Tassisti in sciopero il prossimo 13 gennaio per contestare la legge n. 12 del 2019, che a distanza di anni risulta ancora incompleta a causa della mancata emanazione di due decreti attuativi fondamentali. Una lacuna normativa che, secondo la categoria, continua a generare incertezza, conflitti e squilibri nel settore del trasporto pubblico non di linea. Allo sciopero hanno aderito numerose organizzazioni sindacali e associazioni di categoria: Associazione Tutela Legale Taxi, Atitaxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Or.S.A. Taxi, SATaM, Sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL Trasporti Taxi, Unica Filt Cgil, Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi, Uti, per un totale di venti sigle rappresentative dell’intero comparto. Le organizzazioni sindacali sottolineano come «le recenti sentenze relative al decreto sul foglio elettronico di servizio, combinate con iniziative politiche e commerciali volte a “sanare” l’operato illegale e sleale degli NCC e delle piattaforme multinazionali, abbiano gettato nuova e profonda incertezza sul futuro lavorativo della categoria». Un quadro che, secondo i promotori della protesta, ha un dato ormai incontestabile: la legge 12/2019 non è mai stata realmente completata. Nel frattempo, il DPCM sulla regolamentazione delle piattaforme di intermediazione, considerato il vero fulcro della riforma, risulta ancora bloccato in sede europea, dopo essere stato notificato e valutato in maniera critica rispetto ai principi del diritto dell’Unione. Una situazione di stallo che si protrae da troppo tempo. «Senza i due decreti mancanti, la legge 12/19 resta monca: le piattaforme continuano a operare in assenza di regole chiare e uniformi, condizionando il mercato, alimentando il conflitto tra taxi e NCC e scaricando sui territori un caos normativo permanente», spiegano le sigle sindacali, chiarendo che lo sciopero sarà accompagnato da un’adunata generale della categoria a Roma. La protesta, tengono a precisare i promotori, «non è ideologica, ma rappresenta una richiesta netta, seria e responsabile: completare l’iter della legge 12/19, riscrivendo i decreti alla luce delle censure della Corte Costituzionale ed emanando finalmente il DPCM sulle piattaforme, superando lo stallo europeo». «Chi lavora ogni giorno sulla strada non può più vivere di rinvii, sentenze e promesse. La categoria ha retto, ha resistito, ha rispettato le regole. Ora pretende regole complete, chiare e applicabili a tutti, senza sovrapposizioni tra servizi differenti», aggiungono. Lo sciopero del 13 gennaio dovrà dunque dimostrare, a Roma, che «il settore è unito, consapevole e determinato». Per quanto riguarda Salerno, trattandosi di un fermo nazionale, i tassisti potranno scegliere se partecipare con una rappresentanza alla manifestazione romana, astenersi dal lavoro oppure restare in presidio e assemblea in Piazza Vittorio Veneto. Il fermo del servizio è previsto dalle ore 7:00 alle ore 20:00 del 13 gennaio 2026. La Categoria Taxi di Salerno garantisce comunque i servizi essenziali, assicurando i trasferimenti per portatori di handicap gravi, malati sottoposti a terapie salvavita (come dialisi e chemioterapia) e anziani con urgenze mediche o assistenziali non rinviabili. «La categoria c’è. Ora deve esserci anche lo Stato», concludono le sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero.





