Marenghi, candidato sindaco del centrodestra a Salerno: il valore dell’unità della coalizione - Le Cronache Salerno
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Marenghi, candidato sindaco del centrodestra a Salerno: il valore dell’unità della coalizione

Marenghi, candidato sindaco del centrodestra a Salerno: il valore dell’unità della coalizione

Gherardo Maria Marenghi, candidato sindaco del centrodestra a Salerno, sottolinea il valore dell’unità della coalizione come base per offrire un’alternativa politica solida e credibile. Centrale il tema delle risorse, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della spesa senza aumentare la pressione fiscale. Sul piano culturale, inoltre, propone una valorizzazione più diffusa del patrimonio cittadino, superando la concentrazione su singoli eventi e puntando su itinerari integrati. Sul fronte industriale Marenghi richiama la priorità della tutela ambientale e della salute, con attenzione ai lavoratori e alla possibile delocalizzazione delle attività. Capitolo turismo: il candidato propone Salerno come destinazione stabile, rafforzando servizi e ricettività.Tra le idee anche un museo permanente dello sport per valorizzare la storia cittadina.

Professore Marenghi, la sua candidatura a sindaco è ormai ufficiale ed è sostenuta da un centrodestra compatto. Che valore attribuisce a questa unità politica?

“Rappresenta un elemento fondamentale. La compattezza della coalizione costituisce il presupposto indispensabile per offrire ai cittadini un’alternativa credibile e solida. È una scelta che affonda le radici in una storia politica ben definita. In una realtà come Salerno era necessario superare divisioni e presentarsi con una proposta chiara, riconoscibile e unitaria”.

Nel presentare la sua candidatura ha parlato di una città in fase di declino. A cosa si riferisce nello specifico?

“Mi riferisco a una percezione diffusa, che ho riscontrato direttamente nei quartieri della nostra città. Diversi luoghi simbolo di Salerno, come ho potuto constatare da vicino, mostrano segni evidenti di deterioramento: parchi, infrastrutture, spazi pubblici. Non è soltanto una questione estetica, ma il riflesso di una carenza di cura e di visione. Tuttavia, questo non deve tradursi in rassegnazione: è proprio da questa consapevolezza che nasce l’esigenza di un cambiamento”.

Uno dei nodi centrali è quello delle risorse. Come si può conciliare il rilancio della città con i vincoli di bilancio?

“È necessario trovare un equilibrio, ma soprattutto agire con responsabilità. Non è pensabile gravare ulteriormente sui cittadini senza garantire servizi adeguati. Occorre una revisione della spesa pubblica, eliminando ciò che non è essenziale e migliorando l’efficienza amministrativa. Le risorse devono essere utilizzate meglio, non semplicemente incrementate attraverso la leva fiscale”.

Lei ha espresso critiche all’attuale modello culturale e turistico, in particolare alla concentrazione su alcuni eventi. Qual è la sua proposta alternativa?

“Ritengo indispensabile una revisione complessiva dell’offerta culturale. Non può essere concentrata su un unico evento, per quanto rilevante. Salerno dispone di un patrimonio straordinario che va valorizzato in modo sistemico. L’obiettivo è costruire itinerari culturali integrati, capaci di mettere in rete i luoghi storici e artistici della città e renderla attrattiva durante tutto l’anno”.

Sul fronte industriale, come intende affrontare la questione delle Fonderie Pisano?

“Bisogna partire da un principio chiaro: la tutela della salute e dell’ambiente è prioritaria. Le decisioni della giustizia amministrativa vanno rispettate. Allo stesso tempo, è necessario salvaguardare i diritti dei lavoratori. La soluzione più equilibrata appare quella della delocalizzazione, che consente di coniugare continuità produttiva e sostenibilità”.

Per quanto riguarda il turismo, come si può evitare che Salerno resti una città di passaggio tra le due costiere?

“È necessario un cambio di prospettiva. Salerno deve diventare una destinazione, non un luogo di transito. Questo implica investimenti nei servizi, un miglioramento della ricettività e una valorizzazione più efficace del patrimonio cittadino. Attualmente esiste uno squilibrio tra strutture alberghiere e forme di ospitalità alternative, che incide sulla qualità dell’offerta turistica”.

Vestuti e siti sportivi: tra le sue proposte c’è anche quella di un museo permanente dello sport. Quale funzione avrebbe?

“Sarebbe uno spazio identitario, dedicato alla valorizzazione della storia sportiva cittadina. Non solo calcio, ma anche discipline che hanno contribuito a costruire una tradizione importante, come pallanuoto, scherma, pallamano. Un luogo capace di raccontare queste esperienze e rafforzare il senso di appartenenza della comunità”.

Quali sono le principali istanze che raccoglie dai cittadini?

“Le tematiche più ricorrenti riguardano la sicurezza, l’igiene urbana e una maggiore presenza dell’amministrazione sul territorio. Si tratta di esigenze concrete, che richiedono risposte rapide ed efficaci, attraverso una macchina amministrativa più attenta e organizzata”.

Quale sarà il suo impegno dopo le elezioni, indipendentemente dall’esito?

“Il mio impegno resterà lo stesso. Se sarò eletto, lavorerò per realizzare il programma presentato. In caso contrario, continuerò a rappresentare con coerenza le istanze dei cittadini dai banchi dell’opposizione. In ogni caso, garantisco presenza, serietà e continuità nell’azione politica”.