Morte Vitolo, al vaglio le chat dell’amante - Le Cronache Provincia
Provincia Sant'Egidio del Monte Albino

Morte Vitolo, al vaglio le chat dell’amante

Morte Vitolo, al vaglio le chat dell’amante

Sant’Egidio del Monte Albino/Pagani. Ucciso dalla moglie durante una (presunta) lite di gelosia, le indagini dei carabinieri del reparto territoriale coordinati dal sostituto procuratore Gianluca Caputo continuano nello stretto riserbo soprattutto per il sequestro di tre apparecchi cellulari che saranno sottoposti ad esami irripetibili da parte degli inquirenti. Tra i telefoni requisiti oltre a quelli di Francesco Vitolo, la vittima, e la moglie Raffaella Cirillo (in carcere con la contestazione. di omicidio volontario del marito) ce n’è anche un altro appartenente a una terza persona: la presunta amante del 62enne causa del violento litigio, culminato con una coltellata sferrata al costato dell’uomo, avvenuto nella villa di viale degli Aranci a Sant’Egidio del Monte Albino sabato 28 febbraio. Moglie che avrebbe scoperto la relazione extraconiugale che sarebbe stata poi la causa del litigio. Si tratterebbe di una giovane sportiva non residente nell’Agro nocerino. La donna sarebbe stata sentita dai carabinieri. È dalle chat archiviate nel dispositivo che potrebbero, infatti, emergere nuovi elementi utili alle indagini. Alla base della tragedia – come ha confermato la stessa Raffaella Cirillo al pm Gianluca Caputo prima e poi al gip Pipola durante l’interrogatorio di garanzia – ci sarebbe proprio un messaggio che Francesco Vitolo avrebbe ricevuto dalla donna la sera della tragedia. Messaggio che avrebbe mandato su tutte le furie l’indagata, innescando una violenta discussione tra marito e moglie, degenerata poi nel sangue. Toccherà agli investigatori valutare il contenuto delle telefonate e dei messaggi, anche via social, tra la vittima del delitto e la terza persona. Intanto Raffaella Cirillo resta dietro le sbarre del carcere di Fuorni dopo la non convalida del fermo e la decisione del gip Giovanni Pipola del Tribunale di Nocera Inferiore di accogliere le istanze della pubblica accusa. Dai primi esiti dell’esame autoptico eseguito venerdì scorso in obitorio all’Umberto I dal medico legale Consalvo alla presenza dei periti della famiglia del 62enne e della stessa moglie, non ci sarebbero concause sul decesso. Ovvero, la morte sarebbe da attribuire alla coltellata inferta a Francesco Vitolo da parte della 55enne. E probabilmente in virtù di quanto emerso dalla consulenza medica e in attesa della relazione del dottore Raimo nominato dalla difesa della donna quale perito di parte, gli avvocati che assistono Raffaella Cirillo (Manuel Capuano e Concetta Galotto) non procederanno con il ricorso al Riesame per una misura cautelare meno afflittiva (arresti domiciliari) per la 55enne. Capitolo a parte, poi, il furto nella villa sotto sequestro: cosa abbiano potuto portare via i ladri non è dato sapere anche perché nell’immobile non può entrare nessuno giacché, facendolo, si potrebbe inquinare la scena del crimine (cosa che probabilmente sarebbe già stato fatto dai malviventi che hanno agito dopo i funerali del 62enne).