Salerno. Ampliamento porto, la protesta - Le Cronache Cronaca
Cronaca Salerno

Salerno. Ampliamento porto, la protesta

Salerno. Ampliamento porto, la protesta

Ci sarà anche una rappresentanza dei sindaci della Costa d’Amalfi alla mobilitazione promossa per questa mattina, alle ore 10, sull’arenile della spiaggia libera di via Ligea, dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente Salerno “Orizzonti” e dal Comitato “Salute e Vita”, che contestano il progetto di ampliamento del porto commerciale della città capoluogo di provincia. A capeggiare la delegazione sarà il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, in qualità di presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, il quale, insieme al collega di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone, si oppone da tempo al masterplan sugli assetti degli spazi portuali secondo le linee di indirizzo al 2030. Da tale documento sembrerebbe infatti paventarsi un ampliamento del Molo di Ponente, ubicato a ridosso del costone roccioso che separa Salerno dal borgo di Vietri, da sempre considerato la porta sud della Costiera Amalfitana. Alla manifestazione di protesta aderisce anche il Codacons Salerno, che evidenzia la necessità di salvaguardare i pochi spazi liberi rimasti, ricordando come il progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno rischi seriamente di ridimensionare il litorale di Marina di Vietri e di Cetara. «Troppe cose non sono chiare. Non sono chiari gli effetti positivi che il prolungamento della banchina avrebbe sull’economia; non sono chiare le incidenze ambientali di un’opera di notevole portata, senza contare che non sono nemmeno diffuse le misure di mitigazione», ha dichiarato l’avvocato Matteo Marchetti, anticipando che il Codacons proporrà alle altre associazioni e ai comitati la presentazione di un dossier all’Unesco, affinché vi sia una presa di coscienza anche da parte degli enti sovranazionali chiamati a pronunciarsi su beni da essi stessi riconosciuti come di pregio paesaggistico, come spiegato dall’avvocato Pierluigi Morena del Codacons. «Non tutto può essere piegato alle logiche del profitto e della speculazione. Le autorità competenti pensino piuttosto a migliorare la vita dei cittadini con misure semplici, capaci di dare vera attuazione alle norme europee. Il Codacons chiede che l’Autorità portuale e, per quanto di competenza, il Comune di Salerno si attivino per: fornire informazioni sulle infrastrutture e chiarire innanzitutto i tempi di apertura al traffico di Porta Ovest; istituire una task force per una maggiore integrazione tra città e porto; creare un ecosistema città-porto più sostenibile e sano; istituire strumenti di rilevazione permanente della qualità dell’aria e delle emissioni derivanti dalle attività portuali, con relativa pubblicazione dei dati; istituire un presidio permanente della Polizia municipale per la regolamentazione del traffico in via Porto; rendere effettiva l’esecuzione del Piano di gestione delle acque, con l’istituzione di un monitoraggio permanente della qualità delle acque e degli sversamenti in mare da parte delle navi, con pubblicazione dei dati; richiedere periodicamente rapporti ambientali per garantire la conformità degli operatori portuali alle norme; far rispettare il principio del “chi inquina paga” in caso di incidenti; aprire un dibattito per abbattere le barriere e aprire, ove possibile, lo scalo marittimo alla città. Questa è la vera svolta di cui ha bisogno Salerno, non opere faraoniche o inutili: questa è la politica delle cose possibili e condivise con i cittadini», ha aggiunto il Codacons Salerno. A scendere in campo è anche Salerno in Comune, come ha chiarito il referente Gianluca Di Martino: «Da sempre indichiamo anche noi come strada futura la delocalizzazione, a sud della città, del porto commerciale di Salerno. Invece c’è chi vuole continuare a fare profitto ai danni dell’ambiente e del paesaggio, e stiamo parlando della porta di uno dei tesori patrimonio mondiale dell’Unesco. Salerno e Vietri hanno già pagato molto in termini ambientali. Ora basta».