Dario Vassallo ricorda l'avvocato Barbirotti - Le Cronache Attualità
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Dario Vassallo ricorda l’avvocato Barbirotti

Dario Vassallo ricorda l’avvocato Barbirotti

Dario più Dario. Sono in treno, direzione Fuscaldo. Massimo mi chiama e dice: Dario è morto. Chiudo gli occhi e vedo una vita trascorsa. Mi chiamo Dario come te, grazie all’amicizia che c’era tra tuo padre e nostro padre, tra la tua famiglia e la nostra famiglia, quando Acciaroli era Acciaroli. Il “collega” come tu lo chiamavi ti voleva così bene al punto di darmi il tuo stesso nome. Scherzavamo sempre su questo. Ricordo che tante volte, da ragazzo, sei venuto a pescare con noi e tra te ed Angelo c’era un grosso legale. Legame di studi, presso l’università di Salerno, facoltà di giurisprudenza, legame di battaglie, legame di amicizia. Una volta, un po’ di anni fa, sei venuto e sei rimasto con noi un mese intero, una volta Salerno era lontana. I nostri genitori ti volevano bene e ricordo ti cedetti il mio letto, dormivi nella stessa stanza con Angelo. Lo ricordo bene. La nostra è stata una vita vissuta e condivisa con te e la tua famiglia, un’amicizia vera, senza fronzoli, vissuta sottotraccia. È stato un bene vero. Dopo l’uccisione di Angelo sei stato sempre accanto e presente, basta vedere le tante cause legali che hai affrontato per nostro conto e, dove non hai chiesto mai un soldo. Continueremo a dare battaglia anche per te, perché l’amore ci ha unito e nessuno potrà mai dividerci, neanche la morte, con la quale viviamo sempre sottobraccio. Ricordo l’ultima volta che abbiamo parlato di politica, stavamo seduti al bar sul lungomare di Salerno, e tu più grande mi hai ripreso. “Ricordati che noi siamo sempre Verdi. Anche Angelo era un Verde”. Ci penserò.