Willburger: Rilanciare la cultura come fattore di sviluppo - Le Cronache Attualità
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Willburger: Rilanciare la cultura come fattore di sviluppo

Willburger: Rilanciare la cultura come fattore di sviluppo

Se è vero che lo sviluppo di un territorio passa attraverso la cultura, a sostenerlo con forza più di chiunque altro è Tonia Willburger, ex assessore alla Cultura e consigliere uscente, candidata in quota Psi a sostegno del candidato sindaco Vincenzo De Luca. Per lei una nuova sfida, affrontata con la maturità di una veterana, forte anche della recente esperienza nell’amministrazione comunale targata Vincenzo Napoli.

Consigliera uscente, in passato Assessore alla Cultura, Tonia Willburger si ripresenta ai propri elettori. Con quali ambizioni?

“Chi fa politica deve sempre essere ambizioso, deve sempre avere un obiettivo personale, ma, se è un politico vero, la sua ambizione personale deve conciliarsi con un progetto di cambiamento che riguardi tutti, che coinvolga la comunità. Io ho tutte e due queste ambizioni: mi presento da consigliere uscente e conto di essere riconfermata, di poter continuare la mia storia di rappresentanza. Ma la politica per me è anche affermazione di valori, e quindi in questo incarico io conto di riuscire a incidere sulla realtà della mia bellissima città per migliorarne la coesione sociale, la vivibilità, il benessere collettivo. Io sono socialista e vorrei con il mio impegno, nel mio piccolo, realizzare gli ideali di uguaglianza e di libertà che sono alla base dei grandi valori del socialismo”.

Lei è in quota Psi, un partito che in questa tornata si è scisso, con una parte che è andata in direzione opposta alla vostra. Come mai?

“Il partito è unito e compatto. C’è un consigliere uscente che non ha condiviso la nostra scelta coerente ed ha intrapreso una strada diversa. Non c’è alcuna scissione nel partito. Per parlare di scissione, e noi a sinistra di queste cose siamo ahimè esperti, ci vuole altro. Tutti i consiglieri uscenti si ricandidano, ci sono in lista anche molti compagni giovani ed altri con storie consolidate, a dimostrare non solo che ci siamo rafforzati, grazie anche al grande lavoro che sta facendo il nostro segretario nazionale Enzo Maraio ma che siamo molti attrattivi. Saremo la sorpresa di questa tornata elettorale”.

La Cultura è uno dei temi all’ordine del giorno in diverse amministrazioni. Da tutti considerato un volano dello sviluppo territoriale. Salerno cosa può dare ancora in termini di Cultura per attirare sempre più visitatori?

“La cultura è il mio marchio di fabbrica, la mia identità, addirittura genetica, essendo figlia d’arte. Ho fatto per due anni l’assessore, nominata dal mio partito, che ringrazio ancora, ed è stata l’esperienza più gratificante, perché ho visto come si può incidere sulla realtà. Con mille difficoltà, ma anche con risultati gratificanti dovuti a quelli che ritengo i miei pregi: la passione e la determinazione, oltre alla capacità di lavorare con gli altri, di collaborare e di creare reti. Anche come consigliera ho continuato a lavorare sugli stessi temi, con responsabilità e poteri doversi, ma grazie al mio impegno costante sono riuscita comunque a portare a buon fine una serie di progetti di cui sono orgogliosa: la costituzione della Rete museale cittadina, innanzitutto, e in contemporanea aver seguito il progetto per l’accessibilità del Museo Città Creativa di Ogliara e la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali attraverso un finanziamento PNRR. Gli interventi oltre a comprendere lavori e adeguamenti hanno previsto azioni per migliorare la fruizione del museo e sviluppare una nuova offerta culturale nel segno dell’inclusività.  Sulla rete dei musei, progetto iniziato come assessore e poi continuato da consigliere, sono partita dalla mia idea programmatica: mettere insieme le risorse, far funzionare le sinergie, valorizzare la storia millenaria della città e potenziare l’offerta culturale cittadina. Del lavoro di assessore voglio ricordare: il portale della cultura che è una vetrina del patrimonio artistico culturale della città, dai musei alle chiese, e una presentazione, sempre aggiornata, dell’offerta artistica cittadina; e la messa a disposizione, in epoca di post-covid, di uno spazio gratuito di spettacolo aperto a tutte le proposte, spazio che è stato aperto e disponibile per due mesi. Ed aver lavorato alla candidatura della Scuola Medica Salernitana a patrimonio immateriale dell’umanità, insieme all’Università e alla Soprintendenza”.

Lei sostiene De Luca. Come giudica il suo ritorno? E le dimissioni di Napoli?

“Con il sindaco Napoli ho lavorato come assessore, trovandomi di fronte una persona colta, aperta culturalmente, gentile e sempre disponibile. Negli ultimi tempi bisogna dire che la sua spinta propulsiva si era un po’ esaurita e lui ha voluto interrompere con un anno di anticipo la sua esperienza, che è stata di nove lunghi anni. Di De Luca, che dire? È un fuoriclasse, un politico vero che ama la sua città, chiunque vorrebbe lavorare nella sua squadra”.

Dovesse essere rieletta, che programma intende portare avanti?

“Lo slogan che ho scelto per questa campagna è “Cultura è sviluppo”. Il mio obiettivo è riuscire a rilanciare la cultura non solo come intrattenimento o semplice richiamo per visitatori occasionali, ma come fattore di sviluppo economico e sociale. Per questo ho lanciato l’idea di costituire un vero e proprio gruppo di lavoro che coinvolga non solo artisti e operatori culturali, ma anche le imprese cittadine per un piano a lungo termine.

Costruire e rendere la grande vitalità creativa e culturale salernitana una rete capace di gestirsi e di comunicare all’esterno. Solo per fare due esempi, vorrei che a Salerno i grandi eventi lavorassero insieme per la promozione, lasciando autonome le scelte artistiche, ma centralizzando la comunicazione. E vorrei che si lanciasse una riflessione sul rapporto tra cultura e tecnologia: l’intelligenza artificiale è una sfida e va affrontata nelle sue potenzialità, che sono enormi. Per questo serve rafforzare le relazioni con l’Università, e sviluppare insieme un programma per la “terza missione”. Penso anche che sia importante far memoria nella città di grandi artisti del passato, perché la città dimentica facilmente (Alfonso Gatto, Ugo Marano, Giancarlo Giancappetti, Gelsomino D’Ambrosio e così via) ma aprirsi anche alle potenzialità innovative nel campo artistico. Potenziare anche la cultura di prossimità: rendere ogni quartiere un centro di produzione creativa ed aggregativa, e rafforzare l’arte pubblica nella rigenerazione urbana delle aree periferiche dove creare centri poli-funzionali con sale cinema-teatro ed eventi culturali all’aperto, aree espositive per mostre ed azioni performative sul modello, in piccola scala del Parco della Musica a Roma. Tenere aperti oltre l’orario scolastico i teatri scolastici dove compagnie teatrali, associazioni culturali possano trasformarli in hub culturali vivi e dinamici. Incrociamo le dita, io ce la metto tutta, con entusiasmo e determinazione.

Coinvolgendo sempre più cittadini, associazioni, artisti e giovani. E che la libertà della creatività deve essere accompagnata da un forte coordinamento capace di fare sistema perché la cultura è il futuro di una città”. La cultura, come da lei sottolineato, è un suo marchio di fabbrica. Willburger punterà tutto su questo tema, tanto caro ai salernitani, che ora più che mai sentono il bisogno di un suo rilancio.

Mario Rinaldi