiano La Città o ai vertici del Mattino. Davvero un grande e significativo percorso tracciato grazie alla nostra cara Radio Salerno 1».

 

Nella foto: Fabrizio Feo, Enzo Todaro, Eduardo Scotti, Vincenzo Nigro e Paolo Russo