di Mario Rinaldi
Sabato 7 marzo, presso la sede del comitato referendario istituita a Castel San Giorgio da “Agro Azzurri” e dal Partito Popolare Europeo – Forza Italia per sostenere le ragioni del SI al prossimo referendum sulla giustizia, si terrà un incontro al quale parteciperanno illustri personalità del mondo politico ed istituzionale tra cui l’on. Roberto Celano, Milanese, l’on. Attilio Pierro, il prof. Giuseppe Fauceglia, l’avvocato Carmela Zuottolo, l’avvocato Pietro De Martino e l’avvocato Agostino Bellucci. I saluti saranno affidati a Nobile Di Leo e Giustina Galluzzo, con le conclusioni dell’on. Fulvio Martusciello, Europarlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia. L’avvocato Alfonso Esposito, che modererà l’incontro ha voluto esporre il proprio pensiero e punto di vista in merito al referendum.
Avvocato Esposito sabato prossimo si terrà questo incontro per promuovere il SI al referendum sulla giustizia. A chi è rivolto l’invito?
“L’appuntamento è presso la sede dell’associazione “Agro Azzurri”, grazie al patron Nobile Di Leo. Qui terremo un ampio ed approfondito dibattito sulle ragioni del SI della campagna referendaria, con illustri relatori, che sin d’ora ringrazio per aver accolto l’invito a pochi giorni dal voto che si terrà il 22 e 23 marzo. L’invito è rivolto a tutti coloro che intendono informarsi, in maniera chiara e precisa, sulla riforma costituzionale che incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri”.
Può spiegarci, in sintesi, le sue ragioni per il SI?
“Sinteticamente, posso affermare che il SI’ rappresenta una scelta responsabile e di libertà. La separazione delle carriere garantisce la terzietà dei magistrati e votare Si al referendum rappresenta una scelta di incremento delle garanzie per tutti i cittadini. Poi, nel corso del dibattito di sabato, ci saranno interventi tecnici attraverso i quali si spiegherà in dettaglio i motivi per cui è necessario votare SI”.
C’è un dibattito molto acceso su questo referendum. Un tentativo per politicizzarlo?
“Non vi è alcuna volontà di strumentalizzare politicamente la campagna referendaria, trattasi di una convinta battaglia per le libertà. Quindi nessun termometro politico che deve misurare lo stato di salute del governo. E’ un referendum sulla giustizia e riguarda solo ed esclusivamente questo aspetto. E’ fondamentale che gli elettori lo tengano ben a mente. Guai a politicizzare questo referendum”.
Molti sostengono che sia un banco di prova per la tenuta del Governo Meloni. Dovesse vincere il NO, cosa accadrebbe secondo lei?
“Basti pensare che spesse volte ci si dimentica che la Giustizia, come prevede la costituzione, viene amministrata in nome del Popolo Italiano. Bisogna, dunque, distinguere il Magistrato Giudicante rispetto al Magistrato del Pubblico Ministero, la terzietà deve essere anche di tipo organico strutturale non più solo per principio, se si vuole realmente salvaguardare la libertà di tutti. Sulla scorta di tali principi, ribadisco di nuovo che il referendum non deve essere politicizzato e non deve rappresentare in alcun modo un banco di prova per il Governo Centrale. Si tratta di una scelta di libertà, per tutti”.
Un suo pronostico: vincerà il SI o il No?
“Sono convinto che il SI’ vincerà con circa l’80% rispetto al NO. In Italia abbiamo cittadini ed elettori responsabili, quindi sono fiducioso per una affermazione netta del SI al referendum”. Al netto del dibattito che verrà affrontato sabato prossimo, l’avvocato Esposito, con il suo intervento ha voluto evidenziare l’importanza di incentrare la campagna referendaria tenendo ben distinte le posizioni di politica e di giustizia, cercando di non confonderle e di concentrarsi esclusivamente su questo secondo aspetto, che è quello che maggiormente conta rispetto al resto.





