OLGA CHIEFFI
Sarà una giornata di buona musica, questa che andremo a trascorrere con le classi di sassofono e clarinetto del Liceo Musicale “De Filippis-Galdi” di Cava de’ Tirreni, guidato dalla Dirigente Maria Alfano, che accoglierà insieme al professore di sassofono Filippo Rocco, il sassofonista Pedro Mendez e la clarinettista Diana Alvarez, musicisti della U.S. Naval Forces Europe and Africa Band, offrendo agli studenti un’importante occasione di confronto con professionisti di livello internazionale. L’incontro è finalizzato all’approfondimento tecnico-interpretativo del repertorio solistico e cameristico per sassofono e clarinetto, promuovendo la crescita artistica e la consapevolezza professionale degli allievi. La tradizione delle ance semplici, appunto sax e clarinetto, è molto forte nel salernitano, con il Conservatorio Giuseppe Martucci che vanta la fondazione della prima cattedra d’insegnamento di sassofono nazionale ad opera del Maestro Francesco Florio e l’insegnamento del clarinetto ad opera di grandissimi nomi di questo strumento, che ha generato una vera e propria scuola di fiati che discende dal sentire lirico del Settecento napoletano, quindi con la ricerca indefessa del suono bello, avvolgente, rotondo, l’attenzione all’agogica, nota per nota, sfociante in un virtuosismo funambolico. Il classicismo di questi due strumenti andrà a confrontarsi con due musicisti “totali” ove teatro, tempo, totalità, sono osmotici e in cui il termine tempo vuole indicare l’attualità di quella presa di distanza dalla concezione elitaria di quest’arte e la totalità sta per rifiuto di considerare la musica un Olimpo chiuso e circondato da paratie che limitano un campo dall’altro, per rivendicare invece un’idea unitaria del comporre e interpretare, mettendo a confronto stili e linguaggi diversi, capaci di produrre suoni e sensi, inauditi per un pubblico eterogeneo. E’ inutile sottolineare che quando si pronuncia U.S.Naval Forces Band, il pensiero va a quel settembre del 1943 quando gli americani sbarcarono a Salerno e, con essi, sull’Italia soffiò il vento del jazz, legato alla presenza delle prime truppe americane, per essere precisi al primo carro armato con una dubbia stella bianca dipinta sulla corazza e scompare non soltanto con la loro presenza fisica e militare sul territorio italiano, ma con il loro “tempo”. Pedro Mendez e Diana Alvarez, oltre alla tecnica classica le ragioni sonore di Paquito d’Rivera considerato il miglior clarinettista in circolazione del panorama jazzistico internazionale, ma anche il sassofonista (alto e soprano) più importante di Cuba di tutti i tempi, virtuoso musicista e prolifico compositore che ha messo il proprio talento al servizio del jazz panamericano, della musica classica, delle musiche popolari e folkloriche dell’America Latina, partendo ovviamente dall’ afrocubana, ovvero dalla “madre” di gran parte delle musiche latine, ambasciatore di quel vortice di energia tropicale capace di sublimare tutti i mali del mondo, le sofferenze, la paura della morte, musica che nasce dalle segrete scintille della vita. I due musicisti saranno accolti intorno alle 11, dalla dirigente che ha espresso grande soddisfazione nell’ospitare una masterclass di tale prestigio che metterà alla prova in diversi ambiti i ragazzi a cominciare dalla lingua, poiché la clinic si svolgerà interamente in inglese. Nel pomeriggio si assisterà anche a delle performance. Inaugurerà la scaletta il sassofono di Rosaria Gisolfi in duo con la pianista Anna Squitireri, interprete della Petite Suite Latine di Jerome Naulais, che si esprime in quella lingua e in quel ritmo, così magicamente amalgamati, in un complesso esercizio di traduzione, composizione e interpretazione, dominato da puzzle formati da coordinate di reperti che, incrostano la pagina. Seguirà un duo di sassofonisti composto da Giovanni Gisolfi e Raffaele Ruocco che hanno scelto di eseguire Swanky di Nigel Wood dalla fresca e originale vena creativa. L’intervento dei sassofoni si chiuderà con Raffaele Ruocco che interpetrerà la Suite di Paul Bonneau, in duo con la pianista Anna Squitieri, una intensa pagina per sassofono contralto e pianoforte di Paul Bonneau, datata 1944, in quattro brevi movimenti: Improvvisazione, Danse des démons, Plainte ed Éspiègle, che guarda a certo neoclassicismo francese. Passaggio al clarinetto, con gli allievi di Gioacchino Zito e Nello Rizzo, con un trio, composto da Filippo Ferrara, Luca Gnazzo, Filippo Santoriello al quale si aggiungerà l’oboe di Francesco Forino, per l’esecuzione di Adios Nonino di Astor Piazzolla. Le versioni di questa pagina sono pressoché infinite, ogni formazione ha inserito questo brano nel suo repertorio cercando di personalizzarlo con il proprio stile oppure suonandolo seguendo rispettosamente la sublime versione originale. Astor lo dedicò al padre Vicente “… ha un tono intimo, – dice lo stesso autore – sembra quasi funebre e senza dubbio questo tango nel genere ruppe tutto. Il giorno che lo suonammo per la prima volta i musicisti ed io dicemmo: con questo facciamo un vero casino, non piacerà a nessuno, però suoniamolo lo stesso, è bello. Era un periodo in cui quasi tutti i temi avevano un ritmo molto incalzante, e invece Adios Nonino terminava al contrario, come la vita, se ne andava uscendo, si spegneva. Direi che questo brano ha un mistero speciale, la melodia, e in contrasto con essa la parte ritmica, il cambio di tonalità e poi il finale glorioso con uno scioglimento triste. Forse piacque per questo, perché era diverso da tutto”. Quindi, Riccardo Caggiano, in duo col pianoforte, donerà il Capriccio variato di Alamiro Giampieri, sul tema del Carnevale di Venezia, con le variazioni per clarinetto che presentano un’apertura fiorita con due brevi cadenze, il tema seguito da diverse variazioni e il finale. Filippo Ferrara in duo con il pianoforte eseguirà la Serenata di Ernesto Cavallini, che ci farà conoscere uno dei più grandi interpreti e didatti dello strumento. Soprannominato “il Paganini del clarinetto” e molto apprezzato da Giuseppe Verdi, che per lui scrisse l’assolo all’inizio del terzo atto de “La forza del destino”, riconosceremo nella sua scrittura i temi trascinanti di questo cameo della letteratura clarinettistica. Gran finale con l’ ensemble di clarinetti dell’istituto, composto da Filippo Ferrara e Riccardo Caggiano, prime parti, quindi Nicola Baldi, Gaetano Di Tolla, Giada Celano, Carlo Risi, Pasquale D’Amico e Raffaele Mazza, in un omaggio a Paquito d’Rivera con la sua Contradanza un genere musicale e di danza nato nel XIX secolo dalla fusione della contredanse europea con le influenze ritmiche africane dell’isola, brillante, vivace e virtuosistico, che utilizza il tipico ritmo di “habanera” o “cinquillo cubano”, reinterpretato con la sensibilità jazzistica e l’eleganza classica del suo autore, musica strutturata per raccogliere energia, comunicarla, “dividerla” e restituirla collettiva attraverso la danza, musica che non separa mai il divertimento e l’ “impegno”, anche quando è apparentemente priva di significati, la musica dell’ “Incontro”.





