Di Antonio Manzo
“Ma perché queste transenne che impediscono l’accesso al lido Universo Beach? E’ impossibile, vogliamo più vigilanza” dicono gli ignari bagnanti dinanzi al divieto imposto dal Comune dopo la verifiche effettuate sui materiali utilizzati per il ripascimento, risultati, secondo quanto riportato nella nota del commissario prefettizio Vincenzo Panico, che non sono conformi alle prescrizioni previste dal capitolato d’appalto del milionario intervento ambientale. Stop ai lavori di ripascimento sul litorale tra Pastena e Torrione dove si è insediato qualche imprenditore che avrebbe deciso di truccare il ripascimento. E, stiano attenti i bagnanti a chiedere maggiore vigilanza perché potrebbe scattare il primo, significativo blitz dell’appena inaugurato “Nocs” (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza) temporaneamente salernitano e aggregato in quota Polizia Municipale e non della Polizia di Stato.. E proprio nel giorno storico del rientro al Comune del rialletto sindaco Vincenzo De Luca in occasione della giornata di festa della Repubblica potrebbe nascere un atto di gemellaggio al suono dell’Italia unita. Salerno e Cagliari sono le due città italiane vittime del ripascimento mancato con l’aggravante che per Cagliari la Cassazione ha condannato l’ex presidente della Provincia di Cagliari, Sandro Balletto, e altre sette persone a pagare 2.870.757 euro per il disastroso ripascimento del Poetto spiaggia cagliaritana. La sentenza è esecutiva: quei soldi vanno dati. Per ciascuno degli otto condannati, sono state anche stabilite le cifre precise della sanzione pecuniaria: Balletto dovrà pagare 143.528 euro così come anche i direttori dei lavori. A Salerno storia diversa, invece, è stato beffato un coraggioso cittadino di Mercatello il primo che denunziò il sospetto di un gigantesco imbroglio dietro il ripascimento senza sabbia ma con materiale di risulta A Cagliari la storia del ripascimento che cancella per sempre la sabbia bianchissima del Poetto comincia nel 2001, a Salerno nel 2020. L’arenile si sta restringendo e il Comune decide di intervenire con aggiunta di sabbia. Studi scientifici e relazioni abbondano su come procedere nei lavori ma non sono noti. Invece, sarebbe stata “avallata la violazione di precise norme del capitolato d’appalto, le quali, per coniugare la difesa della costa con la salvaguardia dell’aspetto estetico del litorale, avevano posto quale condizione ineludibile l’impiego di materiale il più possibile corrispondente a quello preesistente” scrivono i giudice della Casazione. Le stesse parole potrebbero essere utilizzate a Salerno dove sul litorale, come sulla spiaggia cagliaritana, del Poetto è invece comparso una sorta di terriccio scuro che ha fatto sparire il bianco. Le criticità riguardano sia il tratto di spiaggia già aperto al pubblico la scorsa estate, finito al centro di numerose contestazioni, sia la nuova area ancora in fase di realizzazione, Tra le imprese realizzatrici la Rcm Costruzioni di Elio Rainone si aggiudica i lavori relativi agli interventi di difesa, riqualificazione e valorizzazione della costa del Comune di Salerno per il tratto di spiaggia che va da Pastena (zona Polo Nautico) fino a Torrione (Torre Angellara). Sì l’impresa Rainone al centro, insieme ad altri imprenditori del cemento tra cui Citarella e Milito, finita nell’inchiesta, poi archiviata, prodotta dalla denunzia del cittadino di Mercatello. L’archiviazione chiesta e ottenuta dal Pm Claudio Rinaldi si basa dopo la tormentata inchiesta sulla presunta devastazione ambientale accertata dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri finita poi, per la Guardia di Finanza, in una inesistente turbativa d’asta che era stata addebitata solo all’impresa Milito. Eppure la denuncia verteva sul timing dei lavori del ripascimento tra i ritardi accumulati durante l’esecuzione dell’opera e la mancanza di forniture adeguate per garantire il completamento nei tempi stabiliti. L’amministrazione comunale di Salerno via verifiche per assicurare il rispetto degli standard qualitativi dell’intervento, così come è assicurato al momento della connessione dell’appalto fatta, oltre all’offerta economica, anche valutando un campione di sabbia di mare esibito dall’impresa a testimonianza della futura qualità dell’intervento. Tra le imprese del ripascimento salernitano c’è anche l’Infratech Consorzio Stabile di Sant’Agata Militello di Messina (Via Amari) per ripascimento e riqualificazione della costa a Salerno: al consorzio siciliano vengono aggiudicati i lavori dell’Ambito 2, quelli che interessano il tratto che va dal Polo Nautico alla foce dell’Irno. L’appalto è stato ottenuto grazie ad un ribasso del 26,41% sul prezzo a base d’asta per un totale di 34 milioni 374mila euro. Ma il Tar Salerno annulla il contratto per l’appalto integrato relativo ai lavori di valorizzazione costiera , nel tratto tra il Marina d’Arechi e la foce del Torrente Fuorni. Lo stabilisce la sentenza n. 393/2025 del Tar Salerno che ha rigetta il ricorso principale, ma accoglie quello per motivi aggiunti, sancendo la nullità del contratto per violazione dello stand still, cioè del periodo dilatorio tra l’aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto, come previsto dal nuovo Codice degli Appalti. Al centro della vicenda c’è la partecipazione di una ditta colpita da interdittiva antimafia all’interno della consorziata che si aggiudica l’appalto, impresa Eurosaf. . Ma il Tar stabilisce che l’interdittiva è arrivata successivamente all’aggiudicazione dell’appalto (13 dicembre 2024), mentre il provvedimento antimafia è stato emesso il 16 dicembre 2024. L’impresa Eurosaf fa parte delle cordate vincitrici dei lotti relativi alle aree comprese tra la foce dell’Irno e il Polo Nautico e tra il Marina d’Arechi e il torrente Fuorni. I lavori del’Ambito 3 saranno realizzati da Rcm Rainone, dalla Milito R Srl Cooptata di Cava de’Tirreni e Sepam Srl. Stralcio e secondo lotto costeranno 9.748.803, 33 euro per lavori che interessano il tratto di litorale salernitano compreso tra il Polo Nautico e le strutture sanitarie in località Torre Angellara. La società di Rainone può iniziare i lavori dopo che il Tar boccia il ricorso dell’azienda di Napoli, la ditta Cem arrivata seconda in graduatoria, in merito al bando per l’affidamento dei lavori di ripascimento del litorale salernitano. La ditta contesta i criteri utilizzati dal Comune di Salerno per l’attribuzione dei punteggi e dunque per l’aggiudica dell’appalto. Ii giudici del Tar considerano improcedibile il ricorso e così la ditta Rainone, dunque, può procedere con l’avvio del cantiere da 9,7 milioni di euro¬¬





