Napoli, un’ereditá da riscoprire - Le Cronache Salerno
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Napoli, un’ereditá da riscoprire

Napoli, un’ereditá  da riscoprire

Salvatore Memoli

La politica ha le sue regole, imprevedibili sempre, mette i cittadini difronte a fatti nuovi ed inevitabili. A Salerno, il Sindaco Vincenzo Napoli si avvia verso le dimissioni. Inutile commentare questa decisione che ha le sue giustificazioni, se si pensa al rilancio dell’azione politica di tutta la squadra che potrebbe essere guidata da Vincenzo De Luca. Vincenzo Napoli è un amico di vecchia data, lo conosco bene ed ho sempre apprezzato la sua cultura, il suo pensiero politico riformista ed illuminato, la sua signorilità che hanno fatto di lui un signore della politica. Mi riferisco non soltanto al presente, nel passato abbiamo lavorato insieme nel Consiglio Comunale e nelle Commissioni, aveva con noi colleghi Consiglieri del gruppo DC un rapporto di disponibilità e di ricerca intelligente dei punti di soluzione di tutte le possibili situazioni critiche e spinose. Si lavorava bene insieme e con apertura progettuale abbiamo affrontato temi amministrativi come quelli urbanistici, anche per la grande disponibilità del nostro collega Presidente della Commissione ing. Dino Milanese. Non abbiamo mai avuto problemi a definire priorità e scelte delle cose da fare nell’interesse della città. Anche per questo motivo un gruppo di ex colleghi consiglieri, soprattutto democristiani, lo sostennero nelle elezioni amministrative di Salerno per la candidatura a Sindaco, senza condizionamenti e senza accampare pretese. Votammo Napoli ben consapevoli delle sue apprezzate qualità umane, professionali e politiche. A lui si devono le grandi scelte urbanistiche di una Città Possibile, scelte non ideologizzate e profondamente rispettose dei grandi movimenti urbanistici del nostro Paese. Fu lui ad essere punto di sutura tra le posizioni democristiane e quelle comuniste, per un rilancio di una stagione amministrativa che voleva mettere la città e le sue trasformazioni dentro aree di riorganizzazione sostanziale della visione urbanistica, all’indomani del terremoto del 1980. Oggi si pensa a lui come una persona non capace di scelte personali ed abbastanza succube della sua maggioranza politica. Se questo deve essere un argomento che gratifica l’opposizione, certamente non coglie la naturale serietà politica di un ben definito personaggio politico della sinistra salernitana che conosce bene gli equilibri esistenti in città, con i quali si governano tutti i processi amministrativi. Vincenzo Napoli é più di quello che si crede! Innanzitutto è un signore che continua una tradizione familiare di signorilità, relazioni sociali e storia di presenza a Salerno. Annovera tra i suoi amici, molti socialisti, che hanno qualitá superiori nei campi del loro operato professionale, gente riformista, con sguardo nel futuro, con impegni concreti nella vita cittadina che non hanno mai piegato a nessun consenso servile. La critica politica legittimamente ha scelto di presentare un’immagine di Vincenzo Nspoli non corrispondente al suo reale modello intraprendente e di contenuti elevati che hanno caratterizzato la sua azione politica negli anni. Non ho nessun motivo di piaggeria che mi spinge a delineare la personalità di un amico che ha una grande apertura alle novità, al meglio di livelli di scelte che promuovono processi innovativi che spingono gli ambienti politici a viaggiare in sintonia con il meglio del pensiero riformista ed innovativo.Se nei prossimi giorni Enzo Napoli lascerà la poltrona di primo cittadino, non vuol dire che abdica alle sue prerogative di cittadino e politico illuminato. A noi ci ha insegnato la coerenza con le scelte liberamente fatte, senza condizionamenti. Come senza condizionamenti, noi amici democristiani votammo per lui, convinti da un’esperienza personale che quello che è supera di molto quello che gli altri non vedono o vogliono conculcare. Da parte mia voglio sperare che continuerà in ogni campo a lavorare per la Città possibile. L’impossibile, la mediocrità, i condizionamenti, ci saranno sempre e tenteranno di normalizzare i grandi valori di combattenti del nuovo, che immagineranno sempre una città migliore, a qualsiasi costo e con qualsiasi rinuncia!