Valiante: Non abbiamo fondato il Pd - Le Cronache Ultimora
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Valiante: Non abbiamo fondato il Pd

Valiante: Non abbiamo fondato il Pd

di Erika Noschese

Il centrosinistra salernitano prova a ridisegnare i propri confini e lo fa partendo dai territori, dagli amministratori e da quella parte di elettorato sempre più distante dai partiti tradizionali. A margine della presentazione del coordinamento provinciale di Progetto Civico Italia, il movimento fondato da Alessandro Onorato, arriva anche una presa di posizione destinata a far discutere. A pronunciarla è Simone Valiante, sindaco di Cuccaro Vetere e responsabile regionale agli Enti locali del movimento, che non nasconde la propria distanza dall’attuale Partito democratico. «Quello di oggi non è il Pd che abbiamo fondato», afferma Valiante, scegliendo parole nette ma accompagnate dalla volontà di non trasformare il confronto politico in uno scontro personale. «Io non voglio criticare amici con i quali ho condiviso anni importanti della mia vita. Ho sempre rispettato il dibattito politico interno al Pd, anche con le mie critiche». Una posizione che, però, non gli impedisce di mettere nel mirino il modello politico che, a suo giudizio, si è progressivamente affermato nel partito. Valiante precisa di aver sempre contestato le scelte politiche e non le persone. «Non ho mai detto, insomma, come capita spesso al sindaco di Salerno, che siamo di fronte a una “banda di sconsiderati”. Io l’ho criticato, l’ho criticato sulla politica». Il riferimento è alla lunga stagione del confronto con il sistema politico e amministrativo riconducibile a Vincenzo De Luca. Ma il punto, per Valiante, è più ampio e riguarda il rapporto tra partiti, territorio e potere. «Ovviamente non condivido l’idea di adeguarsi ai sistemi di potere», aggiunge. E proprio qui si colloca la sua scelta di aderire a Progetto Civico Italia, realtà che punta a intercettare amministratori e cittadini che non si riconoscono pienamente nell’attuale offerta politica. Secondo Valiante, infatti, il Pd dovrebbe essere prima di tutto una comunità politica capace di garantire pluralismo e confronto. «Il Pd ha una ragione di essere se è un movimento democratico che fa vivere tutte le sensibilità, che conserva le esperienze delle maggioranze e delle minoranze e fa vivere un dibattito politico». Poi la stoccata: «Non mi pare che sia questo il Pd oggi, soprattutto in questa regione». Una critica accompagnata, precisa, dal rispetto per chi all’interno del partito continua a svolgere il proprio ruolo. La scelta di Progetto Civico Italia nasce dunque anche dalla ricerca di uno spazio politico che, secondo Valiante, oggi risulta sostanzialmente scoperto. «È l’occasione per recuperare uno spazio politico, perché in questa provincia ci sono anche dei partiti, ma c’è poco spazio politico vero: di dibattito, di costruzione e, diciamo, anche di una dimensione politica un po’ più disinteressata». Il riferimento è a una crisi di partecipazione che non riguarda soltanto gli iscritti ai partiti. «Tanti sono sfiduciati, tanti non vanno più a votare, tanti cercano qualcosa che, di fatto, oggi non c’è nell’offerta politica». Da qui l’ambizione del nuovo movimento: costruire un contenitore capace di mettere insieme esperienze differenti, senza rinunciare alla tradizione del centrosinistra ma nemmeno riprodurne automaticamente schemi e gerarchie. «Progetto Civico può avere questa valenza: mettere insieme esperienze nuove del centrosinistra, ma anche persone come me che hanno già molti anni di attività politica e che, però, vogliono trovare le giuste motivazioni per un impegno vero». Un impegno che, nelle parole di Valiante, dovrebbe tradursi nella possibilità di fare politica senza necessariamente passare attraverso le logiche del potere. «Un impegno vero significa voler costruire la buona politica senza necessariamente doversi collegare a meccanismi di potere». A dare concretezza al progetto è Vincenzo Inverso, coordinatore provinciale del movimento che individua nello slogan “Cambiare davvero” la sintesi dell’iniziativa. «L’appello è rivolto a chi è pronto per farlo», spiega, rivendicando un modello di partecipazione costruito a partire dai problemi reali dei territori. «Abbiamo in mente un modello di partecipazione diverso, che richiami soprattutto la concretezza dei fatti e la risoluzione dei problemi». La sfida dichiarata è superare quella che Inverso definisce «la politica politicante» e restituire centralità alla capacità di amministrare. «Siamo chiamati a dare risposte rapide, veloci e soprattutto concrete alle tante esigenze che vive, in particolare, la provincia di Salerno». Il movimento rivendica già una presenza articolata sul territorio provinciale, con comitati costituiti o in fase di organizzazione a Salerno, Pontecagnano, nell’Agro nocerino-sarnese, nel Cilento, a Battipaglia, Eboli e Sicignano degli Alburni. «Sono tanti, inoltre, gli amministratori che in queste ore ci stanno contattando e ci guardano con interesse», sostiene Inverso, secondo cui Progetto Civico rappresenterebbe, «nel campo del centrosinistra, l’unica vera novità». Una novità che dovrà ora misurarsi con la capacità di trasformare adesioni, comitati e dichiarazioni d’intenti in una presenza politica strutturata. La provincia di Salerno, del resto, resta un territorio nel quale i partiti tradizionali conservano reti amministrative e radicamento, ma dove la partecipazione politica appare sempre più difficile da ricondurre alle vecchie appartenenze. Ad aprire i lavori è stato Antonio Vassallo, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre 2010. La sua presenza ha dato alla giornata anche un significato legato alla memoria e all’impegno civile. «Oggi, con Progetto Civico Italia, porterò la mia esperienza, ma anche il ricordo di un uomo che è morto per servire la sua terra», ha spiegato. Antonio Vassallo ha ricordato il padre e il suo impegno amministrativo, sottolineando però come, in questa fase, l’attenzione resti concentrata soprattutto sul processo e sulla ricerca della verità. «Siamo molto concentrati su quello che è il processo, per capire che cosa è successo. Non vogliamo assolutamente altre distrazioni, se non quella di conoscere la verità». Progetto Civico Italia prova dunque a occupare uno spazio che nel centrosinistra salernitano appare sempre più conteso: quello di una politica territoriale che punta a recuperare partecipazione, amministratori e consenso fuori dai tradizionali recinti di partito. La vera sfida, adesso, sarà dimostrare che quello spazio non è soltanto evocato, ma può realmente diventare una nuova proposta politica.