di Silvia Siniscalchi
Lo scorso 8 aprile, presso il Laboratorio di Autoapprendimento del Centro Linguistico d’Ateneo (CLA), l’Università degli Studi di Salerno ha inaugurato il primo corso di Lingua Ucraina. L’evento, che ha visto la partecipazione del Magnifico Rettore dell’Ateneo salernitano, prof. Virgilio D’Antonio, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici (DipSUm), prof. Carmine Pinto, del Direttore del CLA, prof. Rosario Pellegrino, di Salvatore Del Gaudio, Direttore scientifico del corso, si è svolto in presenza di Maksym Kovalenko, Console Generale d’Ucraina a Napoli, e di alcuni esponenti della comunità ucraina di Salerno. Ciò nonostante, l’avvenimento, dalle molteplici e rilevanti implicazioni di carattere sociale, politico e culturale, ha rischiato di passare sotto silenzio, per l’incomprensibile assenza dei giornalisti di diverse testate locali e nazionali invitati a prendervi parte. Un’assenza forse indotta dalla sottovalutazione dell’importanza, oggi particolarmente evidente, della lingua ucraina nello scenario geopolitico europeo e nazionale. L’iniziativa stessa, d’altra parte, non ha avuto una facile gestazione, essendo maturata nel corso degli anni grazie ai tenaci, costanti sforzi di Del Gaudio che, oltre a essere professore di Slavistica presso il DipSUm, è un esperto studioso ucrainista, impegnato da molto tempo nella diffusione della conoscenza della lingua ucraina, per la cui valorizzazione si è speso senza sosta, anche attraverso i molteplici rapporti istituzionali, professionali e personali coltivati durante la sua lunga attività di ricerca e docenza presso l’Università Nazionale Taras Shevchenko di Kyiv. L’Ateneo di Salerno – ha osservato Del Gaudio – è stato sinora l’unico ad avere effettivamente compreso il grande rilievo strategico e culturale del progetto. Ha assunto così, di fatto, il ruolo di apripista in un filone di studi che, pur non facendo parte della sua più remota tradizione euristica, trova finalmente, nei luoghi della “Hippocraticas Civitas”, una sede adeguata che, grazie alla sensibilità e intelligenza del Rettore D’Antonio e degli organi dirigenziali e rappresentativi del DipSUm, gli conferisce la giusta visibilità e considerazione scientifica. Il vantaggio, d’altra parte, è reciproco: la rilevanza dell’idea è difatti legata anche al suo carattere esclusivo, trattandosi del primo corso di questo tipo che si inaugura in Italia Meridionale e che assume un significato ancora più importante per la Campania, seconda regione (dopo la Lombardia) per numero di residenti ucraini (il 15% dei circa 400.000 presenti in Italia, secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). Se questa forte presenza nella nostra regione rappresenta una peculiarità storica per dinamiche insediative legate a reti migratorie consolidate, la diaspora attuale dall’Ucraina le conferisce un valore ancora più rilevante. È difatti indubbio il ruolo anche simbolico assunto dalla prima edizione di questo corso, pur essendo pensato, in tale sua iniziale formulazione, come un lavoro di alfabetizzazione di base nella lingua ucraina, rivolto a un pubblico eterogeneo. Ma forse proprio per questo motivo la proposta è riuscita a suscitare un notevole interesse, raggiungendo i 100 iscritti, con 44 partecipanti effettivi. Ragion per cui l’esperimento potrebbe via via consolidarsi – ha aggiunto ancora Del Gaudio – diventando in futuro un vero e proprio insegnamento universitario, tanto più considerando il suo inserimento nella più ampia cornice teorica dei seminari dedicati alla lingua ucraina nell’ambito del corso di Filologia e linguistica slava del DipSUm. Vi si aggiunge la crescente importanza della comunità ucraina salernitana, coinvolta a pieno titolo nell’iniziativa. Non si tratta, dunque, di una riflessione fondata su mere stime statistico-quantitative: l’importanza dello studio della lingua ucraina risiede nel suo essere strumento di mediazione culturale, tanto più rilevante considerando la funzione economica e sociale svolta dagli Ucraini e, in particolare, dalle Ucraine residenti in Campania. È inoltre, allo stesso tempo, evidente il ruolo della lingua come ponte diplomatico di alto valore prospettico in vista dell’auspicato futuro ruolo dell’Ucraina quale partner politico ed economico sempre più integrato nelle dinamiche europee. Riconoscere la specificità linguistica e letteraria di questa Nazione, a fronte della sua plurisecolare marginalizzazione storica e, oggi, della oppressione esercitata nei suoi confronti da una guerra crudele e cruenta volta a minarne l’autonomia, significa pertanto rispettarne e rafforzarne l’identità e sovranità culturale, oltre che politica. Significa, quindi, concorrere sul piano formativo alla sua liberazione e indipendenza. L’avvio di questo corso può dunque a ragione ritenersi un contributo volto al raggiungimento di questo vasto e rilevante obiettivo, di cui l’Ateneo di Salerno si rende partner consapevole e lungimirante.





