Salerno, pattidronomo e piscina: mancano i fondi - Le Cronache Salerno
Salerno

Salerno, pattidronomo e piscina: mancano i fondi

Salerno, pattidronomo e piscina: mancano i fondi

di Alfonso Malangone*

Le notizie e le foto sono desolanti. Alcuni giorni fa, il mare in tempesta ha causato il crollo di un’altra porzione di pattinodromo accrescendo i timori per la parte residua del terrapieno. Nondimeno, anche la zona a est, quella con la piscina e il parco giochi, presenta gravi problemi di stabilità per evidenti cedimenti. Così, sembra che per sistemare il tutto non siano più sufficienti i 2,4milioni di euro immaginati in un primo momento e che si debba ragionare intorno ad almeno 5,5milioni. Se va bene! In questa situazione, per risolvere il problema alla radice, è stato ipotizzato di spostare altrove tutta l’area sportiva e di ripristinare l’arenile originario per l’uso balneare. Proposta davvero interessante, se i tempi non fossero biblici e i costi stratosferici. Peraltro, è innegabile che, anche grazie alla centralità della posizione, quella struttura è ormai divenuta parte dell’immagine identitaria della Città come luogo meridionale e mediterraneo di mare, di sole, di vita e di sport. Merita, quindi, di essere preservata e riqualificata a maggior gloria pur se con qualche modifica volta ad esaltare il suo naturale collegamento funzionale con l’arenile sottostante in conseguenza del ripascimento in atto fino al fiume Irno. Magari, anche procedendo al disinquinamento della porzione di mare presso la foce, attualmente assolutamente vietata per la pessima qualità dell’acqua (fonte: Comune). Così, se il pattinodromo fosse davvero trasferibile sui terreni della ex D’Agostino, si potrebbe immaginare di sostituire l’anello ‘sfrantumato’ con un’altra piscina, come anche di aggiungere un campo da tennis adeguatamente attrezzato. Del resto: non si voleva organizzare qui la Coppa Davis? Se, poi, ci fosse il desiderio di offrire altre opportunità ai cittadini, sportivi e non, un centinaio di metri più in avanti si potrebbe utilizzare l’area della Caserma Angelucci, da acquisire alla Comunità approfittando delle previsioni di cui a D.Lgs. n. 85 del 28/05/10, trasformandola in un ‘Bosco Urbano dello Sport’ con sottostante parcheggio in collegamento con la spiaggia. Sarebbe un luogo impareggiabile, di cui andare fieri, ancor più se strutturato per dimostrare attenzione e amore nei confronti della Squadra di Calcio Cittadina che utilizzò quel terreno negli anni ’20, quando si chiamava “Salernitanaudax”. In definitiva, con una visione innovativa e propositiva, questa Città potrebbe davvero meritare quell’appellativo di ‘Città dello Sport’ e di ‘Comune in prima linea per lo Sport’ più volte ripetuto da rappresentanti pubblici dotati di una fantasia molto fervida, forse sconfinante nell’illusione. Mettere i piedi per terra, scartando ogni visione opportunistica, sarebbe buono e giusto per il futuro. In ogni caso, il problema adesso è quello del reperimento dei circa 3,1milioni da aggiungere ai 2,4 già presi dal progetto PRIUS del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027 destinato alla riqualificazione dei giardini di via Sabatini, a piazza Alario. Almeno, questo è stato detto. In sostanza, ancora una volta, e nonostante tutte le imposizioni possibili, alla Città manca “il soldo per arrivare alla Lira”, come si diceva una volta, in conseguenza dello squilibrio in atto nella struttura finanziaria del Bilancio del quale pure si discute per temute dissonanze tra i numeri dichiarati e quelli di una condizione definibile certa, vera e reale. Forse, una soluzione diversa poteva essere individuata in precedenza se, per la presenza di crepe vistose già da qualche anno nei muraglioni della piscina, fosse stato predisposto e proposto un progetto tempestivo sui fondi europei, sia di Sviluppo Regionale che di Sviluppo e Coesione. A ben riflettere, può aver inciso negativamente l’assenza di un Assessore allo Sport come, collateralmente, è avvenuto per la Cultura. Eppure, furono i nostri antenati a collegare lo sviluppo della mente con l’educazione del fisico parlando di ‘mente sana in corpo sano’. Ma, quella, era gente diversamente strutturata. In realtà, una possibile fonte finanziaria poteva essere rappresentata dalle risorse destinate alla costruzione di una piscina per fare i film con i pescecani in area di Capitolo San Matteo. Un impianto senza eguali in Italia, addirittura progettato al massimo livello, probabilmente supremo, per competere in campo internazionale. Per questo, è stato ritenuto appropriato un impegno di 50milioni di euro di fondi europei, a quanto si è letto di quelli FESR 2021-2027. Fare un cambio, favorendo i cittadini al posto dei pescecani, sarebbe stato facile. Purtroppo, non sembra sia possibile giacché negli elenchi dei progetti allegati alla documentazione amministrativa non c’è niente di tutto questo, salvo errore. Eppure, si sono viste foto relative all’avvio delle opere preliminari, proprio al di sotto dell’impianto di depurazione, benché rimaste prive di progressi. Un poco come per l’Arechi. Salvo ogni errore. Adesso, comunque, per Piscina e Pattinodromo si ferma tutto. Almeno per un pò. Lo scioglimento del Consiglio Comunale e l’arrivo di un Commissario per la gestione ordinaria obbligano a posticipare ogni questione all’inizio dell’estate, dopo la nomina della nuova Amministrazione. Così, c’è solo da augurarsi che le classiche mareggiate invernali e di primavera possano essere clementi evitando di provocare altre disgrazie attuali come premessa di tragedie future. In tutto questo, a soffrire sono innanzitutto gli sportivi, privati per qualche anno di quegli impianti, ma anche tutti i cittadini ai quali la Consiliatura morente non ha mancato di riservare delusioni e sofferenze, sia in termini di qualità generale della vita che di modalità particolare di viverla. Si iniziò con il ricorso al decreto aiuti, sostanziale riconoscimento del pre-dissesto dell’Ente nonostante le rassicurazioni sull’equilibrio dei conti, si è proseguito con una imposizione tra le più alte d’Italia, confermata anche per il corrente anno, e si finisce con il crollo della struttura di Torrione che fa il paio con i disservizi delle luci di Natale, dispettosamente accese a intermittenza. Nel mezzo, molte altre situazioni poco esaltanti, di cui è inutile riferire. Non sono mancate, di certo, le parole e le azioni. Ma, in verità, una Città non si gestisce con le buone maniere, ma con buone decisioni; non con le buone parole, ma con buone realizzazioni; non con le buone promesse, ma con buone proposte; non con le buone narrazioni, ma con oggettive verità. Per tutto questo, ritenere che ci sia stata una gestione poco incisiva, poco attenta, forse disordinata, forse pure spensierata, non sembra possa considerarsi uno sproposito. A quei rappresentanti che non fossero d’accordo, si può proporre di fare il gioco dell’inversione dei ruoli: cosa pensereste al posto dei cittadini? Questa Città ha bisogno dell’amore vero dei cittadini di cuore. *Ali per la Città. P.S.: si fa salvo ogni errore