Marone (Confcommercio): 3 euro al litro, rischio speculazione - Le Cronache Ultimora
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Marone (Confcommercio): 3 euro al litro, rischio speculazione

Marone (Confcommercio): 3 euro al litro, rischio speculazione

Mario Rinaldi

 

 

SALERNO. Un conflitto ancora incerto. Distante da noi, eppure così vicino da far tremare l’economia e il commercio, non solo globali, ma anche locali. La città di Salerno, in questa prima settimana del conflitto in Medioriente sta cercando di tenere botta, come si suol dire, ma gli effetti dell’onda lunga della crisi internazionale, con l’incremento dei costi del carburante sta iniziando a far sentire il suo peso sulle tasche dei salernitani e non solo. Una situazione che potrebbe precipitare toccando i redditi delle famiglie, i cui disagi potrebbero avvertirli soprattutto le classi sociali meno abbienti. Il presidente di Confcommercio Salerno, Giovanni Marone, è intervenuto per far il punto sulla guerra in Iran e sugli effetti che sta avendo sui mercati globali e anche su quello locale.

Guerra in Medio Oriente, prezzi dei carburanti in aumento e a catena su tutti i settori commerciali. Cosa ne pensa?

“Il conflitto in Medio Oriente continua ad avere ripercussioni rilevanti sull’economia globale, influenzando diversi settori strategici. Tra le principali preoccupazioni vi è la chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti per il trasporto del petrolio. Questa condizione sta contribuendo all’aumento del prezzo dei carburanti e delle quotazioni energetiche sui mercati internazionali. La comunità internazionale guarda con attenzione al ruolo degli Stati Uniti, nella speranza di un intervento che possa garantire la sicurezza della navigazione e il libero passaggio nello stretto. Tuttavia, al momento, tale intervento non si è ancora concretizzato. Gli aumenti continuano e le quotazioni del petrolio e dei suoi derivati non arrestano questa corsa al rialzo, con incrementi spaventosi, così come non si era mai visto negli ultimi anni”.

In molti pensano che ci siano delle speculazioni in atto. É così secondo lei?

“L’aumento dei prezzi è talmente forte da far ritenere che non possa essere attribuito esclusivamente a fenomeni di speculazione da parte di operatori disonesti o commercianti poco corretti. Se così fosse, infatti, si rischierebbe davvero di arrivare a livelli estremi, con il carburante che potrebbe toccare anche i tre euro al litro. Proprio per questo motivo, in questo caso l’ipotesi di una semplice speculazione appare poco applicabile. È più probabile che l’incremento dei prezzi sia legato a dinamiche internazionali e alle tensioni geopolitiche che stanno influenzando i mercati energetici. Resta comunque alta l’attenzione sull’andamento dei prezzi, mentre cresce la preoccupazione per eventuali ulteriori rincari nei prossimi giorni”.

Lei ricopre un ruolo strategico e di responsabilità come presidente di Confcommercio Salerno. Che aria tira in città?

“Dall’incarico che rivesto, che sicuramente é un incarico importante e di responsabilità, posso dedurre che in questa fase iniziale del conflitto in Medio Oriente le attività classiche nella città di Salerno, intendo quelle di distribuzione e di vendita non hanno ancora avvertito il disagio e tutto sommato riescono ancora a reggere senza far registrare aumenti considerevoli. Discorso diverso é quello che riguarda il settore dei trasporti e della logistica, dove l’aumento dei costi del carburante sta iniziando a far sentire il peso di questa crisi, con i primi sussulti in atto. Dovesse continuare, ovviamente i rincari andrebbero ad incidere anche sul carrello della spesa, perché se il trasporto é più caro di conseguenza ci sarà un aumento dei prezzi al dettaglio. La speranza è che questa guerra sia di breve durata. Nonostante ciò, anche un periodo di tempo ridotto del conflitto potrebbe avere effetti negativi sull’andamento economico complessivo, incidendo probabilmente su una parte significativa dell’anno in corso dal punto di vista commerciale ed economico”.

Ci sono misure per poter contrastare questa ulteriore crisi?

“L’unica soluzione, a mio avviso, potrebbe essere nel ruolo del Governo, che dovrebbe intervenire moderando le accise in questa fase di durata del conflitto, al fine di compensare questo enorme gap di costi che si è creato in questi ultimi giorni. Tuttavia, le decisioni in merito dipenderanno molto dall’evoluzione dello scenario internazionale. In questo momento, infatti, si stanno valutando diversi possibili sviluppi futuri della situazione”.

Secondo lei cosa bisogna aspettarsi come scenario futuro? Sarà una guerra lunga? Con conseguenze altrettanto rilevanti?

“Lo scenario futuro dipende molto dall’evoluzione del conflitto. Se si riesce a limitare l’escalation della guerra e si trova una soluzione, ci potrebbe essere un rientro graduale. Allo stesso tempo, però, esiste il timore di un possibile allargamento della guerra, soprattutto se dovessero essere coinvolti ulteriori passaggi strategici o nuove aree geopolitiche. In uno scenario di stabilizzazione e di riduzione delle tensioni, il mercato potrebbe trovare un nuovo equilibrio e beneficiare di un progressivo calo delle pressioni sui prezzi dell’energia. Basterebbe allargare il passaggio delle navi ad Hormuz per consentire benefici a noi tutti. In caso contrario, il rischio è un prolungamento della crisi con conseguenze ancora più pesanti”. Analisi lucida, che tiene conto di un’attuale situazione di crisi internazionale che rischia di coinvolgere, a spirale, tutto il sistema economico e commerciale. Marone, tuttavia, guarda con ottimismo a un eventuale risoluzione del conflitto in tempi brevi. Una speranza a cui si aggrappano tutti i governi mondiali.