di Erika Noschese
Il nuovo crollo avvenuto ieri presso il pattinodromo di lungomare Tafuri, nella zona orientale di Salerno, ha riacceso prepotentemente i riflettori sulla fragilità della difesa costiera cittadina. Le avverse condizioni meteorologiche e la violenta mareggiata che ha flagellato la costa durante la notte tra il 2 e il 3 gennaio scorsi hanno provocato il cedimento definitivo di un’ulteriore porzione del muro di contenimento della struttura sportiva. Questo nuovo episodio di dissesto non ha interessato la zona già colpita dal crollo dello scorso ottobre, bensì l’estremità destra dell’impianto guardando verso il mare, dove la forza delle onde ha letteralmente sventrato il cemento. Sulla battigia e tra le onde sono oggi chiaramente visibili i residui di costoni e i massi che si sono staccati sotto la spinta del mare, confermando un processo di erosione che appare ormai inarrestabile senza un intervento strutturale immediato. La situazione del pattinodromo rappresenta solo la punta dell’iceberg di un degrado che sta interessando l’intero tratto del lungomare di Torrione. Già nei mesi precedenti, la struttura era stata chiusa a causa dei primi cedimenti, privando centinaia di bambini e ragazzi della società Roller Salerno della possibilità di svolgere le proprie attività agonistiche e amatoriali. La pagina Facebook della società sportiva ha espresso ieri profonda amarezza per l’ennesimo colpo subito da una struttura che è da sempre un punto di riferimento sociale per il quartiere. Il senso di precarietà è accentuato dal fatto che il muro di contenimento continua a perdere pezzi sotto la continua azione erosiva delle acque, rendendo l’area circostante sempre più instabile e pericolosa per la pubblica incolumità. A poca distanza dal pattinodromo, anche il parco giochi situato di fronte alla parrocchia di Santa Maria ad Martyres versa in condizioni critiche e rimane interdetto al pubblico. Lo scorso novembre, un’ordinanza sindacale ne aveva disposto la chiusura immediata dopo la scoperta di una vera e propria grotta scavata dal mare proprio sotto il piano di calpestio frequentato dalle famiglie. L’erosione ha rimosso gran parte del supporto strutturale del muro, creando una voragine che mette a rischio la stabilità dell’intera area ludica. Nonostante il sindaco Vincenzo Napoli si fosse impegnato pubblicamente a garantire il reperimento dei fondi necessari e una rapida messa in sicurezza, il cartello di chiusura rimane ancora affisso ai cancelli, alimentando il malcontento dei residenti della zona orientale. Il quadro dei disagi per l’utenza sportiva si aggrava ulteriormente se si considera la situazione della piscina comunale Simone Vitale, anch’essa situata a ridosso del lungomare Tafuri. L’impianto è attualmente chiuso e, sebbene fosse già previsto un piano di riqualificazione per questo mese, l’attività è stata sospesa in anticipo a causa di gravi problemi tecnici alla caldaia e al piano vasche. Questo concatenarsi di chiusure e guasti ha creato un vero e proprio deserto sportivo in uno dei tratti più frequentati della città, costringendo società e atleti a cercare faticosamente soluzioni alternative in altre strutture della provincia. Dal punto di vista amministrativo e finanziario, l’unica nota di certezza è rappresentata dall’approvazione del progetto di messa in sicurezza del pattinodromo all’interno dei fondi PRIUS. Il Programma di Rigenerazione Integrata Urbana e Sostenibile ha infatti destinato circa 2 milioni e 200 mila euro per l’intervento di riqualificazione della struttura di Torrione. Tuttavia, nonostante la disponibilità del finanziamento sia stata confermata, i tempi di avvio del cantiere rimangono avvolti nell’incertezza. Da Palazzo di Città non sono ancora giunte comunicazioni ufficiali circa la data d’inizio dei lavori, né sulla loro durata complessiva, che si preannuncia comunque estesa data la complessità delle opere previste. L’intervento ingegneristico necessario per salvare il pattinodromo e il lungomare circostante non sarà semplice e richiederà un approccio diretto dal mare. I tecnici hanno previsto la realizzazione di imponenti palizzate in cemento per fortificare la base della struttura e creare una barriera resistente all’azione del moto ondoso. Si tratterà di un lavoro di consolidamento profondo che dovrà necessariamente tenere conto delle mutate condizioni climatiche e della violenza sempre maggiore delle mareggiate invernali. La necessità di operare in acqua rende l’opera particolarmente onerosa e soggetta alle variabili meteorologiche, fattore che potrebbe dilatare ulteriormente i tempi di riconsegna dell’impianto alla cittadinanza. Mentre la burocrazia segue il suo iter e si attende l’apertura effettiva dei cantieri, la preoccupazione tra i residenti e le famiglie salernitane continua a crescere. Il timore diffuso è che, in assenza di interventi tempestivi, i prossimi mesi possano portare a nuovi crolli ancora più gravi, mettendo a rischio non solo le strutture sportive ma anche la viabilità e la stabilità dei tratti di lungomare aperti al transito pedonale. L’episodio di ieri mattina è l’ennesimo segnale d’allarme inviato da un territorio che chiede protezione e cura costante, e non solo interventi emergenziali a seguito di disastri annunciati. La comunità attende ora che alle promesse di finanziamento seguano i fatti, affinché il lungomare Tafuri possa tornare a essere un luogo di aggregazione sicuro e non un simbolo di abbandono e fragilità.





