SALERNO. Da Salerno a Edimburgo, seduta allo stesso tavolo con professionisti provenienti da Messico, Cina, Indonesia, Iran e Africa, per discutere del futuro della cultura e dei festival internazionali. È il prestigioso riconoscimento ottenuto da Angela Albarano, direttrice artistica di Libro Aperto Festival, invitata dal British Council e dalla Edinburgh Festivals Foundation a partecipare al programma Momentum, iniziativa che ogni anno seleziona soltanto sette delegati nel mondo, uno per ciascun settore artistico. Un traguardo che assume un significato ancora più rilevante considerando che Albarano sarà l’unica italiana dell’edizione 2026. Il programma si svolgerà dal 16 al 24 agosto all’interno del celebre Festival di Edimburgo, considerato uno dei più importanti e influenti appuntamenti culturali internazionali. Ogni estate la capitale scozzese diventa il centro mondiale della letteratura, del teatro, del cinema e delle arti performative, ospitando migliaia di artisti, operatori culturali e direttori di festival provenienti da ogni continente. «Porterò un’esperienza nata a Salerno che dialogherà con i migliori festival del mondo», racconta Angela Albarano. Classe 1979, docente di Letteratura italiana, organizzatrice culturale da oltre venticinque anni, Albarano è anche dottoranda all’Università degli Studi di Salerno, dove conduce una ricerca dedicata proprio ai festival culturali e alla loro capacità di generare comunità e trasformazione sociale. Una figura che unisce studio e pratica sul campo. «La mia particolarità è quella di essere contemporaneamente studiosa e operatrice culturale. I festival li analizzo dal punto di vista accademico, ma soprattutto li vivo e li realizzo ogni giorno». Cinque anni fa ha fondato Libro Aperto Festival della Letteratura per Ragazzi, manifestazione che si svolge a Baronissi e che nel tempo è cresciuta in maniera significativa. Dai 300 giurati della prima edizione si è arrivati a oltre mille giovani giurati, coinvolgendo complessivamente più di 3.000 ragazzi e migliaia di famiglie. «Oggi Libro Aperto è un vero ecosistema culturale che vive tutto l’anno grazie alla rete di scuole che abbiamo costruito e ai progetti che realizziamo sul territorio». La selezione per Momentum è nata quasi per caso. Dopo aver ospitato al festival uno scrittore scozzese, Albarano aveva scritto all’organizzazione di Edimburgo per proporre una collaborazione e approfondire il loro modello organizzativo.«Mi hanno chiesto il curriculum e mi hanno detto che avrebbero suggerito il mio nome per il programma. Non immaginavo cosa potesse accadere. Dopo circa un mese e mezzo è arrivata la lettera ufficiale del British Council che mi invitava a partecipare come professionista della letteratura individuata per contribuire al dibattito internazionale». Durante la permanenza in Scozia, i sette delegati selezionati avranno l’opportunità di confrontarsi con operatori culturali di tutto il mondo e partecipare anche agli incontri del Global INC, il forum internazionale che riunisce direttori artistici e responsabili dei principali festival mondiali. L’obiettivo è costruire relazioni culturali destinate a produrre ricadute concrete nei rispettivi territori. «Spero che questa esperienza possa generare nuove opportunità e nuove collaborazioni internazionali. È importante portare il valore del nostro progetto e della nostra esperienza all’interno di una comunità globale». Ma il riconoscimento ha anche un forte significato personale. «È stata un’emozione enorme e una straordinaria iniezione di fiducia. Chi lavora nella cultura sa quanto sia difficile costruire progetti e mantenerli nel tempo. Questo invito mi ha fatto sentire vista, riconosciuta. Significa che il lavoro svolto in questi anni ha un valore che viene riconosciuto anche a livello internazionale».E aggiunge: «Ho iniziato a fare questo mestiere quando non era ancora considerato un lavoro “cool”. Ho sempre creduto nel potere trasformativo degli eventi culturali. Questo invito rappresenta il riconoscimento di oltre vent’anni di impegno, studio e passione». Un risultato che porta con sé anche un messaggio per il territorio. Da Salerno, infatti, parte un modello culturale che oggi viene osservato e valorizzato a livello internazionale. Un segnale importante per una città che, attraverso le sue energie migliori, continua a costruire ponti con il resto del mondo. Ad agosto, dunque, tra i protagonisti del più prestigioso laboratorio culturale internazionale ci sarà anche una professionista salernitana. E con lei, simbolicamente, l’intera comunità culturale del territorio.
Raffaella D’Andrea








