Piero De Luca: «Il centrosinistra può vincere e si farà trovare pronto alla sfida del governo» - Le Cronache Ultimora
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Piero De Luca: «Il centrosinistra può vincere e si farà trovare pronto alla sfida del governo»

Piero De Luca: «Il centrosinistra può vincere e si farà trovare pronto alla sfida del governo»

 

Deputato del Pd, capogruppo in commissione politiche UE, segretario regionale della Campania, salernitano con una cura quasi maniacale per il proprio territorio. E ora anche scrittore. Piero De Luca affronta un’estate politica caldissima, tra le sfide aperte a Roma sui temi nazionali ed europei, il nuovo corso della Regione Campania e una partita per il Mezzogiorno che considera decisiva.

Onorevole De Luca, procediamo con ordine. Partiamo dalla sicurezza. È davvero un’emergenza? E come va affrontata?

«La sicurezza è una priorità per i cittadini e non può essere affrontata con la propaganda. E su questo il Governo Meloni ha fallito. Ogni giorno assistiamo a episodi sempre più gravi: violenze, baby gang, aggressioni, persone armate che seminano paura nelle nostre città. Da Napoli a Milano, in tante aree urbane la situazione rischia ormai di sfuggire di mano.

Il Governo ha scelto di rispondere con demagogia elettorale, aumentando reati e aggravanti, quasi 500 anni di carcere in più, mentre oggi mancano circa 25.000 unità nelle forze dell’ordine e gli organici sono diminuiti di 2.000 persone negli ultimi anni.

Servono invece più uomini e mezzi per le forze dell’ordine, un presidio effettivo del territorio e poi contestualmente politiche sociali capaci di intervenire sul disagio e sulle periferie. Per il centro sinistra la sicurezza è senza dubbio una priorità. Ma non si costruisce soltanto con modifiche dei titoli di reato o con i post sui social. Si costruisce con la presenza dello Stato, con investimenti seri nella prevenzione, nel sociale, nella scuola, nel lavoro e nel sostegno alle famiglie, con la capacità di prevenire quelle situazioni di marginalità che alimentano insicurezza.

Quanto alle risorse, il Governo potrebbe iniziare a utilizzare i fondi ingenti che sta sprecando per centri praticamente vuoti, inutili, inefficaci e disumani in Albania. Basta strumentalizzazioni. È tempo di affrontare il problema della sicurezza urbana con serietà e responsabilità. I cittadini hanno diritto a vivere in piena serenità nei nostri quartieri».

Altro tema inevitabilmente legato alla sicurezza nel dibattito politico è quello dell’immigrazione. Come si governa un fenomeno che continua a essere utilizzato soprattutto sul piano propagandistico?

«L’immigrazione non si governa con gli slogan né utilizzandolo come arma di distrazione per evitare di rispondere delle difficoltà economiche degli italiani cui Meloni non dà nessuna soluzione. È un fenomeno complesso che richiede una strategia europea, perché nessun Paese può pensare di affrontarlo da solo», chiarisce il deputato dem.

«L’Italia, in particolare, è tra i Paesi che hanno maggiormente bisogno di un meccanismo europeo di sostegno e di condivisione delle responsabilità. Nel periodo 2023-2025 abbiamo registrato oltre 290 mila ingressi irregolari, contro circa 159 mila in Spagna. Per questo indebolire Schengen o l’Europa, come propone la destra, sarebbe una scelta miope e controproducente soprattutto per il nostro Paese.

Servono una gestione comune dei flussi, cooperazione con i Paesi di origine e di transito, canali regolari e una politica europea realmente condivisa. L’Europa negli anni ha avuto certamente difficoltà nella gestione delle migrazioni, ma proprio perché troppo spesso sono prevalse resistenze e interessi nazionali rispetto alla ricerca di soluzioni comuni».

Per De Luca, dunque, il nodo resta europeo: «Di fronte a fenomeni di questa portata bisogna smettere di alimentare paure e strumentalizzare anche le tragedie umanitarie. L’Europa non è la causa del problema: è il livello al quale possiamo trovare soluzioni efficaci. Indebolirla significa danneggiare i nostri stessi interessi nazionali».

Intanto il centrodestra accelera sulla legge elettorale mentre il Paese è alle prese con la crisi economica. Come si spiega questa distanza tra le priorità della maggioranza e i problemi degli italiani?

Il giudizio del segretario regionale del Pd è durissimo: «È la fotografia di un Governo arrivato al capolinea, che sembra preoccuparsi più della propria sopravvivenza politica che delle condizioni di vita dei cittadini. Gli italiani chiedono risposte sui salari, sull’energia, sulle bollette, sul costo dei carburanti e del carrello della spesa, sulla sanità e sulle liste d’attesa, sul lavoro e sul futuro dei giovani. Invece il Parlamento è ostaggio del cosiddetto Melonellum, una legge che non serve al Paese ma alla maggioranza per provare a evitare una possibile sconfitta elettorale».

De Luca entra poi nel merito della proposta: «La fretta di Meloni non è un segnale di forza, ma di debolezza. Si sta provando a costruire un testo sartoriale su misura per una destra in difficoltà, che presenta peraltro criticità molto serie e profili di incostituzionalità.

Rischia di creare una grave distorsione della rappresentanza, per noi irricevibile. Una legge elettorale deve garantire equilibrio, rappresentatività e rispetto delle garanzie costituzionali. Non può essere costruita su misura per chi governa».

Da Roma alla Campania. Come giudica questi primi mesi di lavoro del presidente Roberto Fico?

«Il giudizio è positivo», risponde De Luca. «Roberto Fico ha iniziato il suo percorso alla guida della Campania con serietà e senso di responsabilità istituzionale, raccogliendo il lavoro importante portato avanti negli ultimi dieci anni dalla precedente Amministrazione e avviando una nuova fase per la nostra Regione».

Il segretario dem richiama in particolare un risultato: «L’uscita anticipata di 12 anni dal percorso di rientro dal disavanzo accumulato del bilancio regionale è il frutto di un lavoro serio e costante realizzato in dieci anni di governo del centrosinistra con Vincenzo De Luca, che ha saputo risanare i conti soprattutto in sanità e trasporti, senza smettere di investire nella crescita e nella tenuta sociale della Campania. Un percorso complesso, passato anche attraverso il ricorso alla Corte Costituzionale, che ha riconosciuto la disparità di trattamento riservata alla Campania nella gestione degli accantonamenti di bilancio».

Ma, sottolinea, «va riconosciuto al presidente Fico il merito di aver raccolto questo lavoro e di aver avviato, grazie alle risorse liberate, un primo piano concreto di investimenti per i territori, in sinergia anche con le proposte ed indicazioni giunte dal Partito Democratico in Giunta e in Consiglio regionale. Come PD siamo impegnati perché queste risorse si traducano in servizi sempre più avanzati e opportunità concrete per i cittadini campani, affrontando le grandi priorità della Regione: sanità, infrastrutture, trasporti, lavoro, sviluppo economico, ambiente ed aree interne. L’obiettivo è consolidare quanto è stato fatto e, allo stesso tempo, accelerare l’azione per aprire una nuova stagione di crescita economica e sociale per la Campania».

Nel Salernitano e nel Napoletano, però, la scure del Governo ha commissariato diversi Comuni, alcuni dei quali a guida Pd. Che sta succedendo?

Su questo terreno De Luca rivendica i risultati ottenuti alle amministrative e una linea di assoluto rigore sulla legalità: «Anzitutto mi permetta di ricordare che all’ultima tornata amministrativa il PD si è confermata prima forza politica in Campania, vincendo in Comuni importanti con straordinari candidati, radicati e competenti. Per il resto, il Partito Democratico ha sempre seguito una linea di assoluto rigore, intervenendo ogni volta anche prima che emergessero criticità. Legalità e trasparenza sono valori fondanti della nostra comunità e su questi temi non possono esserci ambiguità.

Per questo respingiamo con forza ogni tentativo di strumentalizzazione politica da parte di una destra che, peraltro, si mobilita a targhe alterne. Il Governo Meloni continua da anni a indebolire strumenti fondamentali di contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, ignorando gli appelli che arrivano da magistrati e Procura nazionale antimafia per rafforzare gli strumenti investigativi. Chi combatte davvero le mafie sostiene il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, non ne limita l’azione».

Da segretario regionale, ricorda, «ho disposto la sostituzione del commissario di Castellammare di Stabia e il commissariamento del Circolo PD di Ercolano. Questi commissariamenti non rappresentano un punto di arrivo, ma una ripartenza. Servono a tutelare il Partito, i militanti e la nostra comunità e a rafforzare il lavoro sui territori, partendo dal rigore sui temi della legalità e dal contrasto a ogni forma di criminalità. Parallelamente dobbiamo tornare a occuparci con forza delle questioni economiche e sociali che riguardano quelle comunità, rese ancora più fragili da politiche nazionali che non stanno dando le risposte necessarie».

 

A proposito di Governo: il Pd denuncia oltre 15 miliardi di euro cancellati da investimenti e sviluppo del Sud. È questo il vero paradosso delle politiche dell’Esecutivo?

«Altro che sostegno al Sud. Il Governo nei fatti sta smantellando ogni politica di sviluppo e rilancio per il Mezzogiorno».

De Luca mette in fila i numeri: «3,7 miliardi di euro tagliati ai fondi per la perequazione infrastrutturale, oltre 5 miliardi tolti alla decontribuzione per il lavoro al Sud e oltre 2,4 miliardi di euro tagliati al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione destinato alle regioni del Mezzogiorno.

Sulle Zone Economiche Speciali poi assistiamo a un vero capolavoro. Per questa misura tanto sbandierata, le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Ci sembrano altri tagli, dunque. Senza considerare i miliardi di progetti cancellati nel Mezzogiorno dalle varie rimodulazioni del PNRR.

A questo aggiungiamo la proposta di Autonomia differenziata. Insomma, non è propaganda, ma è analisi della realtà dire che questo è il Governo più antimeridionalista della storia.

La Premier ha svenduto il Sud, questa è la realtà. Smetta di raccontare favole e provi a cambiare rotta, se ne è capace.

Noi continueremo a batterci, in Parlamento e nel Paese, perché il Sud non sia più trattato come un’area da abbandonare, ma come una risorsa strategica da valorizzare».

 

E proprio sull’Autonomia differenziata il Governo sta procedendo con le pre-intese. Cosa intendete fare?

«La nostra posizione è molto chiara: l’Autonomia non può diventare uno strumento per spaccare l’Italia e aumentare le disuguaglianze territoriali.

La Corte Costituzionale ha già posto limiti molto importanti al disegno originario e non è accettabile che il Governo provi a far rientrare dalla finestra, attraverso le pre-intese, ciò che è stato messo in discussione.

Noi vogliamo un’Italia unita, nella quale i diritti fondamentali siano garantiti allo stesso modo a tutti i cittadini, da Nord a Sud. L’unità nazionale non è un principio astratto: significa garantire le stesse opportunità e gli stessi diritti a chi nasce a Salerno come a chi nasce a Milano. Le pre-intese firmate, senza finanziamento dei Lep e senza fondo perequativo, non sono autonomia differenziata sono un’inaccettabile secessione mascherata del Paese».

 

Il rilancio del Mezzogiorno passa soprattutto dalle infrastrutture. A Salerno si parla di una vera rivoluzione, dalla Stazione Marittima alla crescita dell’aeroporto; a Battipaglia si guarda alla fermata dell’Alta Velocità e in Irpinia c’è il dossier della Valle Ufita. A che punto siamo e quale visione avete per il sistema infrastrutturale del Sud?

Per De Luca bisogna partire da una visione complessiva: «Il Mezzogiorno ha bisogno di una grande strategia nazionale ed europea, che punti in modo deciso sulla riduzione del divario infrastrutturale. È fondamentale per assicurare sviluppo e lavoro.

A Salerno penso alla Stazione Marittima, al porto e naturalmente all’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi e del Cilento. Sono infrastrutture che, integrate tra loro, stanno rendendo Salerno uno dei grandi nodi di accesso e di collegamento internazionali dell’intero Mezzogiorno cambiando il destino del nostro territorio».

Sul fronte aeroportuale il deputato ricorda l’iniziativa parlamentare: «Lo scalo sta vivendo una fase di grande crescita e il nuovo terminal rappresenta un passaggio fondamentale. Ho presentato alla Camera un emendamento a mia prima firma per consentire anche alla Campania di applicare l’esenzione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, una misura per la quale la Regione ha previsto circa 1,7 milioni di euro nel prossimo triennio. L’obiettivo è creare condizioni ancora più favorevoli per attrarre compagnie e nuovi collegamenti».

A questo si aggiungono «lo sblocco del finanziamento di 8 milioni di euro della Provincia per la viabilità di accesso allo scalo,  e il lavoro sulla cosiddetta rampa dei Normanni e la realizzazione del collegamento ferroviario.

E l’Irpinia: «La Piattaforma Logistica della Valle Ufita si farà. Nella precedente consiliatura, la Regione ha garantito la copertura finanziaria riprogrammando le risorse sulla prossima programmazione europea, dopo che il Governo aveva deciso di stralciarla dal PNRR. Adesso bisogna che il Governo spieghi i ritardi nella progettazione e RFI dia un cronoprogramma ed impegni certi. È un’infrastruttura fondamentale anche per il collegamento con la linea Alta Velocità Napoli-Bari e faremo di tutto per realizzarla».

Il filo che lega tutto, conclude De Luca, è uno: «Non opere scollegate, ma una rete. Porto, metropolitana, Alta Velocità, aeroporto, logistica e viabilità devono dialogare tra loro. È così che le infrastrutture diventano motore di sviluppo, lavoro e competitività per il Sud».

E poi ci sono Arechi e Volpe. Che sta succedendo, anche in vista di Euro 2032?

«Gli interventi procedono e daranno alla città di Salerno due impianti di eccellenza in un’area che insieme al Palazzetto diventerà un vero e proprio Polo dello Sport di livello internazionale.

Gli investimenti nelle infrastrutture sportive sono fondamentali, perché lo sport ha un valore culturale, sociale, economico e occupazionale enorme. Nel calcio siamo ancora indietro anni luce rispetto ad altri Paesi sul piano dell’impiantistica», osserva il segretario regionale.

Quanto a Euro 2032, De Luca invita a evitare guerre di campanile: «Sarà la UEFA a valutare, sulla base di numerosi parametri, il progetto e la sede più adatta, considerando soprattutto lo stato di avanzamento dei lavori. Non credo sia utile alimentare polemiche campanilistiche, che sarebbero soltanto autolesionistiche. Non ci sono voti o elezioni da vincere: ci sarà una scelta tecnica degli organismi sportivi competenti.

Anzi, avere più candidature serie e credibili può aumentare le possibilità che la Campania abbia almeno una sede tra quelle italiane per un evento così importante».

Torniamo alla politica. Il centrosinistra riuscirà a trovare una sintesi sui programmi e a presentarsi come una vera alternativa di Governo?

«Sì. Oggi dobbiamo anzitutto dire al Paese quale direzione proponiamo. Il Governo ha tradito le promesse elettorali, ha portato la pressione fiscale ai massimi da undici anni, non ha difeso il potere d’acquisto delle famiglie rispetto a bollette, carburanti e costo della vita e ci lascia un Paese a crescita quasi zero e con una situazione sempre più preoccupante sul fronte della sicurezza.

Ma è evidente che non basta criticare la destra: serve un progetto. Abbiamo il dovere di costruire un’alternativa credibile partendo dai bisogni reali delle persone: salari dignitosi, lavoro stabile e sicuro, sanità pubblica, scuola, sicurezza, crescita economica, politiche industriali e transizione energetica.

Il campo progressista ha il dovere di costruire su questi temi una proposta comune, credibile e riconoscibile. Non partiamo da zero perché abbiamo elaborato numerose iniziative politiche e legislative congiunte in questi anni. Oltre alla battaglia importante per il No al referendum sulla giustizia. Non possiamo permetterci di ripetere l’errore delle divisioni del 2022. Ci faremo trovare pronti per la sfida del governo e sono convinto che potremo vincerere le prossime elezioni».

E la leadership? Ci si prepara a una stagione elettorale importante: ci saranno le primarie?

«Le primarie sono uno strumento che il Partito Democratico ha come elemento integrante e costitutivo del proprio DNA. Ma non possono essere il punto di partenza: prima viene la costruzione di un progetto politico e di un perimetro programmatico comune, con una condivisione chiara dei valori e dei principali punti di convergenza, anche sui temi di politica estera.

Quanto alla leadership, soprattutto se la destra dovesse riuscire a cambiare la legge elettorale, dovrà definirsi al termine di questo percorso. A quel punto si potrà affidare la responsabilità a chi guida il primo partito oppure procedere con le primarie, alle quali peraltro la nostra segretaria Elly Schlein ha già dato piena disponibilità.

Come ha detto con chiarezza la segretaria, prima bisogna definire un programma condiviso da tutta l’alleanza e poi scegliere la leadership, perché chi vince le primarie deve essere nelle condizioni di guidare la coalizione, non soltanto il proprio partito.

Ma eviterei in questa fase di disperderci in ulteriori discussioni interne. Dobbiamo concentrarci sui fallimenti di questo Governo e, soprattutto, sulle nostre proposte concrete per il futuro del Paese. È su questo che dobbiamo costruire un’alternativa credibile e competitiva».

 

Chiudiamo tornando a casa. Che Ferragosto sarà per i salernitani?

Il tono si fa più leggero. «Mi auguro anzitutto che sia un Ferragosto sereno, godendo delle bellezze straordinarie che il capoluogo e la provincia possono offrire.

Salerno sta vivendo una nuova primavera.

Con progetti fondamentali che procedono e saranno completati nei prossimi anni, come il ripascimento delle spiagge, il mercato ortofrutticolo, oltre ad interventi sulla sicurezza e qualità della vita nei quartieri e grandi infrastrutture. Mi auguro che tutti i rappresentanti politici ed istituzionali anche di centro sinistra del territorio mettano da parte personalismi o posizioni pregiudiziali, e lavorino in modo costruttivo per aiutare l’amministrazione a portare avanti i tanti interventi in programma, nell’interesse della comunità.

È anche un momento importante per il turismo e le tante attività economiche del territorio. Salerno, la Costiera Amalfitana, il Cilento e l’intera provincia hanno un patrimonio unico, che dobbiamo continuare a valorizzare e promuovere.

Naturalmente anche nei giorni di festa c’è chi continua a lavorare per garantire sicurezza, assistenza e servizi ai cittadini. A loro va un ringraziamento particolare.

A tutti i cittadini campani ed italiani auguro di cuore un buon Ferragosto, qualche giorno di meritata tranquillità con i propri cari, nonostante le difficoltà economiche e sociali di questa fase storica».