Eboli: Eboli, Attila non si ferma neppure dinanzi "ai platani del conte" - Le Cronache Attualità
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Eboli: Eboli, Attila non si ferma neppure dinanzi “ai platani del conte”

Eboli: Eboli, Attila non si ferma neppure dinanzi “ai platani del conte”

Di Antonio Manzo

Attila ha promesso che non si fermerà .Pronto a sterminare il verde della città, senza alcun rispetto per i “platani del Conte” gli stessi che c’erano a via Dandolo a Varese. Mario Conte il sindaco che casualmente porta il cognome dello stesso nobile varesino che vide distrutto il patrimonio arboreo che aveva donato alla città intende rassicurare i residenti e gli ambientalisti oltre che il dissenso politico da destra e sinistra. E dice: “l’ abbattimento degli alberi è stato purtroppo necessario, nonostante gli sforzi e le indicazioni ‘politiche’ per evitare questo triste epilogo”. Le rassicuranti parole del sindaco non fermano la protesta dei residenti a via Gonzaga e a piazza Carlo Levi oltre che dei partiti di sinistra come Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e Eboli Responsabile ,il gruppo politico convertitosi all’opposizione dello steso Conte proprio sui temi ambientali. Il sindaco vuole essere preciso e dati alla mano sostiene che “ in complesso il progetto prevede 66 tra cespugli e roseti e 120 tra siepi e arbusti, oltre a 32 alberi di diverso fusto, una dotazione di alberi e verde ben più consistente di quanto attualmente presente. Noi siamo per il verde e la sicurezza non per la contemplazione degli arbusti”. La città non è nuova a proteste per la difesa degli alberi. Nel 2019 un gruppo politico Riformisti invitava il sindaco Cariello ad evitare diffuse e incontrollate devastazioni arboree. Era lo steso sindaco che quattro anni prima aveva dotato la città del primo “piano regolatore verde” con gli agronomi Michele Biondi e Jolanda Busillo che poi ritroveremo anche come consulente della giunta Conte. Ora dietro la formula magica rigenerazione urbana, fuori da ogni contesto di programmazione, si avvia la distruzione d 30 platani per far posto ad una nuova cementificazione urbana. “Gli alberi non si toccano, sono arredi urbani insostituibili e non possono essere compensati in tempi brevi con nuove piantumazione” scrivono le forze di sinistra. Accanto a loro le proteste di Fratelli d’Italia, mente di entrambi i versanti c’è il principio che gli alberi non si toccano e che invece, qualsiasi intervento va fatto con valutazioni multidisciplinari. “La sola relazione agronomica non può esser considerata sufficiente per giustificare abbattimenti di alberature adulti” dice Carlo Moscariello, geologo divenuto il punto d riferimento dei cittadini che protestano. Dice il sindaco Conte: “ Le specie che saranno scelte dovranno integrarsi con l’ambiente urbano e non costituire pericolo per la cittadinanza. ma solo ed esclusivamente per garantire la sicurezza di cose e persone” tutto in un quadro di programmazione urbanistica da decenni è affidato ad un docente dell’università di Salerno che beneficia ormai del reddito ebolitano continuando a fare il suo lavoro senza esito. Scrisse Adriano Celentano all’allora sindaco di Milano Pisapia contestando lo sterminio dei platani alla stazione centrale: «Nulla, eccetto il cuore egoistico dell’uomo, vive solo per sé. Né l’uccello che fende l’aria né l’animale che si muove sul terreno: tutti si rendono utili ad altre vite. Non vi è foglia della foresta o umile filo d’erba che non svolga il suo compito. Ogni albero, arbusto o foglia elabora e trasmette quegli elementi di vita senza i quali non potrebbero susssistere né uomini né animali”. Parole e pensieri non comprese da Attila a Milano come a Eboli.