di Erika Noschese «
Come probabilmente molti sanno, è vero che per diversi anni ho svolto il ruolo di dirigente apicale del Comune di Salerno e di stretto collaboratore di Vincenzo De Luca e non, come erroneamente indicato nel corpo dell’articolo, “…per anni vicino alla famiglia De Luca…”. Ritengo, infatti, che tale semplificazione giornalistica non sia rispettosa della realtà dei fatti. Ho svolto il mio incarico con disciplina e onore, senza mai travalicare il mio ruolo». La precisazione arriva da Alberto Di Lorenzo, storico dirigente del Comune di Salerno, il cui nome è oggi al centro delle trattative del cosiddetto campo largo che, conti alla mano, deve scegliere tra Di Lorenzo — espressione del Movimento 5 Stelle — e Armando Zambrano, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri, che scenderebbe in campo da civico, chiedendo ai partiti, Forza Italia compresa, di rinunciare ai simboli. Di Lorenzo, lunedì sera, è stato ospite presso la sede di Azione, nel corso di una riunione organizzata per presentarsi agli alleati dei pentastellati. Come detto, il suo nome non è stato gradito a tutti, tanto che Alfonso Andria ha proposto di incontrare proprio Zambrano. L’appuntamento era inizialmente previsto per sabato, ma dai partiti è giunta la richiesta di anticipare i tempi, così da poter indicare il candidato sindaco già dopo il voto sul referendum sulla giustizia. La nuova riunione di Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Azione, Oltre, Casa Riformista, Italia Viva, Noi di Centro, Salerno in Comune, Semplice Salerno e Comitato Salute e Vita si terrà questo pomeriggio e rappresenterà l’occasione, per i partiti, di ascoltare il programma che l’ingegnere Zambrano intende presentare alla cittadinanza, qualora venisse scelto come candidato sindaco. Di Lorenzo, dopo l’articolo pubblicato da Le Cronache, ha però voluto precisare alcuni passaggi, soprattutto in riferimento al suo legame con l’ex presidente della giunta regionale della Campania: «Si è trattato di un’esperienza esaltante, nel corso della quale, fin dal 1994, insieme a molti altri colleghi, mi sono dedicato anima e corpo alla rinascita della nostra bellissima Salerno. Parliamo degli anni della Villa Comunale, del Centro Storico, dei Giardini della Minerva, del Parco del Mercatello, del Parco dell’Irno, del Parco Pinocchio, del Parco del Seminario, della rottura dell’isolamento dei quartieri periferici — da via Calenda alla zona orientale — e di decine di opere pubbliche che hanno cambiato il volto della nostra città. Ci guidavano l’entusiasmo e la volontà di proseguire il grande lavoro avviato da Vincenzo Giordano, che ho avuto modo di vivere direttamente, ricoprendo allora il ruolo di capo dell’Ufficio Strade. Poi è arrivato il Crescent e anche peggio, ma qui rischio di divagare e mi fermo», ha dichiarato l’ex dirigente comunale. «La mia collaborazione con Vincenzo De Luca è durata fino a settembre 2019, quando, in seguito a divergenze con persone a lui vicine, scelsi di lasciare l’incarico al Comune di Salerno e di propormi alla Giunta di Virginia Raggi, che governava la città di Roma. Vi sono rimasto fino al 2022, fornendo il mio contributo alla realizzazione di importanti progetti», ha ricordato Di Lorenzo. Poi la conferma della presenza all’incontro «del cosiddetto “Altro Campo” (cit.), al quale partecipava la quasi totalità degli aderenti. Lo scopo, essenzialmente, è stato quello di presentarmi e di ringraziare per la fiducia riposta nella mia persona, nell’indicarmi come possibile candidato alla carica di sindaco dell’intera coalizione, comunque vada. Ho avuto modo di spiegare, al contempo, che la volontà di accettare un’eventuale candidatura nasce esclusivamente dall’intento di contribuire, con la mia competenza e la profonda conoscenza della macchina burocratica del Comune, a risollevare la nostra città dal degrado nel quale versa, proprio ad opera di colui che si presenta come suo salvatore. Tale convinzione, mi creda, è più diffusa di quanto si immagini – ha aggiunto l’ex dirigente -Quindi, nessuna rivalsa di carattere personale, anche in considerazione del salto di carriera conseguito proprio grazie all’incarico presso Roma Capitale, ma soltanto senso di responsabilità e un grande amore per la mia città». Intanto, sul tavolo delle trattative resta anche il nome di Franco Mari, deputato salernitano di Alleanza Verdi Sinistra Italiana, fortemente voluto e sostenuto dal suo partito. Anche se, al momento, non sembrano esserci altri nomi da valutare, non si escludono colpi di scena dell’ultimo minuto, in grado di ribaltare il quadro politico interno al campo largo, sempre più attrattivo anche per Forza Italia, disposta a rinunciare al simbolo e a lanciare la lista “Azzurri per Salerno”, staccandosi dal centrodestra.





