Salvatore Memoli
Quelli che pensavano che, dopo le elezioni amministrative, Vincenzo De Luca calzasse le pantofole e si affacciasse seraficamente dai balconi panoramici di Palazzo, progettati da Camillo Guerra, o non lo hanno mai conosciuto oppure si nutrono di valutazioni emozionali. Che un signore titolato di politica, ritornando per la quinta volta ( ha superato Alberto Clarizia) a fare il Sindaco si dedicasse alla vita beata, era chiaro a tanti che non si sarebbe mai verificato. Tra Salerno e De Luca c’é una carica di tensione ideale che rende inquieto il suo massimo rappresentante. Bisogna stare nella sua testa per sentire come lui che Salerno é più di una realtà civica, Salerno é un’ossessione da vivere per renderla più di quello che é! Mi sorprende ancora che in giro ci sono signori che non guardano il quadro e si fermano a criticare un punto nero che ricercano ed ingrandiscono con preoccupante dannazione. Il mestiere dell’opposizione é quello di proporre un diverso progetto e programma politico, sapendo che le loro idee non hanno superato la prova importante della condivisione della maggioranza elettorale. Ciò, non per una volta, per una serie di ripetute sconfitte che segnano un tempo che supera di gran lunga il terzo decennio. L’opposizione ha il diritto di dissentire ma anche il dovere di non cadere nel ridicolo dell’ossessione iconoclasta. C’é da dire che gli oppositori di De Luca non hanno una comune origine e un comune obiettivo. Alcuni non hanno la nobiltà della divergenza sostanziale: si bastano nel mettere in risalto anche aspetti della vita semplice che sono ben distanti dal distinguo ideologico Sono pragmatici che si costruiscono un impegno che riempie la loro giornata di “signor no”! Questo non fa bene alla città e non qualifica la loro azione che, invece, é indispensabile alla qualità della vita democratica. Tra essi ci sono persone della vecchia ” compagnia politica” che vogliono dimostrare lo loro ortodossa identità che si perde nella notte dei tempi. Si fanno portatori di una contestazione che più che opzione ideologica diventa un setaccio di ogni iniziativa, nella quale trovare il punto nero. I loro distingui si fondano su un riesame di tante realizzazioni “commesse o omesse”, rileggendole testardamente, solo e sempre, come punto di partenza per affossare De Luca. Queste persone avrebbero argomenti per analisi molto più profonde e radicate, come porsi in interrogativo sul ruolo della sinistra, dei mancati livelli professati di priorità per le fasce meno protette, della necessità di programmi sociali ed urbanistici che partono dai cittadini più deboli e dell’esame della sinistra al potere come fattore di promozione ed integrazione-correzione di un’economia tendenzialmente dettata dal profitto. Il loro obiettivo é sempre meno un progetto politico e sociale di sinistra e ripetutamente quello di attaccare la persona Vincenzo De Luca. De Luca li ignora, almeno dopo tre decenni di una sua storia politica che ha conquistato posizioni che gli consentono una visione meno ideologizzata e sempre più liberale della sua parte politica. Dirgli di no sulle realizzazioni ed evitare le riflessioni che le migliorano, serve a divaricare posizioni che non sono più conciliabili.I suoi avversari sono stati detronizzati da una naturale trasformazione del pensiero politico primigenio e sono destinati a un destino mitologico che li confina , come nel contrappasso dantesco, a desiderare la caduta di chi resta al comando e d’insidiare la sua persona con ripetuti tentativi infruttuosi. Da parte sua De Luca ha la “croce” di avversari che combattendolo lo fortificano, continuando ad essere persone isolate che, come flatus vocis, sono destinate ad emettere soltanto suoni e carte bollate. Costoro cercano “compagni al duol” per avere la forza politica che non raggiungono perché spesso gli obiettivi sono confusi e perdenti. Li immagino a fare una continua danza della scarogna, che finisce per fortificare il loro avversario. Ignorano che,nella “sinistra” di un tempo, Caino non cercava alleati per i suoi obiettivi! La lista dei nemici di De Luca si allarga ma non si struttura, non riesce a rappresentarsi come alternativa. Non sono alternativa politica perchè non riescono al voto ad avere la meglio, ciò che é peggio é promettere quello che non sanno fare: restare uniti come oppositori sulle grandi opzioni programmatiche per la città. Ovviamente su questo obiettivo non mi cimento a fare ipotesi perché le aspirazioni umane sono imprevedibili, imperfette e miserevoli, talvolta da non garantire il risultato agognato! La politica é sorpresa e tradimento ma anche tanta delusione! Dispiace che tra tanti liberi pensatori vi sono persone di effettivo spessore che potrebbero dare tanto alla città. Lo scontro ideologico e programmatico sé é vero che é l’anima di un corpo sociale e politico é altrettanto vero che sacrifica quel bisogno di confronto e dialogo che fa tanto bene alle istituzioni civili. Per farlo occorre deporre la fionda ed evitare di vedere in giro soltanto nemici. Anche tra avversari si può parlare e si può maturare una dimensione di collaborazione che promuove la qualità delle idee e delle realizzazioni. Per farlo bisogna dismettere la logica odiosa dello scontro frontale, occorre una grande risorsa morale e politica,bisogna recuperare valori risorgimentali di riportare al centro le risorse necessarie per costruire una grande dimensione inclusiva, dove ognuno mette a disposizione il meglio. Non vuol dire evitare la critica, vuol dire non rivestirla di quell’odio sociale che vuole la distruzione dell’altra parte. Questa non é politica, questa é guerra sanguinaria e fratricida, fine a se stessa, che cerca la sopraffazione. Salerno ha bisogno di tutti, in questa fase, come un anno zero, su cui costruire un grande progetto per il bene della città ed abbattere inutili odi antichi! Basta crederci e volerlo!






