Salvatore Memoli
Nei secoli scorsi la nostra città ha registrato la presenza di grandi gruppi industriali che si sono fortificati con le loro attività, integrando con le attitudini di buoni capitani d’azienda le provette capacità di numerosi lavoratori salernitani che hanno avuto grandi meriti per lo sviluppo di un significativo apparato industriale. Accanto alla storia industriale degli svizzeri a Salerno, soprattutto nella Valle dell’Irno e, quindi, a Fratte, il nostro territorio ha visto crescere e fortificarsi numerosi gruppi industriali. Negli anni la benemerita Camera di Commercio, Industria ed Artigianato ci ha documentato le tappe salienti di imprenditori salernitani che hanno occupato posti di rilievo nei mercati delle loro aree di competenza. Sembrava prevalere un sentimento sano di protezione delle imprese, nella consapevolezza dei loro ruoli occupati e degli spazi ottenuti nei mercati delle loro epoche, con le ricadute di benefici economici ed occupazionali. Nel tempo gli Industriali campani hanno costituito un’Associazione I Centenari, una sorte di Registro delle Aziende più datate. Tra esse ci sono aziende Salernitane tra cui quella che si occupa delle attività marittime Autuori. Una lunga storia di presenza e di attività, apprezzate da tutti che tramanda una tradizione piena di valori produttivi, dietro la quale c’è la storia delle persone. In ogni campo Salerno ha avuto imprenditori valenti che hanno tramandato ai figli ed alla storia una vita di impegni, di valori e di sacrifici che hanno coniugato con le disponibilità delle maestranze. Nel lontano primo mandato di Sindaco di De Luca mi capitava di accompagnarlo nella visita di aziende salernitane. In una fi queste aziende, guidata con bravura dalla famiglia Greco, amici che ci invitarono a conoscere il ciclo produttivo aziendale ed anche la distribuzione che raggiungeva molti paesi nel mondo, De Luca, dopo aver ascoltato con attenzione tutti, tenne il famoso discorso nell’Assemblea aziendale con le maestranze. Con serietà e convinzione si spinse nell’invogliare la direzione aziendale a coprire nuove aree di produzione ed espansione dei mercati, sottolineando di avere il coraggio di ” arricchire le risorse aziendali”, unica garanzia di benessere per tutti e per i lavoratori. De Luca semplificava linguaccio e contenuti di una lotta di classe acerba tra contrapposte realtà quella operaia e quella industriale. “Arricchitevi”, non era un invito a perpetuare il solco di una naturale diversità di ruoli sociali ed economici. Era il grido e il riconoscimento che dietro un impresa c’è una funzione sociale della ricchezza che serve all’organizzazione e garantisce la tranquillità dell’attività e dei posti di lavoro. Arricchitevi non per creare accumuli di ricchezza passiva per il benessere individuale dell’imprenditore. Arricchitevi inteso come “prendete contezza di tutti gli strumenti di un’avventura imprenditoriale sociale che sta nei parametri degli avamposti della redistribuzione dei beni prodotti”. Non sono l’esegeta delle parole di Vincenzo De Luca, sono il testimone di quella intensa mattinata in fabbrica ad ascoltare tutti e a cercare di capire come il Comune può incoraggiare l’impresa. Sono convinto che bisognerebbe recuperare quelle energie di allora per superare un solco terribile creato a Salerno tra imprenditori e città. In tanti punti la mancanza di dialogo e di aiuti ad un’imprenditoria che ha anche troppa storia dalla sua parte e che deve rinnovarsi, rende difficile la gestione di molti temi che preoccupano i cittadini. Anche in questo campo il Sindaco può e deve usare tutta la sua intuizione per rivitalizzare settori troppi importanti per Salerno.





