Lucia Vuolo: «Ascoltare i giovani per rimettere al centro le loro necessità» - Le Cronache
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Lucia Vuolo: «Ascoltare i giovani per rimettere al centro le loro necessità»

Lucia Vuolo: «Ascoltare i giovani per rimettere al centro le loro necessità»

di Erika Noschese
Rimettere i giovani al centro dell’agenda politica. È questo l’obiettivo che porta avanti l’europarlamentare di Forza Italia, nonchè co-coordinatrice provinciale degli azzurri.
Onorevole, continua l’azione di radicamento del partito su tutto il territorio della provincia di Salerno…
«Siamo partiti dall’Agro nocerino sarnese dove, in un primo step, abbiamo proceduto alla nomina dei coordinatori di area e li abbiamo suddivisi in più zone perché la provincia di Salerno è molto vasta; se si vuole effettivamente essere capillari sui territori è necessario che ogni area abbia un coordinatore per poter ricostruire e ristrutturare le mancanze che si registrano. Siamo partiti per fare in modo che Forza Italia possa di nuovo ritrovare quella forza di propulsione nel centrodestra; vogliamo che Forza Italia torni ad essere il primo partito della coalizione di centrodestra, come è sempre stato. Ci sono un po’ di problemi, inutile negarlo ma pian piano cerchiamo di appianarli e cerchiamo di crescere».
500mila giovani negli ultimi mesi hanno lasciato il sud a favore del nord, cambiando residenza. Da europarlamentare, qual è la sua visione e perché, secondo lei, c’è questo distacco dei giovani verso la loro terra?
«Non è che ci sia un distacco dei giovani con la propria terra, devono farlo per cause di forza maggiore, per migliorare. Dispiace dirlo ma la politica è stata cieca in questi ultimi anni, si poteva fare tanto per i propri territori. Alcuni miei colleghi, eletti soprattutto nelle zone del sud, non sono riusciti ad avere visione ampia dei territori. Noi, dall’Europa, vediamo l’Italia come una regione piuttosto che una nazione e cerchiamo di aiutare il governo italiano, attraverso regolamenti e direttive, a darci indicazioni su cosa fare e, nel contempo, siamo vicini. Il parlamentare europeo va con le preferenze, se non gira i suoi territori e non è a conoscenza delle necessità di quell’area nulla resta. È un tema importante quello delle preferenze, andrebbe fatto anche con le Politiche».
Lei sui territori c’è, è presente e soprattutto è impegnata a favore dei giovani. Qual è la ricetta giusta, secondo lei, per rimettere i giovani al centro dell’agenda politica?
«Da tempo dico che noi siamo come agricoltori che tirano un solco, i giovani dovranno poi piantare il seme per far crescere la pianta del loro futuro. I giovani vanno ascoltati; noi a Bruxelles abbiamo disposto tirocini per ragazzi, per avvicinarli all’Europa: diamo loro la possibilità di lavorare, avere uno stipendio per i tre mesi di stage o tirocinio e nello stesso momento entrano nelle commissioni, ascoltano. Spesso, mi siedo con loro per ascoltare ciò che non va e lavorare insieme ad un emendamento perché l’idea che loro hanno del futuro è importante, credo vadano ascoltati. Mi ritengo soddisfatta perché gli emendamenti presentati da noi sono stati accolti dalla commissione. Ora, questi ragazzi stanno cominciando ad occupare posizioni in Europa importanti».