Marcello Gambardella: «Senza sogni non si vola» - Le Cronache Attualità
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Marcello Gambardella: «Senza sogni non si vola»

Marcello Gambardella:  «Senza sogni non si vola»

“Volevo fare il geometra per aiutare mio padre e mio nonno nei loro cantieri, ma poi il richiamo del mare è stato più forte.”

Inizia così il racconto di Marcello Gambardella, una vita costruita con sacrificio, dedizione e giornate di lavoro che spesso arrivano a diciotto ore.

La sua avventura imprenditoriale prende forma nel 1994, con la fondazione della cooperativa Sant’Andrea insieme ai fratelli Salvatore e Andrea Gambardella. Oggi, a 57 anni, Marcello incarna pienamente le caratteristiche che lui stesso attribuisce al suo segno zodiacale, lo Scorpione.

«Sì, sono caparbio e determinato. Molti mi riconoscono anche un intuito particolarmente sviluppato. Senza quello, probabilmente, non avrei raggiunto i traguardi che, grazie a Dio, sono riuscito a conquistare».

Tra quei traguardi ce n’è uno che ha sempre rappresentato un sogno: creare una vera e propria “metropolitana del mare”. Un’idea che nel 1998 si concretizza con la nascita di Travelmar, il cui primo e ambizioso obiettivo era proprio quello di sperimentare un nuovo modello di mobilità marittima.

Insieme ai fratelli Salvatore e Andrea, imprenditori dotati di grande lungimiranza, Marcello dà vita ai collegamenti marittimi tra Salerno e la splendida Costiera Amalfitana.

A distanza di quasi trent’anni, quel progetto è diventato una realtà consolidata e rappresenta oggi un’alternativa concreta ed ecosostenibile al traffico sempre più intenso delle strade costiere. Travelmar collega quotidianamente Salerno alle principali località della Costiera, offrendo un servizio efficiente e rispettoso dell’ambiente.

All’epoca, tuttavia, si trattava di una vera scommessa. La Costiera Amalfitana non è un’isola: perché mai raggiungerla via mare?

La risposta arriva rapidamente. I salernitani, abituati a trascorrere le domeniche in Costiera, comprendono subito i vantaggi del servizio e iniziano a utilizzarlo soprattutto durante la stagione estiva. Anche le agenzie di autonoleggio e gli operatori turistici che organizzano escursioni preferiscono il collegamento marittimo, evitando così le lunghe percorrenze lungo la trafficata Strada Statale 163 Amalfitana.

Con il passare degli anni, Travelmar diventa un punto di riferimento per agenzie di viaggio, tour operator internazionali e per il settore crocieristico, riuscendo a realizzare pienamente la missione immaginata dai fratelli Gambardella: essere la prima metropolitana del mare e una valida alternativa ecocompatibile al trasporto su gomma.

I numeri confermano il successo dell’intuizione: nella stagione 2019 i passeggeri trasportati hanno superato quota 1,3 milioni, testimonianza di un progetto nato da una visione coraggiosa e diventato un modello di mobilità sostenibile per l’intero territorio, nel 2025 la travelmar ha trasportato più di 1,8 milioni di passeggeri

Per oltre due decenni Travelmar ha continuato il suo viaggio senza mai interrompere la rotta. Fino al 2020, quando l’emergenza sanitaria causata dal virus SARS-CoV-2 costrinse l’azienda, come il resto del mondo, a fermarsi.

 

«Quell’anno, per la prima volta dopo 22 anni, ci siamo dovuti fermare. Nel frattempo abbiamo osservato la natura riprendersi i suoi spazi e mostrarsi in tutta la sua straordinaria bellezza. Da casa abbiamo continuato a prenderci cura dei nostri clienti e a coltivare i rapporti con i nostri partner commerciali. Oggi abbiamo ripreso a correre, ma con un rispetto ancora maggiore per il nostro mare».

Marcello Gambardella si sofferma poi sul ricordo del suo primo contatto con il mare, una passione che affonda le sue radici nell’infanzia.

«Negli anni Cinquanta i collegamenti tra la Costiera Amalfitana e quella Cilentana erano continui, soprattutto per il trasporto della frutta e di altri generi di prima necessità. Io osservavo quel mondo e immaginavo un futuro sempre più orientato verso questo settore».

Da bambino sognava già di lavorare nel trasporto marittimo?

«Assolutamente sì. Come ho già raccontato, avrei dovuto fare il geometra, ma poi mi sono innamorato del mare. Da allora è nato un amore che dura da oltre trent’anni».

Oggi Marcello Gambardella è amministratore delegato di un’azienda leader nel settore, che conta circa 250 collaboratori, compreso le società del gruppo . Qual è il valore più importante che cerca di trasmettere ai suoi collaboratori e, in particolare, alle sue preziose collaboratrici Regina, Angela, Sara e Enza,Maria?

 

«Innanzitutto il senso di responsabilità. Noi non lavoriamo soltanto per noi stessi, ma anche per il futuro dei nostri figli. Se una nave non parte o se si verifica un problema a bordo, dobbiamo sempre ricordare che le conseguenze ricadono prima di tutto sulle nostre famiglie. Per questo ciascuno di noi deve dare il massimo ogni giorno».

Lei vive a Napoli?

Marcello sorride e precisa:

«Io dormo a Napoli…».

Una risposta che racconta bene il suo stile di vita, diviso tra il lavoro, il mare e la famiglia.

Sposato con Ines e padre di due figlie, come descriverebbe il rapporto con la sua famiglia?

«Che dire? Mi sopportano».

Una battuta che nasconde l’affetto e la gratitudine verso chi lo accompagna da sempre in un percorso fatto di sacrifici, impegno e passione.

Se dovesse riassumere in una frase la filosofia di Travelmar, non ha dubbi:

«Crediamo, ora più che mai, che viaggiare via mare sia il modo migliore per prenderci veramente cura della nostra terra».

Una convinzione che ha guidato ogni scelta dell’azienda e che continua a rappresentare la rotta verso il futuro.

Molti anni fa siglò un accordo con le Ferrovie dello Stato che, per l’epoca, può essere definito davvero visionario. Ce lo racconta?

«L’obiettivo era sempre lo stesso: creare sinergie tra i diversi sistemi di trasporto, integrando il mare con la ferrovia e offrendo ai viaggiatori un’alternativa concreta al traffico stradale. In particolare, volevamo evitare le lunghe attese e le difficoltà di percorrenza lungo la penisola sorrentina.

L’accordo prevedeva un biglietto unico treno più traghetto, con coincidenze perfettamente sincronizzate. Per fare un esempio: un viaggiatore in partenza da Milano poteva acquistare un unico titolo di viaggio e, arrivato a Salerno in treno, trovare il traghetto pronto per proseguire verso la sua destinazione in Costiera. Oggi può sembrare normale, ma stiamo parlando di oltre quindici anni fa».

L’ultimo libro che ha letto?

«”O Munaciello”, pubblicato da una piccola casa editrice locale. Racconta aneddoti e storie della nostra tradizione. È un progetto che sosteniamo anche come sponsor perché crediamo sia importante valorizzare il territorio e la sua cultura».

Tre parole per descrivere la sua azienda.

«Solidità, organizzazione e capillarità. Nulla deve essere lasciato al caso. Ogni dettaglio conta e ogni servizio deve funzionare alla perfezione».

Che rapporto ha con i suoi fratelli?

«Ottimo. Loro fanno quello che dico io e io faccio quello che dicono loro».

Marcello sorride mentre pronuncia questa frase che sintetizza, con ironia, un’intesa costruita nel tempo e rafforzata da decenni di lavoro condiviso.

Che musica preferisce?

«Amo molta musica italiana. Ho una passione particolare per Pino Daniele, un artista che rappresenta l’anima della nostra terra. Mi piace molto anche il gruppo La Maschera, una realtà musicale locale che propone musica di grande qualità».

Ha qualche rimpianto?

«Nessuno».

C’è qualcosa che non rifarebbe?

Marcello riflette qualche istante prima di rispondere.

«Rifarei tutto. Anche gli errori che sicuramente ho commesso. Sono stati parte del percorso e mi hanno insegnato qualcosa».

Qual è il suo sogno nel cassetto?

«Uno si è appena realizzato. Ci siamo aggiudicati la gestione delle linee cilentane Rossa e Verde, sulla tratta Agropoli-Palinuro, che sarà operativa dai primi di luglio. È un traguardo importante che ci riempie di soddisfazione».

E il prossimo sogno?

«Sicuramente sarà ancora più bello di quello che si è appena concretizzato. Senza sogni non si vola».

Una frase che racchiude perfettamente la sua storia: quella di un imprenditore che ha saputo trasformare una visione in realtà, continuando a guardare l’orizzonte con l’entusiasmo di chi crede che il viaggio più importante sia sempre il prossimo.

Gep.Ric.