Cava de’ Tirreni. Si indaga sugli spari in via Marconi dove l’auto del ristoratore e imprenditore del by night metelliano Giuseppe Scognamiglio mercoledì fu raggiunta da quattro colpi di pistola. Si segue la pista dei grandi eventi, in particolare quello organizzato durante le festività di Natale in un Comune alle porte del Cilento. Gli uomini della Squadra mobile di Salerno, coordinati dalla procura nocerina, dopo aver ascoltato i testimoni presenti sul posto al momento degli spari, potrebbero convocare – come persone informate sui fatti – i soci in affari dello stesso Scognamiglio, per approfondire le vicende professionali del 43enne metelliano. L’attenzione è rivolta non solo all’imprenditore, ma anche al contesto degli eventi organizzati insieme ad altri giovani imprenditori metelliani, dove Scognamiglio riveste un ruolo centrale. Uno degli organizzatori degli eventi, nonché socio nell’attività di ristorazione che Scognamiglio ha a Vietri sul Mare, giovedì sera, sulla sua pagina Facebook, ha lanciato un messaggio diretto sgomberando il campo delle dicerie sottolineando la trasparenza e l’onestà delle loro attività. Gli agenti della Mobile, insieme ai poliziotti del commissariato metelliano, sono al lavoro per individuare i responsabili. La pista più gettonata resta quella legata all’ultimo evento organizzato nel Cilento. Non si escludono altri filoni investigativi. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto presa di mira, una Smart Forfour rossa di proprietà dell’imprenditore, era parcheggiata di fronte agli uffici del Giudice di pace, della Metellia Servizi e dello Stato civile. I colpi, esplosi sul retro e sul lato fronte strada, sono stati avvertiti sia dai condomini dei palazzi vicini sia dai passanti di via Virno. Scognamiglio si trovava all’interno della vettura al momento degli spari: colto dallo spavento, è riuscito a mettersi in salvo rifugiandosi all’interno di un bar poco distante. La dinamica dell’agguato e la scelta del luogo – di fronte a uffici pubblici e in pieno centro – indicano una chiara volontà di mandare un messaggio intimidatorio rivolto non solo al 43enne ma a tutto il network di giovani imprenditori che animano la vita commerciale e culturale della zona metelliana e non solo.





