di Erika Noschese
Il saluto romano in via Velia, accompagnato dal grido di «Camerata Falvella, presente», la manifestazione antifascista non autorizzata in piazza XXV Aprile e un imponente dispiegamento di forze dell’ordine per evitare il contatto tra i due schieramenti. Si è conclusa così la giornata dedicata alla commemorazione di Carlo Falvella, lo studente di Filosofia e vicepresidente del Fronte Universitario d’Azione Nazionale ucciso a Salerno il 7 luglio 1972. La ricorrenza era stata preceduta da giorni di polemiche, culminate nella decisione dell’allora commissario prefettizio Vincenzo Panico di concedere il Salone dei Marmi di Palazzo di Città per la presentazione del volume “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella”, pubblicato dalla casa editrice Altaforte, marchio editoriale spesso accostato all’area di CasaPound. Una scelta che aveva suscitato le proteste di associazioni, movimenti e forze politiche antifasciste. Già dal primo pomeriggio l’area di Palazzo di Città è stata presidiata da un consistente dispositivo di sicurezza. Contemporaneamente, numerose associazioni antifasciste si sono radunate nella piazza antistante Palazzo Guerra per protestare contro lo svolgimento dell’iniziativa, scandendo slogan come «Via i fascisti da Salerno» e «Uccidere un fascista non è reato». Alla manifestazione hanno preso parte anche i consiglieri comunali Franco Massimo Lanocita e Giso Amendola, insieme a rappresentanti di associazioni e movimenti cittadini. La tensione è salita con l’arrivo dei primi partecipanti alla presentazione del libro e, successivamente, di alcuni militanti dell’area dell’estrema destra, tra cui esponenti di CasaPound e Forza Nuova. In quei momenti non sono mancate provocazioni verbali e momenti di forte tensione tra i due schieramenti, mentre le forze dell’ordine hanno lavorato per evitare qualsiasi contatto diretto. Determinante è stato l’intervento del consigliere Lanocita che, insieme ad altri rappresentanti delle associazioni presenti, ha formato un cordone umano per impedire che la protesta degenerasse e raggiungesse l’ingresso del Comune. Alla presentazione del libro hanno partecipato, tra gli altri, anche i consiglieri comunali Gherardo Maria Marenghi e Gabriele Casaburi, contestati dai manifestanti all’esterno del Municipio. Nel corso della protesta non sono mancate critiche anche nei confronti del sindaco, Vincenzo De Luca. I manifestanti hanno contestato il mancato intervento pubblico sulla vicenda, nonostante le richieste avanzate da alcuni consiglieri di opposizione affinché fosse revocata la concessione del Salone dei Marmi. Più volte dalla piazza è stato scandito lo slogan: «De Luca complice di CasaPound». Mentre nel Salone dei Marmi era in corso la presentazione del volume, il presidio antifascista si è spostato in piazza XXV Aprile, luogo per il quale la manifestazione non era stata autorizzata da Prefettura e Questura. Al termine dell’iniziativa è stata celebrata una messa in memoria di Carlo Falvella, alla presenza di familiari, amici e persone a lui vicine. Poco dopo le 20, invece, i partecipanti al raduno promosso da CasaPound, insieme ad altri esponenti di Forza Nuova, si sono ritrovati in piazza Vittorio Veneto. Il corteo inizialmente previsto non è stato autorizzato dalle autorità di pubblica sicurezza e il gruppo ha quindi raggiunto via Velia muovendosi in maniera compatta, dando vita a una lenta marcia fino al monumento dedicato a Falvella. Anche in questa fase non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine. Alla base delle contestazioni vi sarebbe stato un problema di comunicazione tra il Comune e la Questura, legato, in particolare, alla mancata apertura di un varco in via Velia che avrebbe consentito la deposizione della corona di fiori davanti al monumento. Le polemiche sono comunque rientrate nel giro di pochi minuti grazie alla mediazione dei dirigenti della Questura presenti sul posto. Nel frattempo, la manifestazione antifascista in piazza XXV Aprile è proseguita senza particolari criticità. L’imponente presenza delle forze dell’ordine ha impedito qualsiasi contatto diretto tra i due gruppi, evitando che la tensione degenerasse. Poco prima dell’arrivo del gruppo di destra per la deposizione della corona di fiori, erano presenti anche la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Ersilia Trotta e Rosario Peduto, esponente dell’associazione Tradizione Futuro. «Era il caso di ritornare, nel ricordo, a questa memoria comune. Chi era dall’altra parte a gridare “sporchi fascisti” avrebbe dovuto essere qui con noi a ricordare un martire di una stagione che dobbiamo metterci definitivamente alle spalle», ha dichiarato Peduto. Lo stesso ha poi aggiunto: «Non possiamo giustificare certi comportamenti dicendo che sono ragazzi. Tra loro ci sono anche un deputato e un consigliere comunale, già candidato sindaco, che in questi giorni hanno contribuito ad alimentare la tensione. Non è questo il modo di affrontare una vicenda così delicata». «Raccogliersi in preghiera davanti al monumento dedicato a Carlo Falvella rappresenta un segnale importante. Vogliamo testimoniare uno spirito di condivisione e di memoria, non di odio», ha concluso la consigliera Ersilia Trotta.








