Di Antonio Manzo
Peggio di una slavina, 23 milioni di debiti del Comune per risarcire i proprietari dell’area di via rettifilo dove furono costruite le case popolari dalla fallita Iacp Futura. Ma c’è anche la mancata approvazione del bilancio, dopo la scomparsa della maggioranza del sindaco Paolino. Consiglio diviso, otto si contro otto no. Pericolo scioglimento se non si approva il bilancio. Il consiglio comunane è per il 21 agosto prossimo ma all’ordine del giorno non compare la votazione sugli atti finanziari. C’è ancora tempo, non c’è ancora una diffida formale del prefetto di Salerno che si attende a giorni. C’è, però, all’ordine del giorno l’altra slavina di Capaccio-Paestum: definire l’accordo transattivo con i proprietari che debbono essere pagati per gli espropri degli anni Novanta. Lla volontà di chiudere la partita del debito espropri c’è per una cifra che oscilla tra gli 8 e i 5 milioni d’euro dopo la sentenza della corte di appello del danno di 23 milioni di euro, da calcolare con gli interessi maturati. La buona volontà del sindaco Paolino che ha ereditato quella del suo predecessore Franco Alfieri è stata già espressa in ben sei incontri, dal 2025 ad oggi con i proprietari dell’area, Una sentenza di circa 14 milioni che è arrivata ora a circa 23 milioni. Primo incontro settembre 2025; secondo, due mesi dopo dicembre 2025; terzo, marzo 2026; quarto, giugno 2026 e, ultimo, agosto 2026. Tranne la prima sono tutte di importo risarcitorio molto simili (fra i 5e gli 8 milioni di euro), ogni volta agli eredi d’Alessio è stato chiesto di integrare o togliere qualcosa portando la trattativa a quasi un anno. Richieste di modifiche anche dopo incontri di persona fra tutte le parti (anche il sindaco Paolino). In una situazione in movimento politico di un comune che deve ricompattare una maggioranza c’è il pericolo che salti uno dei sette punti all’ordine del giorno, Quello relativo agli Eredi D’Alessio. Schema di accordo transattivo. Provvedimenti. L’accordo potrebbe perfino essere approvato all’umanità dal Cosnsiglio senza attendere la sntenza definitiva della Cassazione che, secondo alcuni, impedirebbe di decidere. Ma la volontà è che tra 15 giorni si approvi il bilancio, compreso il debito espropri. Sul futuro politico di Capaciio-PAESTUM pesa il lavoro della commissione accesso atti amministrativi noinatoa sette giiorni dopo il voto per accertare presunte infiltrazioni ceiminali nella gestio del comune dove fu arrestato il sindaco Franco Alfieri. Se per Capaccio-Paestum non scattò loscioglimento come a Sarno e Pagani, il prefetto di Salerno Francesco Esposito, su delega del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nominò una commissione d’accesso al Comune di Capaccio Paestum per accertare eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata nell’attività amministrativa. La commissione – composta dalla viceprefetta Savina Macchiarella, dal maggiore dei Carabinieri Vincenzo Izzo e dalla funzionaria in quiescenza Franca Maietta – ebbe 90 giorni di tempo, prorogabili una sola volta, per effettuare l’accesso agli atti e verificare la sussistenza dei presupposti per un eventuale scioglimento del Consiglio comunale. . A rimanere in attesa il Sindaco Gaetano Paolino, eletto alle Comunali dello scorso Giugno, ma anche una intera comunità che potrebbe ritrovarsi, a pochi mesi dalla tornata elettorale, di nuovo con un commissario a Palazzo di Città e con un lungo periodo di gestione tecnico-amministrativa della macchina comunale. La relazione della Commissione di Accesso, una volta ultimata, verrà inviata al Ministero dell’Interno che, a sua volta, procederà, in caso di esito negativo, a redigere un decreto che sarà proposto alla prima seduta utile del Consiglio dei Ministri.Il pericolo scioglimento per mancata approvazione del bilancio sarebbe stato finora sventato da una serie di riunioni politiche dell’opposizione che si sarebbero concluse con un voto ideale all’ordine del giorno: come evitare il possibile ritorno di Frano Alfieri, una sorta di minaccia politica che agiterebbe soprattutto i partiti del Governo nazionale. Ma lo spettro Alfieri sarebbe già sulla porta del Comune.








