Sinfonie in salone ospita la bacchetta di Francesco Vizioli - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Sinfonie in salone ospita la bacchetta di Francesco Vizioli

Sinfonie in salone ospita  la bacchetta di Francesco Vizioli

di Olga Chieffi

Scende in campo la formazione “ammiraglia” del Liceo Musicale “Alfano I di Salerno”, guidato da Elisabetta Barone, in occasione della ripresa del cartellone della seconda edizione di Sinfonie in Salone, la rassegna musicale ideata dalla consigliera comunale Antonia Willburger, che vede protagoniste le scuole a indirizzo musicale della città. Lunedì 9 febbraio, riflettori accesi nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, alle ore 17, per il concerto della dell’Orchestra Sinfonica dell’Alfano I, diretta dal Maestro Francesco Vizioli, che è anche il direttore dell’orchestra regionale campana. Un programma adatta ai giovani strumentisti, senza alcun volo pindarico, sarà proposto dai ragazzi, a cominciare dal Concerto Grosso in Sol maggiore, Op. 6 n. 1 HWV 319 di Georg Friedrich Haendel è parte della celebre raccolta di dodici Concerti Grossi composta in poco più di un mese nel 1739, uno dei più alti esempi di concerto grosso barocco, caratterizzati dalla contrapposizione tra un piccolo gruppo di solisti, concertino – due violini e violoncello e l’orchestra d’archi completa ripieno, supportati dal basso continuo. Sebbene basati sul modello corelliano, i concerti op. 6 di Haendel mostrano una peculiarità inventiva, unita a una sensibilità teatrale e una grande densità sinfonica. L’opera si compone di cinque movimenti, iniziando con una sezione introduttiva di grande maestosità, scritta nel tipo di ouverture francese, caratterizzata da un ritmo punteggiato più morbido rispetto alle tipiche esecuzioni barocche, creando un’atmosfera regale e solenne. Segue un Allegro dal ritmo incalzante e pieno di energia, che mostra la propulsione inarrestabile tipica dell’epoca. Il terzo movimento è un Adagio che si distingue come un vero duetto, ricco di liricità e cantabilità, con contrasti netti tra le parti soliste e i tutti, creando un dialogo musicale intimo e espressivo. Successivamente, un Allegro a carattere fugato presenta un tema chiaramente händeliano, con un contrappunto vivace e articolato. L’ultimo movimento è un Allegro in 6/8, dal ritmo festoso e danzante, contribuendo a concludere il concerto con un’atmosfera gioiosa e vivace. Si procederà con la sonata da chiesa in Do Maggiore K278, “Pro festis Palii” composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1777, una pagina brillante, fastosa, che si avvale dell’organico orchestrale completa, in luogo dell’abituale kirchentrio, a cui manca, però, un autentico spirito religioso e non si distingue dalle analoghe composizione profane, se non per la costruzione di un tempo solo. Ancora una pagina mozartiana, l’Allegro dalla Sinfonia n. 20 in Re maggiore K 133, scritto in forma sonata, con una notevole deviazione rispetto ai canoni di questa forma, che prevedono che la ripresa proponga lo stesso tema dell’esposizione. Infatti, in questo caso, la ripresa inizia con un secondo tema, e Mozart attende solo la fine del movimento per far ritornare il tema iniziale. Ciò è realizzato inizialmente riproponendo il tema in modo delicato, facendolo suonare ai soli archi, quindi, viene ripetuto dagli stessi archi accompagnati questa volta dalle trombe. Quindi, ascolteremo l’Adagio – Allegro spiritoso della Sinfonia n. 92 in Sol maggiore “Oxford” di Franz Joseph Haydn. L’ Allegro spiritoso, è preceduto da un’introduzione lenta, Adagio, come spesso accade nelle Sinfonie della maturità haydniana. La funzione di tali introduzioni è quella di preparare l’arrivo del tema principale, anticipandone alcuni motivi costitutivi. Lo sviluppo presenta una bella dose di entrate imitative dei vari strumenti, nella ripresa poi il tema principale ricorre molto più che nell’esposizione ed è inframmezzato da frequenti escursioni in tonalità lontane. Seconda parte del programma “leggero”, con l’esecuzione della colonna sonora de’ La Bella e la Bestia di Alan Menken, una tavolozza di musica francese, classica e di Broadway si rivela essere anche un omaggio al canone Disney. Il romanticismo emerge con particolare chiarezza nel brano di presentazione “Il racconto di Belle”, nel luccicante “Uno sguardo d’amore” e nella canzone che dà il titolo al film. Omaggio all’ “Amico magico”, Nino Rota, con la tracklist di Romeo e Giulietta, la pellicola shakespeariana di Zeffirelli, ove seppe ripercorrere con una preziosità delicatissima la stroficità modale delle canzoni a ballo rinascimentali, ritrovando quel senso della festa teatrale che aveva già espresso nel teatro lirico con un capolavoro di sottigliezza lieve e ironica come “Il cappello di paglia di Firenze”. Non mancheranno incursioni nel repertorio della canzone internazionale con Can’t Help Falling in Love, un brano musicale scritto da George Weiss, Hugo Peretti e Luigi Creatore, la cui melodia è basata su un’antica canzone del XVIII secolo intitolata Plaisir d’amour opera di Martini il Tedesco su parole di Jean-Pierre Claris de Florian, riadattato con un nuovo testo, per l’inserimento nella colonna sonora del film Blue Hawaii, con protagonista Elvis Presley, per chiudere il programma ufficiale con Yesterday di John Lennon e Paul McCartney, “Scrambled eggs / oh my baby how I love your legs / not as much as I love scrambled eggs”, le uova della leggenda che vuole Yesterday sia nata così, per la prima volta, nella testa di Paul McCartney, con la melodia che fu un dono del cielo.dolor sit, amet, consec