Pagani. A 72 ora dall’omicidio del pizzaiolo paganese Francesco Sessa, avvenuto a Ibiza mercoledì pomeriggio, la giudice della sezione istruttoria numero 3 del Tribunale della località delle Baleari, Carmen Martín, ieri sera ha ordinato la carcerazione preventiva comunicata e senza cauzione per l’unico arrestato in relazione all’accoltellamento mortale avvenuto mercoledì scorso a Ibiza, in una strada di Platja d’en Bossa, in pieno giorno. Si tratta del 45enne originario di Avellino Annibale Damiano che si è difeso dalle accuse spiegando che era a tutt’altra parte dell’isola come testimoniato anche dal suo datore di lavoro. Ma nonostante questo il magistrato ha deciso per la detenzione. Lo ha fatto alla scadenza del termine legale di 72 ore per rimettere in libertà il detenuto o, al contrario, disporne il trasferimento in carcere. Dopo un’udienza iniziata alle 9:30 di ieri presso i tribunali di Ibiza e protrattasi per oltre sei ore, la giudice ha inviato l’accusato in prigione. Di conseguenza, alle 16:30, l’uomo ha fatto il suo ingresso nel Centro Penitenziario di Ibiza. Sessa era pienamente integrato a Ibiza, dove lavorava in una nota pizzeria del centro città.
Il presunto omicida, che risiede anch’egli a Ibiza e lavora in un’azienda di noleggio auto, e la vittima si conoscevano precedentemente. Solo poche settimane fa avrebbero condiviso un viaggio insieme ad altri amici. Tuttavia, al momento resta ignoto il movente che avrebbe spinto il presunto omicida Damiano ad accoltellare mortalmente Francesco Sessa in via Alzines, a Platja d’en Bossa, davanti alla sede dell’associazione dei vicini e al bar El Campito. La vittima, che presentava una ferita da taglio al torace, si è accasciata in strada alle 16:30. Nonostante le manovre di rianimazione effettuate dai sanitari per oltre un’ora, è stato possibile solo constatarne il decesso.
Mentre ieri si è tenuta l’udienza, una collega di lavoro di Damiano ha assicurato che è impossibile che l’uomo sia l’assassino poiché, secondo la sua versione, all’ora del delitto si trovava all’aeroporto di Ibiza per consegnare un’auto a un cliente. Secondo questa testimonianza, l’accusato era “molto tranquillo” prima di comparire davanti alla giudice. “Non ho motivo di essere qui, non ho fatto niente”, avrebbe dichiarato prima della decisione del tribunale. Anche l’avvocato difensore si era mostrata ottimista durante la pausa dell’udienza, facendo leva sulla testimonianza di una donna che avrebbe visto Francesco discutere con due uomini (nessuno dei quali sarebbe il detenuto) poco prima del fatto.
Il presunto omicida, che risiede anch’egli a Ibiza e lavora in un’azienda di noleggio auto, e la vittima si conoscevano precedentemente. Solo poche settimane fa avrebbero condiviso un viaggio insieme ad altri amici. Tuttavia, al momento resta ignoto il movente che avrebbe spinto il presunto omicida Damiano ad accoltellare mortalmente Francesco Sessa in via Alzines, a Platja d’en Bossa, davanti alla sede dell’associazione dei vicini e al bar El Campito. La vittima, che presentava una ferita da taglio al torace, si è accasciata in strada alle 16:30. Nonostante le manovre di rianimazione effettuate dai sanitari per oltre un’ora, è stato possibile solo constatarne il decesso.
Mentre ieri si è tenuta l’udienza, una collega di lavoro di Damiano ha assicurato che è impossibile che l’uomo sia l’assassino poiché, secondo la sua versione, all’ora del delitto si trovava all’aeroporto di Ibiza per consegnare un’auto a un cliente. Secondo questa testimonianza, l’accusato era “molto tranquillo” prima di comparire davanti alla giudice. “Non ho motivo di essere qui, non ho fatto niente”, avrebbe dichiarato prima della decisione del tribunale. Anche l’avvocato difensore si era mostrata ottimista durante la pausa dell’udienza, facendo leva sulla testimonianza di una donna che avrebbe visto Francesco discutere con due uomini (nessuno dei quali sarebbe il detenuto) poco prima del fatto.
Intanto la famiglia di Francesco si trova a Ibiza, dove è giunta il giorno successivo all’omicidio. I familiari rimarranno sull’isola probabilmente fino a martedì per sbrigare le ultime pratiche, assistiti dal viceconsolato onorario d’Italia.
Tuttavia, la rimpatrio della salma richiederà più tempo.
Tuttavia, la rimpatrio della salma richiederà più tempo.





