Avella guida la rivolta Psi: Sì al campo largo - Le Cronache Ultimora
Salerno Ultimora

Avella guida la rivolta Psi: Sì al campo largo

Avella guida la rivolta Psi: Sì al campo largo

di Erika Noschese

Iniziano ad emergere i primi dissidi all’interno del Psi di Salerno. La decisione del segretario nazionale Enzo Maraio di non sciogliere le riserve sul futuro dei socialisti in occasione delle prossime elezioni comunali nel capoluogo di provincia sta generando caos e confusione, tra i consiglieri uscenti ma anche tra quanti vorrebbero dare il proprio contributo alla città. Porta, infatti, la firma del consigliere uscente Rino Avella e di Salvatore Gaeta, Antonio Malangone, Nino Parlavecchia e Antonio Tomasiello il documento politico indirizzato al segretario regionale Michele Tarantino, al segretario provinciale Silvano Del Duca e al segretario cittadino Luigi Di Martino, per chiedere un confronto in vista delle imminenti elezioni al Comune capoluogo. Un monito a riflettere, senza decisioni affrettate, con i socialisti pronti ad aderire al campo largo. Ad oggi, infatti, non è chiaro se i socialisti faranno parte del campo largo o se sceglieranno ancora una volta di sostenere Vincenzo De Luca. «Per i valori che noi socialisti rappresentiamo, prima ne prendiamo atto e meglio sarà. Il 24 e 25 maggio andremo a votare per le elezioni comunali di Salerno; considerate le nuove dinamiche introdotte con le recenti elezioni regionali, un lungo atteggiamento attendista non giova al partito – hanno scritto i firmatari del documento politico –. La nostra formazione laica e aperta alla società ci impone, in questa fase della vita politica, di esplicitare e caratterizzare al meglio la nostra autonomia, in una visione nuova e discontinua rispetto al passato, riaffermando la centralità e i valori del partito, il rispetto della rappresentatività democratica della civica istituzione e il riconoscimento del primato dell’etica pubblica di chi amministra, attivando processi decisionali inclusivi e favorendo la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le realtà sociali e produttive di Salerno; un processo ben noto alla città che determinò lo storico 33% al Psi e che – nel bene e nel male – ha lasciato un segno significativo e indelebile nei decenni successivi». Avella, unitamente agli altri socialisti firmatari del documento, evidenzia poi che «la nuova fase deve essere governata non in maniera feudale e dinastica, ma nel rispetto della democrazia, che si riappropria dei suoi spazi e del suo patrimonio valoriale». Dunque, un processo «che possa avvenire senza cambiare gli equilibri politici sperimentati alle ultime elezioni regionali, evitando il rischio dell’inerzia all’interno della “costellazione del Pd campano” che, essendo il gruppo più rilevante, ha la convenienza politica di legittimare il proprio peso a discapito delle altre forze politiche che compongono il campo progressista, determinando così una costellazione di “infelici” senza prospettiva di crescita». L’invito è chiaro: rimescolare le carte, rischiare e sviluppare una visione riformista per la Salerno del futuro, aprendo una nuova stagione di speranza e di governo della città. «Questo è un momento cruciale per i socialisti salernitani. Non si può correre il rischio che il lavoro svolto, con tutte le difficoltà organizzative – che comunque insieme al nostro segretario nazionale Enzo Maraio ha prodotto buoni risultati – vena disperso. Noi siamo per rafforzare la proposta politica delle ultime regionali e riproporre lo schema vincente e unitario del campo largo anche per la città di Salerno; una coalizione connotata da una visione riformista nella prospettiva di un’idea condivisa dello sviluppo e del governo cittadino. In quest’ottica, senza ulteriori temporeggiamenti, proponiamo di presentarci, con pari dignità, al tavolo della coalizione con le nostre proposte, i nostri progetti e i nostri programmi», hanno aggiunto Avella, Gaeta, Malangone, Parlavecchio e Tomasiello.