8 marzo. Chef e donna. La sfida di Luna Tramentozzi - Le Cronache Attualità
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8 marzo. Chef e donna. La sfida di Luna Tramentozzi

8 marzo. Chef e donna. La sfida di Luna Tramentozzi

In un mondo come quello della ristorazione professionale, dove le brigate di cucina sono ancora prevalentemente maschili, per una donna emergere significa spesso lavorare il doppio: dimostrare talento, determinazione e capacità di leadership, superando stereotipi e diffidenze.

Infatti nella ristorazione le donne sono ancora poche ai vertici delle cucine professionali. Un paradosso, se si pensa che per secoli la cucina è stata considerata uno spazio domestico femminile. Ma quando si parla di brigate, gestione e leadership, spesso emergono ancora resistenze e pregiudizi.

In occasione della Festa della Donna abbiamo incontrato la chef Luna Tramentozzi, romana, imprenditrice della ristorazione e protagonista di un percorso professionale fatto di studio, determinazione e importanti riconoscimenti. Una storia che racconta non solo il talento, ma anche la forza necessaria per affermarsi in un settore ancora fortemente competitivo.

Luna, partiamo dall’inizio. Da dove vieni e come è iniziato il tuo percorso?

Sono di Roma, ho 39 anni e la mia formazione è iniziata molto presto. A vent’anni, insieme a mio marito, abbiamo aperto il nostro primo ristorante a Rocca Priora, in provincia di Roma, che si chiama Piccolo Paradiso.

Ero davvero molto giovane, ma ho sempre pensato una cosa: se fai qualcosa, devi farla bene. Per questo ho capito subito che la formazione è fondamentale e non finisce mai;

Che tipo di formazione hai seguito negli anni?

Ho iniziato con un primo diploma professionale e poi ho continuato a studiare e a perfezionarmi. Nel 2022 ho frequentato l’Accademia Professionale e ho avuto anche l’opportunità di fare dei corsi a Villa Crespi, scegliendo il percorso con lo chef Antonino Cannavacciuolo.

Sono state esperienze molto formative, che mi hanno aiutato a crescere sia tecnicamente che a livello personale;

Nel tuo percorso ci sono anche esperienze televisive e competizioni?

Sì, nel 2022 ho partecipato alle selezioni per una trasmissione televisiva e sono diventata concorrente de Il Miglior Chef Italia. È stata un’esperienza intensa e molto stimolante.

Nel 2023 ho partecipato ai Campionati Italiani di cucina e ho conquistato il primo posto. Questo mi ha permesso di entrare nella Nazionale Chef e di vivere esperienze straordinarie, come un evento culinario in Messico con una cena italo-messicana.

Nel 2025 abbiamo partecipato alle Olimpiadi di cucina nella categoria team competition e abbiamo conquistato il primo posto. Sono traguardi che porterò sempre nel cuore.

Hai ricevuto anche diversi riconoscimenti negli ultimi anni.

Sì, nel tempo sono arrivati premi e riconoscimenti importanti. Sono entrata nella guida dell’Accademia Italiana Chef con due pennelli, ho ricevuto premi legati all’imprenditoria e alla cultura nel mio territorio e recentemente mi è stato conferito anche il Leone d’Oro di Venezia.

Sono soddisfazioni che arrivano dopo tanto lavoro e sacrificio.

Oggi gestisci più ristoranti. Qual è il tuo progetto più personale?

Il ristorante storico resta Piccolo Paradiso, che è il nostro motore e propone una cucina di territorio, tradizionale ma con uno sguardo contemporaneo.

Poi ho aperto un altro ristorante che rappresenta un po’ il mio sogno: un luogo immerso in un canneto di bambù, con spazi trasparenti e un’atmosfera quasi magica. È il mio rifugio creativo, il posto dove posso esprimere davvero la mia idea di cucina;

Parliamo della condizione delle donne in cucina. Pensi che esista ancora un divario?

Sì, secondo me esiste ancora un dislivello di pensiero. Anche quando sei preparata e dimostri il tuo valore, spesso vieni messa in secondo piano o non ti vengono affidate responsabilità.

Una delle domande che mi sono sentita fare più spesso è stata: “Ma con i figli come fai?”. Come se il fatto di essere madre fosse un limite o un problema per lavorare in cucina.

In realtà non è così. Una donna può avere la stessa capacità, la stessa forza e la stessa professionalità di un uomo;

Tu hai un carattere molto forte, ti ha aiutato nel tuo percorso?

Il carattere è fondamentale. Io l’ho costruito con l’esperienza. Se sai quanto vali non puoi permettere agli altri di schiacciarti.

Studio, mi impegno e so cosa porto in cucina. Se mi vuoi in una squadra devi darmi lo stesso valore degli altri, altrimenti non ha senso;

Che consiglio daresti a una ragazza che sogna di diventare chef?

Prima di tutto tanta volontà. Ma proprio tanta.

Oggi molti giovani vedono programmi televisivi o i social e pensano che la ristorazione sia fare un bel piatto e pubblicarlo online. In realtà è un lavoro durissimo: orari pesanti, turni lunghi, sacrifici continui.

È un mestiere che non regala nulla. Se vuoi ottenere risultati devi lavorare tantissimo, con passione e determinazione;

Luna un augurio  per la Festa della Donna

Alle donne direi di credere sempre nel proprio valore. Non dobbiamo dimostrare di essere migliori degli uomini, ma semplicemente ricordare che abbiamo lo stesso diritto di esserci, di lavorare e di guidare una cucina;

Raffaella D’Andrea