Leone XIV, da Pompei grido di pace nel mondo - Le Cronache Ultimora
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Leone XIV, da Pompei grido di pace nel mondo

Leone XIV, da Pompei grido  di pace nel mondo

Di Antonio Manzo

Per una “pace disarmata e disarmante”. A Pompei e Napoli saranno le stesse parole di Papa Leone XIV che pronunciò al momento della sua prima benedizione papale al popolo nello stesso giorno dell’8 di maggio quando, un anno dopo, celebrerà la Supplica alla Madonna di Pompei. La visita che comincia oggi sotto il segno di felici coincidenze segnerà la vita della Campania e del mondo proprio nei giorni della turbolenza planetaria ispirata da democrazie in bilico e conflitti di guerra. A poche ore dal difficile incontro con il segretario di Stato americano Rubio, il Pontefice rilancia l’appello al mondo significativamente dalla piazza di Pompei dove 150 anni fa fu posta la prima pietra  del santuario mariano voluto dall’avvocato santo, Bartolo Longo. E lì Pompei  che è custode mondiale del Santo Rosario celebrato nella sua prima apparizione dalle parole di papa Leone XIV giusto un anno fa.

Papa Leone XIV dovrebbe parlare i tre momenti: in mattinata con un saluto ai vescovi campani nella cappella Bartolo Longo e poi in due discorsi in Cattedrale a Napoli e in piazza Plebiscito «Il santo padre ci fa un dono specialissimo, che vogliamo accogliere con il cuore pieno di gratitudine, affinché la nostra comunità diventi sempre più santuario di luce, scuola di preghiera e roccaforte di pace», ha affermato l’arcivescovo-prelato e delegato pontificio di Pompei, Tommaso Caputo, in un’intervista ai media vaticani.

 

Il legame tra papa Prevost e Pompei è stato chiaro fin dall’inizio, dalle prime parole pronunciate dal pontefice, l’8 maggio 2025, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni, subito dopo l’elezione, quando ricordò che quello era il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. E ancor di più dal nome scelto, Leone, che richiama immediatamente Leone XIII, il papa del Rosario, che fu il primo e più grande sostenitore dell’opera di San Bartolo Longo, il fondatore di Pompe  che nel predecessore di Laone XIV trovò l’alleato difensore del Vaticano.  Ed è stato proprio Leone XIV a canonizzare santo Bartolo longo.

Il primo incontro, subito dopo l’atterraggio, sarà con quello che lo stesso Longo definiva “Il tempio della carità”, che lui stesso volle edificare accanto al santuario, “Il tempio della fede”.

 

 

L’8 maggio migliaia di persone parteciperanno alla messa, raccogliendosi attorno al vicario di Cristo, per essere confermati nella fede, ascoltare parole di speranza, in questo momento di grave disordine mondiale, e sentirsi rafforzati nel proprio impegno di carità.

 

Alle 15.00, il papa si recherà a Napoli, per incontrare il clero, i religiosi e le religiose nel duomo di San Gennaro e, successivamente, per incontrare la cittadinanza in piazza Plebiscito. Sabato 23 maggio sarà, poi, ad Acerra, per confermare l’impegno della Chiesa e della società civile nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

La Campania è stata scelta per la prima visita in Italia del papa.

 

 

 

Il legame tra papa Prevost e Pompei è stato chiaro fin dall’inizio, dalle prime parole pronunciate dal pontefice, l’8 maggio 2025, affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni, subito dopo l’elezione, quando ricordò che quello era il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei. E ancor di più dal nome scelto, Leone, che richiama immediatamente Leone XIII, il papa del Rosario, che fu il primo e più grande sostenitore in Vaticano dell’opera di San Bartolo Longo, il fondatore di Pompei, assieme alla moglie, la contessa Marianna Farnararo De Fusco. Inoltre, papa Leone XIV ha canonizzato Bartolo Longo lo scorso 19 ottobre.

Il primo incontro, subito dopo l’atterraggio, sarà con quello che lo stesso Bartolo Longo definiva “Il tempio della carità”, che lui stesso volle edificare accanto al santuario, “Il tempio della fede”. Circa quattrocento persone: bambini, ragazzi, mamme e donne in difficoltà, poveri, anziani, persone con disabilità, accolti nelle varie opere sociali fondate da Longo, aggiornate nel tempo e ancora attive, si ritroveranno con il papa e tre di loro gli racconteranno la propria piccola storia, parte di una grande storia di rinascita, che da 140 anni ha cambiato il volto di questa valle, una volta desolata e ora viva e vivificante.

.Alle 15.00, il papa si recherà a Napoli, per incontrare il clero, i religiosi e le religiose nel duomo di San Gennaro e, successivamente, per incontrare la cittadinanza in piazza Plebiscito. Sabato 23 maggio sarà, poi, ad Acerra, per confermare l’impegno della Chiesa e della società civile nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

La Campania è stata scelta per la prima visita in Italia del papa.