di Alfonso Malangone*
Rassicuranti. Sono davvero rassicuranti le parole pronunciate da uno dei tre Commissari Prefettizi, riportate dal Mattino, sulle prospettive future della Città. Cioè, chi avesse ancora un ultimo dubbio sulla sua condizione finanziaria, magari pure ascoltando le dichiarazioni di illustri esponenti della politica, può stare sereno. Ci aspettano Bilanci equilibrati e sostenibili, benché ci sia il peso di un Disavanzo di 100milioni di euro che, però, dovrebbe ridursi a 83milioni a fine anno. Nell’articolo si legge che questo risultato sarà realizzato mediante una rimodulazione del Patto salva Città basata su alcuni principali provvedimenti: aumento dell’addizionale comunale Irpef all’1,2% dall’1,1% attuale, già la più alta d’Italia, benché secondo i patti sottoscritti oggi dovrebbe essere allo 0,9%; incremento della tassa di imbarco a 2euro, ex 1,50, e dell’imposta di soggiorno di 1euro per ogni categoria (4euro per le quattro stelle, ex 3); prelievo di utili dalla Holding Salerno Sistemi nella misura di 3milioni annui per tre anni. Così, si legge ancora, non sarà necessario vendere una sola pietra del patrimonio pubblico o, meglio, di quel poco che resta. In definitiva, nonostante il contributo concesso dal Governo che, fino al 2033, verserà 64milioni in quote annuali di 8-9milioni, la parte del leone per il riequilibrio la dovranno recitare ancora i cittadini con ulteriori sacrifici oltre quelli fino ad ora sostenuti. Senza dire del recente aumento in capo alle categorie più deboli del trasporto scolastico dei bimbi e del contributo mensa. Per quest’ultimo, in particolare, è ora previsto il pagamento di 1,30euro a pasto per i nuclei con ISEE 0, sì proprio ZERO, che prima versavano un fisso mensile di 5 euro. Cioè, con un reddito di 15.000 euro, al lordo del fitto di casa, corrispondente salvo errore a un ISEE di prima fascia, si dovranno pagare circa 30euro al mese per far mangiare i bimbi. Bene! Ovviamente, non resta che prendere atto delle scelte e restare in rispettoso silenzio nell’attesa dei risultati promessi. Epperò, sulla questione del dividendo da parte della Holding non si può fare a meno di esprimere una qualche sorpresa per il livello ottimistico della previsione, forse degna di un buon libro di favole. Va detto, in primo luogo, che nel Bilancio del Comune al 31/12 scorso è presente un credito verso la Società per dividendi non riscossi pari a 6milioni di euro. Quindi, una domanda è naturale: “perché non si comincia ad incassare questi”? Poi, trattandosi di attività con gestioni variabili nel tempo, va aggiunto che appare difficile garantire per gli esercizi futuri utili sufficienti a rilasciare dividendi così elevati. Basti pensare che a fine 2024, ultimo Bilancio disponibile, il dividendo di 2,5 milioni venne fuori da utili per 5,8 milioni frutto in buona parte di fatturazioni nei confronti delle società del gruppo delle cosiddette attività di ‘service’, cioè di prestazioni di consulenza, e di distacchi di personale. Quindi, l’incremento del risultato sarà possibile solo premendo sulle società che, a loro volta, saranno costrette a far crescere il costo dei servizi resi. Gira-gira, saranno comunque i cittadini a pagare. Ad esempio, sempre nel 2024, alla Salerno Energia Vendita furono addebitati costi della specie per 838.760,95euro, alla Salerno Mobilità per 284.254,50, alla Servizi Utility per 170.499,96, alla Reti Gas per 573.999,96 e, udite-udite, alla Servizi Idrici per ben 1.941.164,60. E, quindi: “che tipo di prestazioni sono state fornite?” Ma, pur riconoscendo la presenza di queste voci, quello che nel Bilancio impensierisce per davvero è la fonte della quota preponderante dei ricavi, pari a 5,7milioni, per realizzare l’utile finale di 5,8. Quei ricavi, infatti, furono prodotti dalla rivalutazione contabile delle quote di partecipazione nelle società del gruppo. Che significa? Significa che se prima una società era valutata in Bilancio, mettiamo, a 10 euro, che poi si porta a 12, si è creato contabilmente un ‘guadagno’ di due euro che, però, è solo ‘a numeri’ perché da quell’incremento non sarà generato alcun flusso finanziario in entrata. Domanda: “se non entrano i soldi, come si possono pagare i dividendi quantificati in base a semplici numeri?” Per farlo, magari, sarà necessario ricorrere a qualche Banca impegnandosi a rimborsare il prestito nel futuro. Però, sempre nel Bilancio 2024, è scritto che i debiti da pagare erano pari a 9,8milioni, compresi i dividendi non versati al Comune, e che i flussi reali della Cassa nell’anno avevano solo “coperto il fabbisogno per gli investimenti” e “permesso il rimborso dei debiti di finanziamento”. E, purtroppo, se si va a ritroso, la situazione non cambia di molto. Altra domanda: “se appare difficile, salvo errore, versare i 6milioni di dividendi pregressi, come si può sperare di incassarne altri 9 nei prossimi tre anni?” Trattandosi di materia complessa, non è il caso di andare oltre. Tuttavia, una rettifica, un commento, un rimprovero da parte dei Commissari sarebbero accolti con favore e, poiché errare è umano, sarebbero presentate tutte le scuse. Nell’attesa, si può solo dire che è certamente degna di lode la diffusione di parole incoraggianti sul futuro di questa ‘povera’ Città, ma sarebbe gradito il supporto di elementi più confortanti come, magari, una ferma rassicurazione circa il puntuale recupero dei Residui Attivi, cioè di tutti i Crediti non riscossi, che al 31/12 scorso erano pari a 457,1milioni di euro, di cui 155milioni vecchi di cinque anni e, quindi, prossimi alla prescrizione. Ci sono, tanto per dire: cartelle per la spazzatura per 92milioni, multe per 48,3milioni, Imu per 50milioni, fitti per 5,4milioni, canoni pubblicità per 1milione, i 6milioni dovuti dalla Holding e decine di contributi regionali di varia natura. In definitiva, sembra che la situazione sia ben diversa da quella raccontata e che poco si possa stare sereni. Però, se è comprensibile che dai politici vengano raccontate le favolette per bambini, appare inopportuno che da rappresentanti dello Stato siano utilizzate parole dolci per far ingurgitare l’amaro di provvedimenti necessari per riequilibrare una barca sbandata nella quale potrebbero esserci molte falle, forse tappate con la plastilina o ricoperte con lo stucco. I cittadini debbono sapere se i numeri del Bilancio sono veri, certi e reali. Da quanto ricostruito, sembra davvero difficile. Facendo salvo ogni errore. In definitiva, come d’uso, sono sempre i cittadini onesti a dover sostenere i sacrifici per risanare gli effetti di gestioni sventurate che hanno causato centinaia di milioni di debiti senza vantaggi in termini di benessere e di qualità della vita. Peraltro, chi ne è stato parte attiva è pure fuggito con la stessa velocità con la quale, magari, si scappava dalla mamma per non avere uno scappellotto, che oggi neppure si dà, o dal luogo dello stupro da parte di un aggressore, che oggi neppure viene punito. In un mondo che cambia e tutto concede, una sola cosa è sicura: dalle rape non si cava il sangue, ma dai cittadini è sempre possibile farlo. A meno che qualcuno non pensi che siano assimilabili alle rape. Fare chiarezza sul Bilancio è una delle priorità. Salerno ha bisogno di un amore infinito. *Ali per la Città P.S.: si fa salvo ogni errore.





