“Erasmus per tutti, non solo per ricchi e universitari”: il Movimento Euromò e il suo portavoce nazionale, Rocco Tiso, lanciano la sfida per l’“Erasmus Universale”. Il Movimento per l’Europa Unica – Euromò intende infatti denunciare “i limiti dell’attuale modello europeo, che esclude lavoratori e anziani, e propone una riforma radicale: la mobilità deve diventare un diritto di cittadinanza per ogni fascia d’età. Il programma Erasmus+, da oltre trent’anni celebrato come il fiore all’occhiello dell’integrazione europea, si è trasformato nel corso del tempo nel testimone delle contraddizioni di un’Unione frammentata e distante dai suoi cittadini. Quella che doveva essere una misura universale è oggi, nei fatti, un privilegio per pochi, un sistema che perpetua disuguaglianze e favoritismi, tradendo lo spirito originario del Manifesto di Ventotene. Il Movimento per l’Europa Unica – Euromò esprime profonda preoccupazione per l’attuale impianto della mobilità europea ed è pronto a dare battaglia per una sua totale riscrittura. Non possiamo più tacere di fronte a un’Europa che fa retorica sui giovani ma esclude la maggioranza dei suoi cittadini”, dichiara il Portavoce nazionale di Euromò, Rocco Tiso. Che, poi, sottolinea: “Oggi l’Erasmus copre solo una frazione minima dei costi reali, scaricando il peso economico sulle famiglie ed escludendo chi ha meno risorse. Ma il vero limite è un altro: perché la conoscenza, l’integrazione e lo scambio culturale devono essere riservati solo agli studenti universitari?. Di fronte a un continente che invecchia e a un mondo del lavoro in continuo mutamento, dunque, proponiamo il passaggio immediato dal modello attuale a un “Erasmus Universale”. Un diritto che deve aprirsi concretamente a tre categorie oggi dimenticate da Bruxelles: i lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno il diritto di riqualificarsi e formarsi all’estero attraverso tutele e congedi retribuiti; i cittadini della terza età (Senior), per favorire l’invecchiamento attivo, lo scambio di competenze e l’inclusione sociale. Infine, gli studenti e i giovani meno abbienti, attraverso la copertura totale (100%) dei costi della vita e la creazione di studentati pubblici europei per sottrarli alla speculazione immobiliare. Una ultima riflessione: la democrazia si nutre di ascolto e di dissenso costruttivo. Se i rappresentanti del Parlamento Europeo continueranno a difendere scelte antisociali ed escludenti, diventerà sempre più difficile giustificare ai cittadini l’utilità di questa Unione. In questo contesto Euromò avvia da oggi una campagna di sensibilizzazione pubblica per restituire l’Europa ai suoi legittimi proprietari: i cittadini, di tutte le età”, chiosa Rocco Tiso.
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