Mons. Mario Salerno
“Semplici sacerdoti, di cui prendersi cura con grande paternità”. Sono parole di papa Leone XIV ai vescovi spagnoli e che ovviamente varrebbero per tutti. Ma per tanti sono parole al vento! Semplici sacerdoti, persone e non personaggi. Semplici sacerdoti che non hanno grilli per la testa, che non fanno incetta di incarichi e di nomine “prestigiose”, ma che vivono nel silenzio operoso il loro ministero, dentro le comunità loro affidate, guidate nella quotidiana fatica del servizio umile e generoso. Semplici sacerdoti, che non si lasciano traviare da lusinghe mediatiche di fama e notorietà e perciò tante volte dimenticati, scartati, trattati con indifferenza e lasciati soli nelle loro lunghe “notti oscure”, che non si eludono ma si attraversano con spirito di fede. Semplici sacerdoti, perché liberi, fuori da ogni cordata e lontani dal Palazzo e relativi “cerchi magici”, consapevoli di quanto affermava Santa Teresina di Lisieux, nelle sua “Piccola via: non cercare di attirare a te i cuori degli altri ma conducili a Dio da servo inutile”. Quanto è lontana e abissale la differenza con quelli che, invece, introducendosi in comunità nuove, si presentano: “ora dovete abituarvi alla mia persona”! dimenticando che tutti, preti e laici, dobbiamo abituarci ad una sola Persona: il Signore Gesù! La pastorale si gioca tutta qui. Se si sceglie o si subisce l’idea di “personalizzazione” e “padronanza” (sacerdotale o episcopale che sia) del ministero a discapito della Parola che spinge sul senso di “amministrazione” di ciò che non è tua proprietà, le polemiche e le lamentele sono solo strumentali e non fanno bene a nessuno. Ho letto tanti commenti sui trasferimenti salernitani di questi ultimi anni che lasciano molto perplessi ma ce n’è uno che mi ha particolarmente colpito: “ diversità personale di talenti, mozioni, e attitudini. Ci sono tanti preti che bisogna spostare, dove distruggono le Comunità”! pesante certamente ma direi anche molto realistico e se ne parla con cognizione di causa. Talvolta si ha l’impressione che le parrocchie siano considerate buchi da tappare e che i preti vengano visti semplicemente come tappabuchi, senza discernere i vissuti comunitari e la Io personalmente ringrazio il Signore per avermi dato luce e non ho atteso decisioni dall’alto. Questo dà tanta serenità, non certo senza amarezze e delusioni ma sempre attraversate con quella Grazia, che, sola, ci deve bastare. Penso che valgano per tutti le parole di papa Leone XIV, nel suo viaggio apostolico in Spagna: “ Anche quando il cammino è difficile, non smettere di scegliere il bene: ogni passo nella verità lascia un segno che il tempo non cancella. Se oggi vedi i tuoi limiti, non scoraggiarti. Dio non cerca perfezione immediata, ma un cuore sincero che ogni giorno ricomincia. Continua ad essere fedele al giusto, anche quando nessuno se ne accorge. La coerenza costruisce in silenzio la tua grandezza e apre strade di speranza per te e per chi ti incontra”.





