Nuova legge elettorale, simulazione di voto - Le Cronache Ultimora
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Nuova legge elettorale, simulazione di voto

Nuova legge elettorale, simulazione di voto

C’è una premessa indispensabile, senza la quale l’ analisi di BiDiMedia rischia di essere fuorviante. Le simulazioni elaborate da BiDiMedia sono state realizzate prima dell’approvazione definitiva alla Camera della norma antiframmentazione contenuta nella nuova legge elettorale. È un dettaglio solo apparentemente tecnico, ma destinato ad incidere profondamente sui comportamenti degli elettori. Quando il nuovo sistema entrerà pienamente nel dibattito pubblico, molti cittadini comprenderanno che votare una lista priva di concrete possibilità di eleggere rappresentanti significherà spesso disperdere il proprio voto. Di conseguenza, una parte consistente dell’elettorato tenderà naturalmente a convergere sul partito più forte della propria area politica. Parallelamente, le coalizioni costruiranno le proprie liste proprio per evitare dispersioni di consenso. Per questo le simulazioni di BiDiMedia, estremamente interessanti, fotografano un quadro ancora più frammentato di quello che si presenterà realmente agli elettori. Ma è proprio questa apparente debolezza a renderle preziose: consentono di capire in quale direzione si sta muovendo il sistema politico italiano. La prima conclusione è netta: lo Stabilicum riporta al centro la politica delle coalizioni. Negli ultimi anni il confronto si è concentrato quasi esclusivamente sui leader e sul peso dei singoli partiti. La nuova legge elettorale cambia completamente prospettiva. Non sarà più sufficiente essere il primo partito del Paese: diventerà decisivo costruire la coalizione più credibile e competitiva. Le cinque simulazioni elaborate da BiDiMedia lo dimostrano con chiarezza. In tre scenari il Campo Largo conquista il premio di maggioranza e raggiunge quota 220 deputati. Negli altri due, invece, nessuna coalizione dispone della maggioranza assoluta e diventa inevitabile costruire accordi parlamentari dopo il voto. La stagione dell’autosufficienza rischia quindi di chiudersi. L’altra grande indicazione riguarda gli effetti della nuova legge sui singoli partiti. Il Partito Democratico è probabilmente il principale beneficiario del nuovo sistema. Pur perdendo qualche decimale nelle intenzioni di voto, trasforma il consenso in rappresentanza parlamentare. Oggi il PD dispone di 68 deputati; nelle simulazioni di BiDiMedia arriva tra 93 e 120 parlamentari, quasi raddoppiando la propria presenza a Montecitorio. Anche Alleanza Verdi-Sinistra ottiene un risultato straordinario. Dagli attuali 10 deputati passerebbe ad una rappresentanza compresa tra 30 e 35 parlamentari, triplicando di fatto il proprio peso. Il Movimento 5 Stelle, che oggi conta 48 deputati, mantiene invece una posizione centrale ma fortemente legata alle alleanze. Quando resta nel Campo Largo oscilla tra 53 e 54 deputati, migliorando leggermente la rappresentanza attuale. Quando, invece, sceglie di correre autonomamente, scende fino a 43 deputati, perdendo peso parlamentare e dimostrando come il nuovo sistema premi la cooperazione molto più della competizione singola. Anche Casa Riformista, oggi rappresentata da 7 deputati, beneficia della logica coalizionale. Nelle simulazioni arriva fino a 12 deputati, con una forbice compresa tra 8 e 12 seggi, segno che le forze riformiste possono crescere soprattutto se inserite in un’alleanza ampia e competitiva. Nel centrodestra il quadro, invece, è più articolato. Fratelli d’Italia resta il primo partito italiano, ma il passaggio dal Rosatellum allo Stabilicum riduce inevitabilmente il peso della rappresentanza conquistata attraverso i collegi uninominali. Dagli attuali 117 deputati oscillerebbe tra 88 e 110, rimanendo comunque il baricentro della coalizione. La Lega appare invece il partito maggiormente penalizzato. Dagli attuali 57 deputati scenderebbe in tutti gli scenari tra 19 e 24 parlamentari, certificando una riduzione molto significativa del proprio peso istituzionale.